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“Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore”, il romanzo di Susanna Casciani

“Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore” è il titolo del primo libro, edito Mondadori, di Susanna Casciani, autrice emergente ma già largamente conosciuta dal pubblico, al punto da rendere introvabile il suo romanzo, rilasciato nelle librerie il 22 marzo, e a farlo andare in ristampa a soli due giorni di distanza.

L’autrice tiene infatti da molto tempo una pagina Facebook molto famosa, da cui il libro prende il nome, nonché numerosi blog sparsi in giro per la rete, e anche per chi non riconosce il suo nome, o  la sua pagina, almeno una delle sue numerosi citazioni sarà sicuramente nota.

Il libro parla della storia d’amore tra Anna e Tommaso, che, come si legge nella prima pagina, “c’erano una volta”, ma ora non ci sono più, perché non stanno più insieme. E quindi Anna, che ha perso Tommaso perché l’amore è finito, ma solo da parte di lui, inizia a scrivere un diario pur di non smettere di parlargli.

Il tempo del racconto è segnalato non dalle date ma da quanto è passato dalla rottura, dapprima ore, poi giorni che si distanziano sempre di più tra di loro fino ad arrivare alla guarigione definitiva, al momento in cui Anna, che per più di un anno ha aspettato Tommaso, riesce a dire no e a ricominciare a vivere, pur amandolo ancora.

Un romanzo su quanto sia doloroso ma bello ricominciare, su come essere se stessi e vivere senza “mettere in un ripostiglio il cuore” di Susanna Casciani

Primo tra i libri di Susanna Casciani, questo vuole più di tutti lanciare un inno alla distruzione delle abitudini, quando queste non ci rendono felici. “Da tempo sapeva che lui non l’amava più, ma avevano fatto dei progetti” scrive infatti la Casciani, e la sua protagonista capisce questo lentamente, alternando momenti di disperazione, di follia, di lucidità, momenti in cui decide di annullare i sentimenti “mettendo in un ripostiglio il cuore”, togliendosi così anche la possibilità di provare tutte le cose belle della vita.

Lo stile è scorrevole, la prima e la terza persona si alternano ad intervalli piuttosto lunghi, creando nel diario di Anna un piacevole intermezzo in cui si parla dell’inizio della sua storia con Tommaso, di tutto il bene che si sono fatti prima di iniziare a farsi del male, e di come quel bene non si dimentichi in ogni caso. Un piccolo appunto va fatto ai dialoghi, a tratti irrealistici ma comunque abbastanza sporadici da permettere al lettore di non farci caso.

Un buon libro per chi ama il genere introspettivo, anche se a tratti nella lettura mi sono ritrovata a chiedermi: “Se non conoscessi già Susanna, se non la stessi cercando, trovandola in ogni singola riga di questo romanzo, leggerlo mi piacerebbe comunque così tanto?”

Questo non lo so. Ai lettori l’ardua sentenza.