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Eroica Fenice

Sangue di lupo di Cristian Borghetti

Sangue di lupo: l’alchimia di Cristian Borghetti

Sangue di lupo di Cristian Borghetti, autore poetico e visionario dei nostri tempi (tra le opere scritte, Le cabinet Masson, Phobia, Hawthorn Bend), ci conduce dentro scenari immaginari vissuti tra la magica città di Praga e la riva del Moldava. Un tragico omicidio di sangue può assumere ben altro significato se osservato dagli occhi di un lupo, animale libero e in perfetta simbiosi con l’ambiente naturale.

L’incontro tra una ragazza dai capelli rossi, Rozovi Kriz e un lupo bianco, Rosen Wolfenkreuz, genera un delitto che in chiave filosofica rappresenta la conoscenza e il passaggio a uno stadio evolutivo successivo dell’antica sapienza alchemica rosacrociana. Il lupo bianco, la giovane ragazza e il maestro di conoscenza Christian Rosenkreuz (fondatore dei Rosa+Croce) sembrano incarnare un unico ed indivisibile spirito di conoscenza. Il lupo iniziato dal maestro insegue la sua preda Rozovi che rappresenta il pasto della conoscenza e l’amore incondizionato, attraverso il quale la morte genera la rinascita.

I segreti della Mala Strana si materializzano nella città di Praga, dove il tempo sembra essersi fermato tra le impercettibili ombre notturne e il bianco candore della neve, dove l’attimo diviene eternità, il lupo uccide la sua preda per amore di conoscenza e il suo pelo si tinge di sangue che, come l’oro, simboleggia le nozze alchemiche. Gli attimi interminabili vissuti dal lupo in compagnia della ragazza sembrano reali ed oltre l’immaginazione, ma spesso tra realtà e sogno non esiste un confine stabilito.

Sangue di lupo di Cristian Borghetti, l’intervista

Incontriamo Cristian che ci rivela alcuni aspetti di Sangue di lupo:

Ciao Cristian ben ritrovato, ti avevamo lasciato sul circuito automobilistico britannico di Brands Hatch con Hawthorn bend per ritrovarti a Praga con il tuo ultimo racconto Sangue di lupo. Contesto diverso, ma con la medesima vena letteraria. Cosa in particolare ha ispirato la tua storia ambientata in una delle città più magiche d’Europa?

C.B. – Sangue di lupo fa parte di una serie di racconti brevi, ambientati in diverse capitali europee. In queste storie, ho voluto sondare l’animo umano, rappresentando il protagonista, uomo, con i tratti tipici di un animale. La prima di queste storie fu “Gideon, il pellicano di Londra”, pubblicato nella raccolta Horror Polidori vol. 2. Quando mi è venuta l’idea del lupo, la mia mente si è rivolta a Praga, la città magica, capitale degli alchimisti sotto l’imperatore Rodolfo II.

Sangue di lupo si ispira chiaramente al simbolismo dei Rosa+Croce ed ad alcuni suoi passaggi da uno stadio evolutivo all’altro. Qual è stato l’elemento determinante che ha generato convergenza tra il mondo animale legato alla natura e la filosofia rosacrociana legata all’universo alchemico?

C.B. – Il movimento Rosa+Croce ha fatto suo il principio alchemico per cui il Piombo può essere trasformato in Oro, applicato alla condizione umana. Attraverso le fasi alchemiche l’uomo rozzo (Piombo) si distrugge per rinascere uomo nuovo (Oro). È un ciclo che si ripete e porta l’individuo ad evolversi per essere migliore. L’essere umano però è fallibile ed il processo di evoluzione può essere influenzato da fattori esterni. Il lupo è un simbolo che ha doppia valenza: provoca la fine di un ciclo, ma anche l’inizio di uno successivo. È votato all’ideale che serve ma può fallire, cadendo preda delle pulsioni più egoistiche e distruttrici. La sua figura è equilibrio che può diventare caos. Il lupo è la trasfigurazione dell’uomo che, pur votato all’ideale, può essere corrotto: è la figura perfetta per la storia che ho voluto raccontare.

I tre personaggi che prendono parte a Sangue di lupo: Ruzovi Kriz (la ragazza dai capelli rossi), Rosen Wolfenkreuz (un lupo bianco) e il maestro Christian Rosenkreuz custodiscono nei loro nomi un significato comune che ci rimanda al termine Rosa+Croce, per te rappresenta un anagramma o ha valenza simbolica?

C.B. – Ho giocato con i nomi dei personaggi. Il protagonista è l’uomo, maestro e adepto; votato all’ideale, ma corruttibile; vittima e carnefice. I tre personaggi legati tra loro sono uno solo. La filosofia rosacrociana mi affascina da tempo. Avevo già scritto un romanzo breve “Il labirinto del basilisco” contenuto in Tre volte all’inferno, in cui l’alchimia è stata la tela su cui ho ricamato la storia. Cerco di fare miei i principi fondamentali del rinnovamento, della trasmutazione da Piombo a Oro, benché, essendo uomo, sono conscio della mia naturale debolezza.

Il linguaggio animale nel tuo nuovo horror/thriller sembra assimilabile a quello umano, mantenendo lo stesso piano di comprensione. La figura del lupo come in Hawthorn bend, spesso è ricorrente nelle tue storie, hai un legame o un’attrazione particolare nei confronti di questo stupendo animale?

C.B. – Del lupo adoro il suo carisma, la potenza, il coraggio, la ferocia e la libertà di cui gode. Sin dall’infanzia sono attratto dagli animali considerati “reietti” o “maligni” come il lupo o il gatto, il topo, ma, di loro avremo modo di parlare nelle prossime storie…

Qual è l’attimo che divide l’amore dalla ferocia?

Il morso…

Cristian  dopo aver letto Sangue di Lupo, restiamo in attesa di tuoi nuovi racconti o romanzi letterari tra horror e mistero, a presto. 

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