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Eroica Fenice

La maledizione dei Palmisano

Il segreto dell’ultimo figlio. La maledizione dei Palmisano

3 novembre 1918. Le truppe italiane, stremate da una guerra infinita, si scontrano un’ultima volta con l’esercito austro-ungarico in quella che viene ricordata la battaglia di Vittorio Veneto, o terza battaglia del Piave. Tra le trincee ci sono Vito Oronzo Palmisano e Antonio Convertini, due giovani amici originari di Bellorotondo, un paesino  rurale pugliese; aspettano di tornare finalmente a casa, stravolti dalla nostalgia e dall’insensatezza per quella guerra che, come per molti soldati al fronte, non sentivano propria. Il destino però non concede sconti, e per un caso sfortunato le loro vite si spengono il giorno prima che gli austriaci firmino l’armistizio, quello che decretò l’inizio della fine della prima guerra mondiale. È questo infelice evento è il primo dei tanti colpi di scena che corredano Il segreto dell’ultimo figlio. La maledizione dei Palmisano, terzo romanzo del catalano Rafel Nadal, un caso letterario in patria e che è stato da poco pubblicato e tradotto per la prima volta in Italia dalla Salani.

La maledizione dei Palmisano: una saga familiare

A cosa si riferisce la “maledizione” dei Palmisano? Il prologo del romanzo, che fa da apertura al racconto, ci svela subito il mistero: due turisti dei giorni nostri si accorgono che, su un monumento dedicato ai caduti in guerra di Bellorotondo, quasi tutti i nomi incisi sono dei Palmisano.

A partire da una apparente leggenda, che lo scrittore trasformerà in filo conduttore, Il segreto dell’ultimo figlio è una storia corale, e come molte storie che raccontano gli avvenimenti della guerra, è anche una storia familiare; così parafrasando quei grandi romanzi in cui si dà risalto alla quotidianità di un piccolo paese del Sud d’Italia – la letteratura ci fa forzatamente ricordare I Malavoglia – l’opera di Nadal ci immerge nella quotidianità di Bellorotondo e dei suoi contadini, la povera gente che per prime furono vittime degli stravolgimenti bellici.

Così accade per Vito Oronzo e Antonio, e per le rispettive mogli, Donata e Francesca, da cui parte il racconto: entrambe vedove, entrambe aspettano un figlio. Anch’esse inspiegabilmente vittime della guerra, si ritroveranno a dover sostenere il peso della mancanza e a tenere un segreto per tutta la vita. Infatti Donata, credendo di evitare a suo figlio Vitantonio l’amara sorte del padre e della sua intera stirpe, fa promettere alla cara amica Francesca di crescere anche Vitantonio come suo figlio. Così Vitantonio diventa adulto, accanto a Giovanna, come un Convertini, un’antica famiglia nobile di Bellorotondo. Ma nessuno poteva mai immaginare che “solo 25 anni dopola seconda guerra mondiale sarebbe arrivata con tutto il suo orrore, ad incombere sul destino di Vitantonio e di tutti. Inoltre, “il segreto dell’ultimo figlio” sarà mantenuto?

I protagonisti de Il segreto dell’ultimo figlio. La maledizione dei Palmisano

Sembra dissonante come un romanzo sulla guerra, che attraversa cronologicamente più della metà del Novecento, per buona parte non si interessi alla guerra in sé, ma si limiti a guardarla da lontano: l’autore riesce allo stesso tempo sia a descrivere l’infanzia e l’adolescenza di Vitantonio e Giovanna, che i cambiamenti che la guerra apportò ad un piccolo paesino come Bellorotondo. Accanto alla descrizione, fluida e semplice nei dettagli, delle estati dei due ragazzi tra la campagna materana e le vacanze a Savelletri con la nonna Angela (la “Signora di Bellorotondo”, una espatriata al contrario perché originaria di Venezia), della loro educazione politica e dell’evoluzione caratteriale dei due personaggi  – si scoprirà  che il lettore non è l’unico a sapere che i due non sono gemelli -, e delle magnifiche descrizioni delle terre aride della Puglia, Nadal racconta in parallelo e con precisione storiografica l’evoluzione delle due guerre. Un accenno doveroso compiuto da Nadal è affidato agli anni della Resistenza italiana e al rapporto che la Spagna aveva con gli Alleati durante la seconda guerra mondiale.

È a partire dalla seconda metà, che Il segreto dell’ultimo figlio. La maledizione dei Palmisano diventa un racconto storico. Emblematica è la narrazione del famoso bombardamento di Bari del 1943: lo scopo dell’attacco aereo tedesco fu quello di rendere inagibile il porto della città, nel quale affluiva la maggior parte dei rifornimenti per le truppe britanniche. Durante l’attacco venne colpita la nave statunitense SS John Harvey, che trasportava un’importante carico di bombe all’iprite (il “gas mostarda”), sostanze tossiche che contaminarono le acque del porto e provocarono tra i civili tantissimi decessi per intossicamento.

Man mano che ci si avvicina all’epilogo, Il segreto dell’ultimo figlio. La maledizione dei Palmisano si fa avvincente, e la trama prende la piega quasi da film d’azione: gli incontri e le lontananze tra Vitantonio e Giovanna, l’amore proibito, gli infantili dissapori tra questi ultimi e il cugino Franco, fascisti e partigiani e le lotte al potere che distrussero le piccole città, realtà che la storia ufficiale spesso ha dimenticato.

 

Ilaria Casertano

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