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Eroica Fenice

La Saggezza delle Pietre, ciò che dentro è fuori

La Saggezza delle Pietre, ciò che dentro è fuori

Nonostante l’anno editoriale volga verso il suo termine, la casa editrice Diabolo Edizioni continua a tirar fuori dal cappello altri “conigli” per i suoi fedeli, aggiungendo al proprio catalogo una nuova graphic novel. La nuova uscita della casa è La Saggezza delle pietre, opera autoconclusiva di Thomas Gilbert, autore francese già conosciuto in Italia per il suo lavoro Velenose, pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Edizioni BD.

La Saggezza delle Pietre, il viaggio dentro di sé

Solo un uomo e una donna, in un cammino perenne e indefinito, nel bel mezzo della natura assolutamente incontastrata. Una passeggiata dentro il Creato, destinato a vederli prima divisi e poi congiunti, nemici e poi di nuovo amici, lontani e mai così vicini.

Ma ciò che veramente La Saggezza delle pietre di Gilbert mostra è un processo interiore, un desiderio di separare per poi evidenziare le varie fasi della crescita interiore di una persona. Assiste, lo spettatore, lentamente ad una nascita, la nascità della personalità.

Non dista molto da altre opere aristiche in cui l’ambito scontro-incontro tra natura-uomo è permeante, anche se è interessante l’auspicio verso cui l’autore cerca di condurre lentamente chi legge sin dalle prime tavole. Non un semplice pellegrinaggio o un tentativo di ritrovare la famosa “natura perduta”, bensì la dimostrazione scenica di una ferma volontà di scoprirla per la prima volta, di far finalmente un primo incontro con quel creato sempre vissuto come sfondo dell’esistenza e mai veramente conosciuto.

Attraverso alcuni colpi di scena e una fitta rete di interventi narrativi colmi di una forte impronta surreale, Gilbert invita il lettore ad una profonda riflessione che, avvalendosi come mezzo del paesaggio e delle potenze in esso in atto, cerca di approfondire, scavare, infilare con forza le dita nel fango dell’esistenza umana e dei suoi dogmi assoluti: la coppia, il rapporto uomo-donna, la necessità di una compagnia per non temere la morte e l’ignoto.

Un viaggio, sì, come già detto, ma in cui ogni cosa che circonda i personaggi, e alcuni personaggi stessi, perdono la loro funzionalità di narratore e diventano parte integrante della narrazione stessa, riducendosi e ampliandosi al contempo a spaccature, frammenti illustrati di ciò che è l’anima, la psiche e il personale Io.