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Eroica Fenice

L’arte di morire di Anna Grue: quando la vita e la morte diventano un reality

L’arte di morire dell’autrice danese Anna Grue è il terzo volume della saga del detective Calvopubblicato in Italia dalla Marsilio Editore. Come nei due episodi precedenti, Nessuno conosce il mio nome e Il bacio del traditore, ritroviamo come protagonisti il detective Flemming Torp e l’amico-nemico Dan Sommerdhale, impegnati in un nuovo, intrigante caso, che terrà il lettore letteralmente incollato alle pagine. Con questo nuovo volume la Grue crea un prodotto innovativo sia rispetto al genere letterario cui afferisce, sia rispetto alla sua produzione precedente. Ciò che caratterizza L’arte di morire è, infatti, non solo l’estrema originalità della trama ma soprattutto l’attenta costruzione di personaggi e di scene “secondarie” di grande impatto emotivo nel corso della narrazione principale. Tutti i personaggi, infatti, da quelli centrali come Dan e Flemming, a quelli apparentemente seondari sono analizzati nei loro comportamenti e nella loro psicologia. Di tutti loro, Anna Grue porta a galla sentimenti, emozioni, pensieri nascosti. Di tutti racconta la storia, rendendo il lettore in grado di comprenderne il modo di essere anche dietro la maschera che portano. La complessità psicologica dei personaggi è  accentuata dalla particolare situazione in cui l’Autrice decide di inserirli: gran parte del romanzo è infatti ambientato in un particolare  – quanto a suo modo macabro – reality show. Il microcosmo creato dalla moderna macchina dello show-biz funziona nel mondo reale come nel romanzo della Grue come cassa di risonanza per sentimenti ed emozioni, che vengono percepite in maniera estremamente ampliata rispetto alla  vita “fuori”. Ne L’arte di morire la vita sull’Isola dei sospiri diventa teatro di odii, amori, paranoie e morte.

La spettacolarizzazione estrema dell’esistenza raggiunge il suo apice non tanto nell’omicidio ma piuttosto nello svolgimento delle indagini alla ricerca del colpevole. Nel loro svolgimento, la realtà assume i contorni della finzione e le due sfere, quella della vita e quella dello show televisivo, si compenetrano fino a disperdersi l’una nell’altra. È in questo frangente che le storie dei tanti personaggi coinvolti si intrecciano in modi imprevedibili, portando alla luce degli scheletri nell’armadio che inducono il Lettore a sospettare di tutti. I numerosi colpi di scena contribuiscono a tenere alta la tensione fino all’epilogo dell’intricata vicenda.

Anche lo stile fluido e scorrevole, mai sopra le righe eppure mai noioso, contribuisce a fare de L’arte di morire un’ottima prova letteraria: Anna Grue riesce a tenere avvinto il lettore senza dover necessariamente indugiare su particolari macabri e scene violente, risultando al contempo equilibrata e appassionante.

Per questo modo ”leggero” di raccontare e per l’impianto della narrazione emergono numerose le analogie con Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie, a cui la stessa autrice lascia intendere di essersi ispirata.

L’arte di morire: la trama

Il romanzo ruota intorno alle vicende che vedono protagonista la scultrice danese Kamille Schwerin, donna molto potente e moglie di uno degli uomini più ricchi e potenti del Paese. Contro di lei sembra rivolgersi l’odio di un misterioso personaggio che, dopo essersi introdotto in casa sua e aver distrutto decine e decine di opere che Kamille avrebbe dovuto esporre di lì a poco, uccide l’anziana madre di lei. A questo episodio seguono altri tentativi di uccidere la scultrice  e il detective Flemming Torp, a cui è stato affidato il caso, a poco a poco si convince che la stessa Kamille sia la reale esecutrice tanto della morte della madre quanto dei tentati omicidi ai suoi danni, architettati ad arte per attirare l’attenzione dei media. Tuttavia, la mancanza di prove costringe Flemming Torp a interrompere le indagini e archiviare il caso. L’occasione buona per tornare a occuparsi della vicenda si presenta un anno dopo, quando Dan Sommerdahl, meglio conosciuto nella tranquilla cittadina di Christianssund come il Detective Calvo, viene invitato a un reality show nel quale parteciperà anche la Schwerin: Flemming decide quindi di sfruttare la presenza di Dan sull’Isola dei Sospiri, location designata per ospitare lo show, per indagare indirettamente sui fatti di un anno prima. Quello che i due non immaginano è che l’Isola diventerà lo scenario di un orrendo omicidio…

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