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profumo foglie limone

Il profumo delle foglie di limone di Clara Sanchez

Il titolo del romanzo di Clara Sanchez Il profumo delle foglie di limone, edito da Garzanti, potrebbe trarre in inganno a partire dall’immagine di copertina: cosa rappresenta quella ragazza raffigurata di spalle e circondata da fogliame verdolino, in un’atmosfera sospesa, quasi onirica? Infatti il titolo originale “Lo que esconde tu nombre” rende in modo lampante il carattere avventuroso e psicologico del romanzo. È una vicenda che potremmo catalogare come un giallo nel quale molteplici sono i suoi aspetti legati a doppio filo con la barbarie avvenuta nel corso della Seconda guerra mondiale, ovvero lo sterminio di milioni di ebrei, e non solo, nei campi di concentramento.

La storia inizia un po’ lentamente nell’inquadrare i due personaggi principali oltre che voci narranti della vicenda: Jùlian un arzillo ottuagenario e Laura una giovane trentenne indecisa se continuare a vivere o meno con il futuro padre del figlio che porta in grembo. Entrambi non si conoscono, ma presto le loro vite si intrecceranno a causa di una anziana coppia straniera che Laura ha la fortuna di conoscere nel corso di una mattina trascorsa in spiaggia, nella ridente cittadina spagnola di Vallesol, in Costa Blanca. I due coniugi stranieri intervengono in aiuto di Laura, colpita da un malore legato alla sua gravidanza, e ben presto la conquistano con il loro atteggiamento iperprotettivo e la loro disponibilità. Quello di cui Laura è totalmente all’oscuro e di cui verrà ben presto edotta da Jùlian è la vera natura dei due angelici vecchietti, con un passato da atroci criminali nazisti alle spalle. Infatti Jùlian è un ex deportato di Mathausen, mentre Karin e Fredrik sono i suoi ex aguzzini; lo stesso Jùlian è sulle loro tracce, per attuare una vendetta privata accarezzata da tempo oltre che per consegnarli finalmente alla giustizia. Laura lo aiuterà agendo da infiltrata in casa dei suoi due adorabili vecchietti, venendo a contatto con una realtà che credeva ormai archiviata, letta soltanto nei libri scolastici e soprattutto rischiando cara la vita. Verrà salvata da Alberto, un giovane che ha conosciuto proprio in casa Christensen e appartenente con ogni probabilità al giro degli amici nazisti  – la Confraternita – della coppia norvegese, giovane di cui lei stessa confesserà a Jùlian di amare, nonostante il suo essere ambiguo e sfuggente. Il romanzo di Clara Sanchez termina senza un vero e proprio lieto fine: Laura è sì salva, ma a quale prezzo sarà Jùlian a scoprirlo. Se il movente stesso della vicenda è il bisogno di soddisfare il desiderio umanissimo di una vendetta tanto agognata, purtroppo  la scrittrice nel finale sottolinea che nella straziante vicenda che ha visto protagonisti tanti esseri innocenti non ci sono in realtà vincitori né una vera giustizia. L’unica arma a nostra disposizione è allora non dimenticare perché non di verifichi un altro Olocausto: il monito che Clara Sanchez consegna tra le righe è quindi quello di ricordare quanto l’odio razziale può accecare l’essere umano conducendolo a ben oltre la condizione di cruda spietatezza animale.

Il romanzo della Sanchez ha la caratteristica molto gradevole di conquistare l’attenzione del lettore sin dall’inizio. L’autrice con estrema bravura tratteggia le personalità individuali dei protagonisti principali, sottolineando il loro senso di straniamento in un ambiente in cui persone e luoghi apparentemente già catalogati da una banale consuetudine come innocenti e limpide situazioni nell’ombra nascondano un passato agghiacciante e inenarrabile. Un libro che ha il pregio di far conoscere anche alle nuove generazioni un passato troppo recente che ha coinvolto milioni e milioni di persone innocenti. 

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