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Eroica Fenice

L'esoterico Blues del fumettista Sergio Toppi

L’esoterico Blues del fumettista Sergio Toppi

Blues è una delle graphic novel pubblicate nel 2017 dalla Nicola Pesce Editore e contenute nella collana interamente dedicata a uno dei maestri del fumetto italiani: Sergio Toppi. Autore compianto ormai dal 21 agosto 2012, Toppi è anche la mano sapiente delle linee orientali e decise di Sheraz-De. Da quest’ultimo il tema si discosta, seppur lasci una traccia evidente della passione del fumettista per l’esoterismo e il mondo mitico.

Blues è diviso in due racconti, che hanno come cornice il genere musicale reso inconfondibile dal proprio ritmo e dalla dolcezza delle blue note. Il primo, omonimo dell’opera, racconta la storia di un sassofonista costretto ad allontanarsi dai propri affetti per la causa più nobile di tutte, ovvero aiutare il prossimo, che si mostri esso meritevole o meno.

Il secondo, invece, riprende il sapore esoterico di Sheraz-De, con un demone come protagonista, egomane come qualsiasi divinità e senza la minima pietà. Quest’ultimo sarà però costretto a trovarsi faccia a faccia con la propria umanità, quella che ha abbandonato troppo tempo prima e che lo ha ricondotto da lui a distanza di anni attraverso una cupa melodia blues.

Blues, le amare note dalle umili origini

Le radici del blues trovarono terreno fertile nelle comunità di afroamericani che, da schiavi, lavoravano nelle piantagioni degli stati meridionali degli Stati Uniti d’America. Allo stesso modo Toppi richiama questa antica cultura e predilige – nero su bianco – personaggi afroamericani, dalla pelle ebano e dai lineamenti spigolosi. L’uso proprio delle blue note, caratteristiche di questo genere, rendono la categoria affine alle forme musicali dell’Africa occidentale, che all’interno dei racconti del fumettista arrivano prepotenti alla propria immaginazione.

I tratti continuano a essere nervosi e decisi, mentre ritagliano il proprio spazio nei riquadri della storia. Bianco e nero continuano a contrapporsi con violenza, aumentando la fierezza dei racconti e la profonda dignità dei personaggi. Luoghi desolati e deserti si mischiano a personaggi melliflui e ambigui, in calcolate contrapposizioni o accostamenti. Diventa necessario, al termine di ogni opera di Toppi, osservare i personaggi con attenzione e non offrirgli mai, per nessuna ragione, le spalle.