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Eroica Fenice

Mangiando il fegato di Bukowski a Posillipo di Francesco Amoruso

Mangiando il fegato di Bukowski a Posillipo di Francesco Amoruso

Francesco Amoruso: un artista versatile

Il 1 ottobre, alla fiera Ricomincio dai libri (tenutasi al centro storico partenopeo tra il 29 settembre e il 1 ottobre), Francesco Amoruso ha presentato una nuova raccolta di racconti: Mangiando il fegato di Bukowsi a Posillipo. Nuova, perché lo scrittore si è presentato ai lettori napoletani e italiani già nell’anno 2010 con il romanzo “Il ciclo della vita“. Amoruso ha un’altra grande passione: la musica, ha pubblicato nel 2014 l’album “Il gallo canterino“, oltre ad essere autore di varie compilation, canzoni e raccolte di racconti.

Mangiando il fegato di Bukowski a Posillipo

Di recente pubblicazione è la sua nuova raccolta di racconti, prima uscita della collana Racconti in viaggio (progetto editoriale promosso da La bottega delle parole). Il titolo rimanda nell’immediato al poeta e scrittore tedesco Charles Bukowski e alla città di Napoli. Un connubio metaforico di cui lo stesso autore svela il nesso:  «Bukowski e Napoli sono a mio parere legati nello stesso modo in cui sono legati rabbia e cinismo, sarcasmo e cattiveria. Ho scelto l’immagine metaforica del fegato spappolato perché “ti si spappola il fegato” ogni volta che hai a che fare con Napoli, una città tanto bella quanto piena di retorica contraddizione».

I quattro racconti di Mangiando il fegato di Bukowski a Posillipo sono ambientati proprio a Napoli, la città che forse, più di ogni altra, suscita nei visitatori, e ancora di più nei suoi stessi cittadini, quel contraddittorio sentimento di amore e odio, tanto che ad un occhio esterno potrebbe tranquillamente trattarsi di due luoghi diversi, invece è sempre lo stesso: Napoli con i suoi due volti da sempre in perenne contrasto.

Un viaggio per le strade di Napoli

Il centro storico con le sue mille viuzze intersecate, Secondigliano, la Napoli bene. I racconti di Mangiando il fegato di Bukowski a Posillipo viaggiano per le strade di Partenope, con spensieratezza, diffidenza, stupore. La si guarda, la si difende, si spera per lei, la si odia, la si ama, la si attende che si decida a smettere di brancolare nel buio «perché se un uomo non sa attendere per sempre, le donne sanno almeno provarci. Troppo innamorata, per non aspettarla, tutti i giorni, da dietro a una finestra, oltre la nebbia».

Amori, quelli che danno la forza di aspettare, di riprovarci; quelli passionali, mai paghi; quelli possessivi e timorosi; e i giovanili e i maturi, vengono raccontati da Francesco Amoruso, attraverso la descrizione di viaggi, quelli interiori, in cui non c’è bisogno di salire su un aereo e volare tra le nuvole, viaggi che ogni persona compie dentro di sé, amandosi e odiandosi al tempo stesse per le scelte prese, proprio come quella città dai due volti in perenne contrasto.