Seguici e condividi:

Eroica Fenice

TROMBATE, sembra consigliarvi Mario Pota

 

Recensione del volume Trombate.

Molto probabilmente se la prosa, violentemente poetica, di Mario fosse nata dal suo grembo durante gli anni dell’Inquisizione, dal 1182 in poi, saremmo stati gli inevitabili testimoni di un nuovo martire. La Chiesa Cattolica non avrebbe perdonato a quei tempi l’eccessivo non pudore dei racconti di “Trombate, forse non lo farebbe nemmeno ora. Non c’è luogo e tempo migliore, quale una giornata di mare in uno dei giorni più caldi di luglio, per tuffarsi tra le onde agitate delle parole del nostro scrittore e cantante di Rudy e Crudy. Eppure, Sonny Parolo vive la sua storia di luglio non a mare, ma in città. Può essere estremamente divertente avere a che fare con un libro, sfidando la concezione geografica in senso opposto. Partiamo dal pressuposto che c’è quasi sempre, da parte dell’autore, la tendenza a creare intellettivamente nell’amico stupido quale lettore, un dubbio tenebroso che avvolge le domande e i fastidiosi perché. Pur quando si riesce, anche se approssimativamente, a individuare delle incerte risposte, da esse nascono gli altri perché, le altre migliaia di dubbi. Può essere alquanto antipatico constatare che nell’essenza magica delle parole debba intervenire la filologia , come metro di soluzione al fine di interpretare realmente e concretamente delle fottute lettere messe assieme da un maledetto emergente scrittore casertano? Sì sì, le qualità ci sono. Eccome! Eppure danno fastidio, sono parole che si posizionano fisionomicamente tra la realtà (profonda rottura con essa) e l’assurdo (il quale necessita di vivere nella realtà stessa in quanto forma prerogativa, paradossalmente reale in tempi recenti). Si scorge la frammentazione individuale dei personaggi con la crisi di coscienza che, conseguentemente, porta a un isolamento psicologico con una visione globale altamente alterata. Infatti, quasi tutti i personaggi prendono alla leggera gli atti quotidiani della propria vita, assumendo atteggiamenti bizzarri, violenti e sanguinari. La vita diviene oscena, talmente di merda che si pregusta amaramente l’ipotesi del suicidio. La “non puttana” è lei che pensa, originariamente, a tale ipotesi. E si diverte pure nel suo adoperarsi a pensare e ad architettare i diversi modi di dire e praticare un “ Addio…” .

Originale l’idea di farsi leccare e sbavare dai scoiattoli “cosparsa di miele” in mezzo a un bosco. Una morte astrusa, ma dignitosa… Giunto il tempo di sforzarsi con la mente, che nel suo lavoro di “puttana telefonica” , la donna assiste sorpresa a un suicidio in diretta chilometrica di un suo falso amante arrapato. Ma tutti questi “sfegatati del sesso”, inabili a farlo indipendentemente, è probabile che lo facciano un po’ male? E l’amore, l’amore…? C’è chi dice che, senza amore nell’atto sessuale, è molto più arduo farsi trascinare dalle pulsioni, appunto, sessuali. Allora forse meglio innamorarsi. Converrebbe a tutti. La presenza divina di Giove è solo un inganno alla povertà. Anzi, l’entità divina potrà arricchire la coppia Biagio-Peppa con bauli di diamanti ma resta pur sempre un qualcosa di squallido ed inesistente. Personalmente, nella storia triste ed accertata del boscaiolo Biagio Paiolo, ci vedo una trasposizione fiabesca dell’attuale società capitalista. E chi non è nè operaio né gnomo reale (padrone), non è solo un morto di fame, ma un errante costretto a essere sempre un povero straccione.

Se Beppa e Biagio mangiano di tutto uccidendo irrazionalmente, ossia assumendo un comportamento orrendo, la ragione risiede nella non ragione. È un istinto da accattoni, da sottoproletari  È la loro natura, venerano il denaro, e pur di ottenerlo, sarebbero capaci di mangiarsi fra di loro, nel vero senso della parola. Cosa vogliamo dire della trionfante storia della ribelle anti-oppressione? E come mai il gruppo dittatoriale si chiama proprio Democratha? Qualche delusione dell’autore, nei confronti della praticizzazione dell’attuale democrazia vigente? Può essere, può essere… Nonostante le storie dell’autore siano frutto di un ruvido presagio di morte, sangue e decadenza- ma anche riscatto, in alcuni casi- c’è una sorta di eleganza nelle parole, violente, ma pur sempre eleganti. I dialoghi sono sfacciatamente strafottenti ed empi di velo misterioso.  

Trombate, una metafora sulla società odierna

Ti prendono, ti trascinano con i piedi, con le gambe, con le braccia, con le orecchie, naso, testa , occhi, corpo, cuore e mente . Insospettiscono e irritano il lettore . Tutto molto scorrevole con un linguaggio determinato, ma ansioso di uscire, di evadere e di rompere. Con chi? Con tutti e tutto!!! Mario Pota non racconta semplicemente delle strane storie non ha il solo obiettivo di incuriosire il lettore. Credo che egli abbia costruito una grande metafora della vita, della nostra: quella attuale. Il lettore dovrebbe riflettere sulle storie di Mario e cercare di trascinarle alla realtà. È probabile che se ne trovino a migliaia di simili. È ben questo il dramma della società del nuovo millennio.

-“TROMBATE” consigliarvi io Pota

Print Friendly, PDF & Email