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Eroica Fenice

Non buttiamoci giù, una storia tragicomicamente british

Non buttiamoci giù, una storia tragicomicamente british

Non buttiamoci giù (titolo originale A long way down) è la massima rappresentazione della comicità in stile british, affrontando argomenti di un certo spessore con ineguagliabile leggerezza. Il romanzo è stato scritto nel 2005 da Nick Hornby e pubblicato in Italia dalla casa editrice Guanda. Scrittore e sceneggiatore britannico, dopo numerosi romanzi diventati celeberrimi, Hornby non si smentisce nemmeno questa volta e come per About a boy, Febbre a 90° e Alta fedeltà anche Non buttiamoci giù ha avuto una trasposizione cinematografica, diretta da Pascal Chaumeil.

La trama e i personaggi in tutta la loro apparente semplicità

L’incipit del romanzo presenta forse l’apice della drammaticità contenuta nel testo, dato che è il momento esatto in cui i quattro protagonisti si incontrano: la notte di Capodanno, sul tetto di un palazzo conosciuto proprio per essere scelto da un gran numero di suicidi e con il palesato intento di togliersi la vita. Persone comuni e persone famose: un conduttore televisivo la cui carriera è stata stroncata da uno scandalo di enorme portata, una donna di mezza età che si potrebbe definire comune, un’adolescente un po’ sulle righe figlia di disattenti milionari e un ragazzo sulla ventina d’anni, impiegato come fattorino in una pizzeria e che non ha alcun obiettivo nella vita, ancor meno alcun desiderio. Si oscilla costantemente dalla loro corsa verso il basso, dal loro precipitare in un baratro e dal desiderio di porre fine alla loro esistenza al fissare un obiettivo, comune, che trasformerà per sempre le loro esistenze.

Si confronteranno e racconteranno la loro storia, che è molto più intensa di quello che ci si potrebbe aspettare a una prima e superficiale occhiata. Lo faranno anche con il mondo esterno, ma in maniera più “accattivante”. Si odieranno, si detesteranno, decideranno – insieme – di portare a termine un’ultima missione per ognuno di loro, prima di fare quel salto, per sistemare ciò che avevano lasciato sospeso o per fare ciò che fino ad allora non si erano mai concessi. La deadline sarà San Valentino e l’intento verrà messo nero su bianco.

Lo stile british e la “leggera” drammaticità di Non buttiamoci giù

Rabbia, compassione, timore sono solo alcuni dei sentimenti che Non buttiamoci giù è in grado di suscitare: alla fine sarà inevitabile la comprensione e tutti i tasselli verranno ricongiunti. Hornby ha lavorato tanto intensamente su ogni singolo personaggio che diventa impossibile non capirne le motivazioni. Forse non giustificarle, ma comprenderle sicuramente sì. Il romanzo vuole ricordare con estrema precisione la natura umana: da questa considerazione deriva necessariamente la caratteristica di essere fallaci e, spesso, emotivamente e psicologicamente fragili. Allo stesso tempo, inspiegabilmente, è in grado di strapparti più di un sorriso e forse addirittura anche una risata, attraverso le sagaci e pungenti battute e il sarcasmo che emerge con prepotenza in simili e drammatiche situazioni.

La soluzione potrebbe essere, quindi, condividere il proprio dolore e comprendere di non essere soli come ci si è sentiti fino a quel momento, munendosi anche della capacità di non prendersi poi così troppo seriamente.