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Eroica Fenice

Il paradiso degli orchi e la saga dei Malaussène

Il paradiso degli orchi e la saga dei Malaussène

Se si parla di saga vengono probabilmente alla mente in modo immediato quelle fantasy, come Harry Potter, Il Signore degli anelli, Lo hobbit e numerose altre. Ciò che a volte si sottovaluta è che esistono anche saghe che riguardano vite un po’ più “normali”, ma in realtà profondamente sulle righe. È il caso della storia della famiglia Malausséne e de Il paradiso degli orchi, primo dei sei capolavori che raccontano in scene di ordinaria follia le giornate di Benjamin, Louna, Clara, Therèse, Jeremy, Il Piccolo, Julius, Julie, Theo, Stojil e del commissario Rabdomant. Un gran numero di personaggi, ma che vengono perfettamente incastrati a Belleville, un quartiere parigino. Scritto per una scommessa dall’autore francese Daniel Pennac, dal 1985 questo testo dà la possibilità di innamorarsi a tutto tondo di ogni singolo membro della famiglia allargata e multietnica di Benjamin. Nel 2013 il regista francese Nicolas Bary ne ha fatto un film.

Il paradiso degli orchi, un giallo che si trasforma costantemente nell’apologia di un capro espiatorio

«Da quanti anni non piango, io? (Voce della mamma: “tu non hai mai pianto, Ben, in ogni caso non ti ho mai visto piangere, nemmeno quando eri piccolo. Ti è già successo di piangere?”) – No, mammina, mai fuori dal lavoro».

Il protagonista, sebbene la sua posizione sia contesa dai membri di tutta la famiglia, è Benjamin Malaussène, che svolge – prima per un centro commerciale, poi per una casa editrice – il particolarissimo mestiere del capro espiatorio: consiste nell’essere l’individuo perennemente incolpato di fronte la clientela per qualsiasi tipo di problematiche con la merce. Questo ruolo però si proietta fatidicamente nella vita di tutti i giorni, rimanendo ogni volta invischiato in una serie di attentati e omicidi che quasi mai lo hanno personalmente coinvolto, se non in una maniera molto sottile. Vive in condizioni economiche vacillanti, assieme a tutto il resto della sua famiglia, più un cane anziano e puzzolente che soffre di crisi epilettiche: i suoi fratelli sono tutti ragazzi nati dalle frequenti relazioni amorose di una madre perennemente assente, che si innamora, rimane incinta e lascia poi lì il nascituro quando deve dedicarsi a una nuova fuga passionale.

Ad accompagnarlo e a sostenerlo come un figlio, i genitori di Hadouch Ben Tayeb, mentre il commissario Rabdomant viaggerà costantemente sul filo della diffidenza, verso un uomo che inspiegabilmente è sempre protagonista e spettatore di vicende nefaste. Alla casa Malaussène da Il paradiso degli orchi si avvicina anche una nuova ospite, Zia Julia, come la chiama Ben per presentarla a tutta la tribù: una donna forte, indipendente e coraggiosa, ma soprattutto perfetta per una famiglia del genere. Ilarità, gioia, tenerezza, a volte compassione e anche un senso di impotenza nell’osservare persone così di buon cuore e innamorate della vita che si trovano costantemente a combattere per proteggersi a vicenda, soprattutto nell’ora delle “storie”.

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