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Eroica Fenice

Le lacrime di Nietzsche

Le lacrime di Nietzsche e il padre della psicanalisi

Le lacrime di Nietzsche: la nostra recensione. 

«Non sono in grado di curare la disperazione, dottor Breuer. Io la studio. La disperazione è il prezzo che si paga per l’autocoscienza. Guardate a fondo nella vita e ve la scoprirete sempre».

Le lacrime di Nietzsche è un libro edito da Neri Pozza, scritto nel 2006 dallo psichiatra statunitense Irvin Yalom.

Il testo è incentrato sul rapporto – puramente di fantasia – non solo professionale, ma anche di profonda stima tra Josef Breuer, medico ebreo e padre della psicanalisi, e Frederich Nietzsche, uno tra i filosofi più conosciuti dell’orizzonte moderno. Agli incontri tra i due protagonisti si affianca da una parte il passato di Nietzsche, un viaggio nel proprio vissuto e nel proprio inconscio, dall’altra il presente di Breuer, caratterizzato da un’insospettabile insoddisfazione e da un senso di vuoto. Accomunati dallo smarrimento del proprio percorso di vita, impareranno l’uno dall’altro molto più di quanto avrebbero mai potuto immaginare.

Le lacrime di Nietzsche, il sentimento, il dolore

È il 1882 e, quasi fosse una metafora romantica, tutto comincia a causa di una donna: Lou Salomé. Durante un soggiorno all’estero, questa riesce a catturare l’attenzione e ad avvicinare lo stimato dottore viennese Joseph Breuer, un quarantenne particolarmente stimato nel campo della “cura attraverso la parola”, al punto da ottenere riconoscimenti di portata europea.

Lou Salomé ha bisogno del suo intervento per la futura promessa della filosofia moderna: un uomo particolare, diffidente e chiuso alla vita, ma profondamente sensibile e intelligente. Il paziente è Friederich Nietzsche, che soffre ormai da tempo di profondi disturbi quali febbri, emicranie, nausea, insonnia e problemi alla vista, oltre a una profonda disperazione. Breuer all’inizio si mostrerà reticente, ma la propria curiosità e la propria propensione deontologica lo spingeranno ad accettare il caso. Si tratterà di una cura quasi sperimentale per l’epoca, la psicanalisi unita all’ipnosi, che il medico ha già intrapreso con un’altra paziente, Anna O., che ha rischiato di turbare la sua psiche e far vacillare tutte le sue certezze, soprattutto quelle matrimoniali.

Entrambi si studiano, si osteggiano, si ammirano in un rapporto di sfida e contrasto puramente intellettuale: il viennese dovrà fare breccia nel muro di diffidenza e scetticismo che gli pone davanti colui che diventerà poi un celeberrimo filosofo e pensatore moderno. Si scopriranno molti altarini appartenuti al passato di Nietzsche, tra cui un morboso triangolo sentimentale che ha influito fortemente sul suo malessere psico-fisico. Breuer si consulterà spesso con un altro eminente – ancora giovane ed entusiasta allievo – studioso, come Sigmund Freud. Il medico viennese, nonostante abbia raggiunto l’apice della sua carriera, si ritrova immerso in una profonda incertezza personale e professionale e dovrà mettersi nuovamente in discussione e optare per dei cambiamenti.

Le lacrime di Nietzsche di Yalom è un’opera basata puramente sulla fantasia dell’autore, ma ricca di un tale intensità emotiva da allontanarsi dall’idea di eminenti personaggi storici e avvicinarsi all’immagine di uomini, fragili e pieni di dubbi. Bisognerà vedere come e se supereranno tutti gli ostacoli che l’esistenza ha messo loro davanti.