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Eroica Fenice

Il luogo perduto

Il luogo perduto, una silloge di poesie

Il luogo perduto è il titolo di una silloge di poesie scritta da Alessandra Scarano, edita dalla casa editrice Aracne ed inserita nella collana Poiesis diretta da Dante Maffia.

La silloge Il luogo perduto

La silloge di poesie Il luogo perduto, dal punto di vista costitutivo, è suddivisa in cinque sezioni, ognuna trattante di diversi argomenti, legati dal tema del mare o dell’acqua: in Personae sembrano trovare parola ricordi, o frammenti di vita, come fossero versi donati alla scrittura dalla memoria, vissuta o immaginata; in Diamanti, l’accostamento tra l’acqua, la luce, le tinte opaline ed azzurre ed i riflessi che tra essi coesistono paiono in una retorica di sinestesia rievocare proprio l’essenza e le suggestioni proprie della lucidezza del diamante; in Isole la parola poetica si sviluppa proprio attorno alle suggestioni legate alle isole, e agli elementi legati ad esse per analogia, l’acqua ed il mare. Tra le poesie di questa sezione si ritrova Itaca o Il luogo perduto, che riprende nel titolo il titolo dell’intera silloge, ed una poesia senza titolo che pare rievocare con le sue parole un senso di nostalgia che il mare, forse col suo canto, porta nell’animo della scrittrice:

«come
L’onda
Giungesti
A questo
Lido
Come
L’onda
Che si frange
E poi
Scompare».

In Ombre, i temi trattati portano, nella luce del mare, un’ombra di dolore e di tristezza, come malinconici pensieri e sensazioni; ed in Passaggi, ancora pare ravvisarsi l’eco di queste sensazioni e di alcuni di quei turbamenti.

Il tema del mare e dell’acqua, poi, presente nelle varie sezioni della silloge, si ritrova come elemento sotteso alle varie sensazioni di volta in volta suscitate nell’animo della scrittrice ed alle percezioni che lo stesso animo coglie dalla realtà esterna. Così, ad esempio, in Diamante lo sguardo di occhi diventa metaforicamente «acqua/ ghiacciata» che scorre nell’anima inondando «il fondo/ della nostra/ esistenza»; in Venezia (sette parole) l’acqua che scroscia durante una giornata di pioggia viene paragonata a perle che scivolano dal cielo:

«Piovve
Ed io
Ricoperta di perle
Camminai».

Ed ancora in un una poesia senza titolo, il cui primo verso inizia con «se dovessi dirti», il ricordo del passato viene paragonato a fiori che scorrono lentamente nel fiume, un fiume che pare riportare alla memoria l’immagine del pensiero eracliteo del panta rei:

«se dovessi dirti
del tempo passato
sarebbero fiori nella corrente
che attendono silenziosi
di essere guardati».

La costruzione poetica, inoltre, non mostra particolari strutture metriche o regole di prosodia tradizionale, ma il senso è dato da un libero alternarsi di spazi bianche e parole.

E proprio al riguardo della disposizione delle parole nello “spazio bianco” della pagina, la particolare disposizione del testo nella poesia A Marguerite pare riportare alla mente una certa analogia, forse tutta personale, con la particolare disposizione del testo (ed il conseguente rapporto tra parole e spazi bianchi) della poesia Un colpo di dadi non abolirà mai il caso di Stephane Mallarmé, ove si nota proprio una simile particolarità nella disposizione del testo.

La raccolta poetica Il luogo perduto, in generale, si presenta come una polifonia di impressioni e di immagini poetiche che vengono date al lettore tramite la parola, e tramite il continuo evocare e descrivere il mare e la sua componente naturale dell’acqua.

Roberta Attanasio

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