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Eroica Fenice

Le cabinet masson

Le cabinet Masson di Cristian Borghetti

Le cabinet Masson è un romanzo noir scritto con grande maestria da Cristian Borghetti, un interessante scrittore nato a Lecco e formatosi a Milano presso l’Università di Filosofia Estetica. Lo scrittore, che ha pubblicato una raccolta di storie “Ora di vetro” (per la “Montedit”) e “Tre volte all’inferno” (per la “Perdisa Pop”)si sta mettendo in evidenza tra i nuovi talenti letterari degli ultimi anni per il suo stile dettagliato, spiazzante che lascia trapelare attimi di paura e sensualità. Dal dipinto “After the Ink” realizzato dall’artista statunitense Dorian Cleavenger, nasce l’idea per il suo ultimo romanzo ambientato in una Parigi del 1912, attraverso un’affascinante e dettagliata ricostruzione del periodo storico della Belle Époque, e di quando tra le strade illuminate passeggiavano artisti in cerca di successo ed eleganti madame in cerca di cappelli o di artisti tatuatori in grado di personalizzare sui loro corpi disegni indelebili da esibire nei salotti parigini. Parigi è il luogo in cui il protagonista del romanzo Bastien Delacroix ( un artista dalle innate capacità grafiche), conquista la notorietà e il successo come uno dei più grandi tatuatori parigini.

Bastien Delacroix è un artista ambizioso che dopo aver imparato l’arte del tatuaggio a Marsiglia presso Philippe Masson, (un personaggio violento e scontroso), fa ritorno a Parigi per gestire la sua attività di tatuatore presso Le cabinet Masson, ma proprio all’apice del suo successo si ritrova coinvolto in una drammatica vicenda giudiziaria, che lo vede accusato di omicidio di una sua cliente, la modella Iman Lefebvre della Ville Lumière, una femme fatale che gli fa perdere la testa ma anche l’innocenza. Iman viene ritrovata morta da Delacroix la sera stessa in cui avrebbe dovuto completarle un drago tatuato sul suo corpo, un’opera che lo avrebbe consacrato come il più grande tatuatore di Parigi e d’Europa, ma i fatti procedono in modo diverso, e Delacroix vede crollare tutte le sue certezze, il lavoro e soprattutto la sua reputazione. Il protagonista viene affidato alla custodia dell’ agente di polizia Cecile Gaillard consapevole della sua innocenza. Le indagini procedono in un continuo crescendo spasmodico caratterizzato da interminabili attimi di tensione, la suspense è l’elemento costante del tempo che scorre implacabile e che vede uniti in un unico destino Bastien/Iman e Zoe, (assistente di Bastien). Le cabinet Masson è un romanzo ambientato in un luogo dove tutto può accedere e dove emergono situazioni scabrose tenute nascoste per anni da nemici in attesa di vendette; il luogo è “La cupola del triangle dor”. Una resa dei conti finale svelerà la vera identità dell’assassino e delle sue torbide e diaboliche motivazioni che l’hanno condotto all’insano gesto. La smisurata ambizione dì Bastien, lo condurrà in un oscuro viaggio senza ritorno verso una debacle totale”.

Per Eroica Fenice Cristian Borghetti ha rilasciato in esclusiva una breve intervista nella quale si racconta.

Come nasce Cristian Borghetti scrittore? Parlaci di te e di come è nata la passione per la scrittura e la lettura.
Nasce da un bambino che amava leggere. Dalle prime letture come Verne, Dumas, Salgari, a quelle adolescenziali come Baudelaire e i poeti dell’Ottocento, Poe, Byron, Shakespeare… Leggere, scrivere, il passo è stato breve: ho cominciato con le prime poesie e i versi, i primi racconti di “Ora di vetro” scritti a vent’anni, fino ai romanzi brevi di “Tre volte all’inferno”, ai racconti per varie antologie come “Horror Polidori 1 e 2, a “Le cabinet Masson”.

Parlaci su come nasce l’idea per la scrittura del tuo ultimo romanzo “Le cabinet Masson”, una storia interamente ambientata in Francia nel primo ventennio del ‘900. I luoghi del romanzo e le descrizioni dei personaggi sono molto dettagliate: ti sei ispirato a personaggi e luoghi reali?  

Amo Parigi e quel periodo storico tra fine ‘800 e primi del ‘900. L’idea è nata dal dipinto “After the ink” dell’americano Dorian Cleavenger, che campeggia su una parete di casa mia. Dall’idea all’azione, penna, inchiostro… La trama, i personaggi, frutto della fantasia, sono stati calati in luoghi reali, nel contesto storico dell’epoca, ricostruito dopo un approfondito lavoro di ricerca, usi, costumi, fatti storici e conoscenza della città.

Come definiresti il tuo genere di scrittura?
Direi cinematografica, nel senso che scrivo come se stessi vedendo il film scorrermi davanti.

L’immagine di copertina sembra descrivere l’evento chiave del romanzo. La tua è stata una ricerca mirata?
Sì, è stata una lunga ricerca. Titolo e copertina sono la prima cosa che attrae chi cerca un libro. Ho trovato l’immagine su internet e me ne sono innamorato. Era perfetta: enigmatica e seducente. Dopo una seconda ricerca, sono risalito alla proprietaria dell’immagine, che ritrae l’attrice degli anni venti Gloria Swanson. Ho pagato i diritti d’autore a Sarah Vernon et voilà.

Dopo aver scritto e pubblicato il tuo ultimo romanzo cosa prospetti per il tuo futuro? Stai già pensando di scrivere un nuovo romanzo?                                                                                                 L’inchiostro è sangue, il sangue è la vita: sì, sto scrivendo alcuni racconti, ho un’idea per un nuovo romanzo, mentre attendo una prossima uscita, credo entro la fine del 2015. Scrivere e vivere sono sinonimi. Ti ringrazio Antonio e ringrazio i lettori, dandovi appuntamento sul mio blog.

Ringrazio Cristian Borghetti per la cortesia e la disponibilità augurandogli di tagliare grandi traguardi per la sua carriera letteraria.

– Le cabinet Masson di Cristian Borghetti –

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