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Eroica Fenice

Lorenzo Marone

Lorenzo Marone torna con “Un ragazzo normale”

Mimì crede nei supereroi, è un divoratore di libri e un accanito sostenitore della giustizia. Ha un linguaggio forbito, il classico “nerd” al giorno d’oggi, e la sua ingenuità lo porta ad imbarazzarsi di fronte alla spontaneità dei coetanei. È il 1985 e Mimì ha solo dodici anni. Una famiglia numerosa e tipicamente napoletana, con la quale condivide una casa troppo piccola per contenere tutti i sogni che confeziona la sua fantasia e la sua curiosità; ma soprattutto Mimì ha un “mito”, il venticinquenne Giancarlo, un giornalista occhialuto che vive nel suo palazzo al Vomero e combatte a colpi di penna la criminalità organizzata.
In tutte le librerie da domani 22 febbraio Un ragazzo normale dello scrittore napoletano Lorenzo Marone, edito da La Feltrinelli.

In una saletta del PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, in un freddo pomeriggio di inverno (proprio in un freddo inverno inizia il romanzo), noi di Eroica Fenice abbiamo potuto scambiare due chiacchiere in anteprima con l’autore Lorenzo Marone (qui una nostra intervista fattagli lo scorso settembre); alle spalle di noi ospiti dell’incontro, una riproduzione fedele e a grandezza naturale della mitica Mehari verde di Giancarlo Siani, a ricordare l’indelebile tragedia del suo assassinio, avvenuto il 23 settembre 1985 proprio nella sua auto mentre rientrava a casa. Un fatto realmente accaduto, ma marginale nella storia (anzi, nelle storie) che Lorenzo Marone ha magistralmente orchestrato, dando – a tratti con autobiografismo – spazio alla sua fantasia e alla sua capacità di raccontare la vita quotidiana. E “un ragazzo normale”, come egli stesso più volte ha sottolineato, non è solo Mimì, ma anche lo stesso Giancarlo.

A tu per tu con Lorenzo Marone, i suoi romanzi, la sua Napoli e le sue molteplici storie

Un ragazzo normale, infatti, non è un romanzo su Giancarlo, ma con Giancarlo”. Al centro di esso c’è la vita del protagonista; ma l’accenno non tende a far dimenticare che Siani, nonostante la sua “normalità”, ha compiuto atti eroici. Un giornalista precario de “Il Mattino” sempre sorridente e dedito al suo lavoro di cronista; così infatti appare agli occhi del piccolo Mimì (e come era realmente, come racconta Marone, il quale ha ricevuto da Paolo, il fratello di Siani, un riscontro positivo sul personaggio), che decide di eleggerlo a supereroe senza neanche comprendere fino in fondo cosa stesse a significare per lui e per Napoli la camorra.

Un ambiente ovattato quello di Mimì, un micro-mondo dal quale però si sente estraneo, non solo per l’omertà latente della sua famiglia (che poi rappresenta quella di tutto il macro-mondo esterno), ma anche per quella superficialità, “leggerezza” la chiama Marone, che corrisponde alla bonaria ignoranza del suo nucleo familiare.

Un nucleo familiare della società medio-bassa di Napoli: la mamma e la nonna da vere donne di casa passano la giornata a dedicarsi alle faccende domestiche, il nonno dai proverbi facili che guarda la tv solo per sentirsi un po’ più vicino ai fatti che stravolgono il Paese e tifoso sfegatato ovviamente del Napoli (un giovane e talentuoso calciatore di nome Maradona è appena entrato a far parte della squadra), la sorella Beatrice che assomiglia a Cindy Lauper e pensa solo al suo fidanzatino. Ed infine il padre di Mimì, il portiere del palazzo, e protagonista di una delle scene padre-figlio più emblematiche del romanzo, e più amata dall’autore, come egli stesso afferma.

Durante l’incontro, Lorenzo Marone ci svela il momento in cui ha deciso di voler parlare della vicenda di Siani e renderlo in qualche modo partecipe del suo romanzo. Grazie ad una mostra fotografica sul giovane giornalista, fatta di foto scattate dagli amici di Siani, l’autore è rimasto colpito dalla semplicità di quel viso giovane, dalla genuinità di un ragazzo normale appunto. Eppure, sottolinea, la sua vita e il suo tragico destino sono entrati a far parte dei napoletani. Noi napoletani, che amiamo e odiamo la nostra città allo stesso modo, riguardo alla quale ci sentiremo sempre “in colpa per qualcosa che in effetti non abbiamo mai commesso”.

Emblematici e nostalgici sono i numerosi richiami agli anni Ottanta; simbolica la casa degli Scognamiglio, un “nido” che funge da rifugio non solo per il protagonista; non si può, oltre alla famiglia di Mimì, non citare gli altri importantissimi personaggi che circondano il mondo del piccolo aspirante supereroe. Il primo folle amore Viola, suo fratello Fabio (al quale inizialmente sembra che sia affidato il ruolo di antitesi, se proprio vuole esserci un personaggio negativo nel romanzo), la tartaruga nonchè mangiatrice di lattuga Morla, il legame fortuito con il clochard Matthias e il suo cane Beethoven (il mondo animale è sempre presente nei libri di Lorenzo Marone). Ma soprattutto Sasà, il suo migliore amico. E con il loro rapporto Marone invita a non credere nelle differenze sociali.

Un ragazzo normale è anche un romanzo d’amicizia, quella d’infanzia che ancora non è sovrastrutturata, o ricca di aspettative, come quella che la vita ci impone di guardare da adulti: come è diventato il nostro Domenico, che da grande ha preso coscienza della sua meravigliosa storia, in tutti i suoi aspetti. Ha perdonato, gli altri e se stesso, e ha lasciato chiusi in un armadio i suoi fantasmi (ma forse non il suo costume di Spiderman).

la lettura e la scrittura sono i poteri più potenti di cui disponiamo, ci ampliano la mente, ci fanno crescere, ci migliorano, a volte ci illuminano […], ci danno il coraggio di fare ciò che desideriamo”.

Un ragazzo normale è infine, anche e soprattutto, “un omaggio all’adolescenza, e al potere delle parole. Ci crede Marone, e ci credono Mimì e Giancarlo, nei quali c’è un pizzico di se stesso. “C’è bisogno di persone che ci credono”, per cambiare le cose, conferma l’autore, c’è bisogno di chi ha un grande senso di moralità e dovere, c’è bisogno forse di eroi? Ed è ciò che coraggiosamente riflettono i suoi personaggi di questo godibile e a suo modo profondo romanzo. C’è bisogno che “nevichi neve”, che il candore e il bene ricoprano ogni cosa, proprio come ci lascia affettuosamente sperare il finale.

Un ragazzo normale sarà presentato questa sera alle 18.30 al multicinema Modernissimo di Napoli (qui l’evento su Facebook), per poi fare tappa a Milano.

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