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Eroica Fenice

N. Ammaniti e il romanzo di formazione

N. Ammaniti e il romanzo di formazione.

Parlare di romanzo di formazione è difficile. Lo era quando si pubblicava per la prima volta, circa settant’anni fa, il Giovane Holden. E lo è, forse anche in misura maggiore, anche oggi.

Ciò che definisce un romanzo come “formativo”, tuttavia, è identico oggi come nel 1951, è la possibilità di intravedere se stessi nelle idee e nei pensieri del personaggio principale; introspezione dalla quale il lettore (o meglio i lettori) trae un sistema di pensiero e un modo di sentire che riconosce come comune, come tipico di una generazione. Di questo passo il personaggio principale si trasforma in personaggio simbolo, alter ego dell’individuo moderno, ne incarna dunque i difetti, i dubbi, le paure…e non è un caso che si parli di sentimenti riconosciuti dai più come “negativi”, perché il protagonista, proprio come il lettore, vi passa attraverso, li sente come suoi, li com-prende, nella piena accezione etimologica del termine.

Tale elemento è una delle caratteristiche principali (è forse LA caratteristica principale) di Lorenzo Cuni, protagonista del romanzo “Io e te” di Niccolò Ammaniti (Einaudi 2010).

Lorenzo è un normalissimo ragazzino di 14 anni, il quale non riesce a socializzare coi suoi coetanei più prossimi, i compagni di classe del liceo. Tale incapacità viene definita nel libro come disturbo narcisistico della personalità, così come diagnosticata dallo psicologo dello studente, e consiste nel non volersi mischiare alla massa perché inconsciamente, ma volontariamente, ci si ritiene superiori agli altri.

La più evidente conseguenza di tale comportamento è una spontanea e quasi naturale introversione del protagonista che molte volte appare nelle tinte fosche di una vera e propria sociopatia. Durante tutto il romanzo, ad eccezione del finale, la vicenda di Lorenzo si svolge all’interno di uno scantinato, nel quale lo stesso Lorenzo si è nascosto per tre giorni, con una banalissima scusa inventata per i genitori, al fine di trascorrere un “fantastico week end” all’insegna di coca cola e videogames. Il sogno di qualsiasi ragazzo con un’età compresa tra i 14 e i 25 anni. Ecco quindi che si insinua e parte il meccanismo del romanzo di formazione.

Lorenzo ha una sorellastra, Olivia, la quale venuta a conoscenza del suo piano per sfuggire al mondo, tenta in ogni modo di infastidirlo, sotto minaccia di svelare la sua menzogna ai genitori, portando quasi il giovane fratellino a sentirsi letteralmente come strappato dalla sua “vita”.

Il romanzo è tutto qui. Nel senso che all’autore non serve altro (e non è servito altro) se non un’ambientazione qualunque e due personaggi che interagiscono tra loro per dare forma alla narrazione e rivelare agli occhi del lettore il contrasto tra la calma e sedentaria vita di un ragazzino solitario e la frenetica e distruttiva vita di sua sorella. Con un monito sotteso a tutta l’opera che spinge in ogni modo per la scelta della seconda. Non si può vivere da soli, circondati dai divertimenti di un mondo virtuale, e rifiutare la caotica e incomprensibile vita di tutti i giorni, benché faccia paura a tutti. Nessuno escluso.

N. Ammaniti e il romanzo di formazione