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Eroica Fenice

Looking for Naomi

Looking for Naomi, il nuovo romanzo di Mattia Lattanzi

La casa editrice 13 Lab Editore dà alla luce un nuovo romanzo di Mattia Lattanzi: Looking for Naomi. È una sorta di spin-off del suo primo romanzo “Oltre l’apocalisse”, edito nel 2014 da Arduino Sacco Editore,oppure, come lo ha definito l’autore, “il suo delirio personale”.

Un passo indietro: Oltre l’apocalisse

Nel primo romanzo di Mattia Lattanzi, un virus sconvolge e rischia di distruggere l’intera razza umana:  un morbo misterioso che trasforma i morti in zombie. Alcuni sopravvissuti si incontrano per tentare di combattere e continuare a vivere. Ora di libri, film e serie tv sugli zombie ne hanno prodotti a bizzeffe (e continueranno a farlo perché al grande pubblico piacciono), ma il mondo creato da Lattanzi ha qualcosa di diverso, mescola l’horror e la suspense all’amore e quest’ultimo è quello che più di tutto, alla fine, coinvolge il lettore.

Non è necessario conoscere il primo romanzo per leggere e comprendere Looking for Naomi ma, sicuramente, aiuta a capire il mondo descritto all’interno del secondo, lo stile e il modo di narrare dello scrittore.

Looking for Naomi: la trama

Il secondo romanzo di Lattanzi ha inizio con una telefonata che annuncia al protagonista Mattia che il suo libro “Oltre l’apocalisse” è stato scelto da un importante produttore statunitense per essere trasportato nel mondo cinematografico. Purtroppo questo evento non si concretizza perché il bellissimo capoluogo della Toscana, e il resto del mondo, vengono colpiti da un virus che uccide parte della popolazione e da una serie di zombie che vagano per le strade in cerca di carne umana. Per Mattia e i suoi amici ha inizio un’avventura inverosimile che li porterà sulla strada della paura, della fuga, della morte. Il loro obiettivo è trovare Naomi, l’unica in grado di sconfiggere il virus e salvare l’umanità, per cui la minaccia dei morti viventi passa quasi in secondo piano, soppiantata dalla febbrile ricerca della salvatrice.

Lo stile di Mattia Lattanzi

Lattanzi ha un modo di narrare diretto, crudo, essenziale. I continui salti temporali tra la vita passata di Mattia, il suo presente e l’alternarsi tra sogni e realtà funzionano bene nel gioco narrativo dello scrittore, il cui intento è ovviamente quello di coinvolgere i lettori nel mondo che ha creato.  Ci riesce indubbiamente bene.

L’amore manca, questa volta. Metaforicamente si intende, perché vengono narrati diversi amori: quelli che riemergono dai continui flashback del protagonista e quelli incontrati durante la sua avventura.  Si trattano però di passioni, sesso sfrenato ma l’amore, quello che con il suo primo libro mi ha coinvolto totalmente, non sono riuscita a trovarlo tra le pagine di questo nuovo romanzo.

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