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Eroica Fenice

L’ultimo treno per Istanbul di Ayşe Kulin

“L’ultimo treno per Istanbul” della Newton Compton Editori nel 2015 (versione originale: Last Train to Istanbul) è il primo libro tradotto in Italia della scrittrice Ayşe Kulin, molto conosciuta in Turchia e in tutto il mondo per i suoi bestseller, tanto da essere stata tradotta in 27 lingue.

Selva e Sabiha sono due sorelle, cresciute, nel benessere e nell’amore per la cultura, dall’ultimo pascià ottomano Fazil Reşat Paşa e da sua moglie. Sabiha si sposa con Macit che si avvierà ben presto alla carriera diplomatica, mentre Selva si innamora di  Rafo, malgrado la loro unione venga caldamente osteggiata da entrambe le famiglie a causa delle differenze di religione (Selva è musulmana invece Rafo è ebreo). Decidono ugualmente di sposarsi e di vivere all’estero perché non si sentono accettati dalla società turca, e scelgono la Francia come luogo di approdo. Purtroppo però siamo in piena seconda guerra mondiale e la Francia è occupata dai nazisti. Così Selva e Rafo, che nel frattempo hanno avuto un bimbo, devono confrontarsi subito con un pericolo reale e tornare in patria diventa l’unica strada percorribile per avere un futuro e darne uno a loro figlio.

Interessante è il rapporto tra le due sorelle, più remissiva (ma non troppo) Sabiha, trascurata dal marito e tendente alla depressione che la porterà ad essere indifferente nei confronti della figlia Hulya; determinata e con un grande senso della giustizia Selva, che svolgerà un ruolo determinante nell’aiutare gli ebrei turchi nell’ultimo viaggio che li porterà a casa.

L’ultimo treno per Istanbul: un racconto sulla seconda guerra mondiale da un punto di vista differente 

“L’ultimo treno per Istanbul” è l’ennesimo libro che parla di nazismo ma forse il primo che lo fa da un punto di vista differente, quello della comunità turca all’estero. Molto interessante è la descrizione dei confronti diplomatici che avranno luogo tra il primo ministro turco e i rappresentanti inglesi, tedeschi e russi, in quanto la Turchia si trova di fronte alla difficile scelta di rinunciare o meno alla sua posizione di neutralità nella seconda guerra mondiale. E, ancora, viene sottolineato il grande impegno del consolato turco a Parigi nel  tutelare i propri cittadini in Francia e nell’evitare che vengano portati nei campi di lavoro.

Il romanzo è piacevole da leggere perché non si sofferma, come spesso accade, nelle lugubri descrizioni dei campi di concentramento e delle sofferenze che si sono trovati a vivere gli ebrei nel corso della seconda guerra mondiale: “L’ultimo treno per Istanbul” è invece un mix di vari elementi, quali l’amore tra Selva e Rafo, che si trova a confrontarsi con qualcosa che non era stato previsto, quale è la guerra e il pericolo della deportazione; il matrimonio di Sabiha e Macit, che vive la guerra dal punto di vista della diplomazia turca; e, ancora, l’amore di un papà, Fazil Reşat Paşa, l’intransigente pascià che metterà da parte le sue convinzioni per la tanto amata figlia Selva.

Ayşe Kulin, nata nel 1941 ad Istanbul, è scrittrice, sceneggiatrice, regista e produttrice di vari film, serie Tv e pubblicità. Laureata in Letteratura all’American College of Girls ad Istanbul, Ayşe Kulin ha scritto varie opere per le quali ha vinto diversi premi (come “Scrittore dell’anno”, della Facoltà di Comunicazione di Istanbul). Tra le sue opere ricordiamo: Photo “Sabah” Pictures (raccolta di racconti) e i romanzi Face to face e  Farewell. 

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