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Eroica Fenice

un incontro d'anime, il nuovo romanzo epistolare

Un incontro d’anime, il nuovo romanzo epistolare di Annalisa Avitabile

Un incontro d’anime dell’autrice Annalisa Avitabile è un romanzo epistolare molto particolare: i due protagonisti Veronica e Gabriele lavorano entrambi presso uno studio di pubbliche relazioni, l’Engagement, Veronica ha trent’anni, cerca di combattere con la sua vita e con le sue paure; Gabriele è invece all’inizio solo l’account di un’altra agenzia, sensibile e grafomane. Due anime gemelle che si incontrano.

In un posto tetro, una prigione di ferro, dove i timori si acuiscono e tormentano, Gabriele, colpito da quella ragazza intravista all’ingresso del suo ufficio, decide di scriverle un’email: Poche parole per rompere il ghiaccio, quel tanto che basta per non farla sentire più sola. Dopo un piccolo iniziale fraintendimento lo scambio epistolare diventa sempre più fitto ed appassionato. Il loro rapporto tarda a concretizzarsi, poiché alle proposte di Gabriele Veronica sembra quasi sorda. La protagonista femminile tende a rimandare  un appuntamento faccia a faccia, allontana dai suoi pensieri tale possibilità perché a far capolino nel groviglio di sensazioni arriva una cara “amica” che non la lascia mai, la paura: quel timore che non le permette di avvicinarsi quanto vorrebbe, che non le consente di cambiare le sorti di quel rapporto, di quel legame fatto di affinità e similitudini. Man mano che la vicenda cresce e si sviluppa, il Lettore inizia a simpatizzare per entrambi, con la fragilità di lei e con le debolezze di lui.

Veronica e Gabriele, le anime gemelle di Annalisa Avitabile

A legare a doppio filo queste due anime è la scrittura, che concede loro la possibilità di esprimere le più recondite emozioni a volte anche con una sincerità disarmante. Nella costruzione narrativa il protagonista maschile appare un po’ irreale, soprattutto se lo si paragonasse a persone che si incontrano nella quotidianità: sembra a volte che Gabriele sia lo specchio di Veronica, una superficie riflettente che riesce a riportare a galla quello che la protagonista ha dentro.

Il flusso di parole di Gabriele riesce a riposizionare l’asticella della riflessione, a stravolgere i punti di riferimento di Veronica e a concedere sempre la prospettiva giusta. Questo rapporto proprio per la sua paventata intimità appare al contrario illusorio in virtù del mezzo scelto per comunicare. Infatti Veronica, quando si vede scoperta, vulnerabile o sensibilmente affranta, tende a schernirsi, rispondendo a Gabriele che lui in realtà la sta idealizzando.

La paura sembra figlia della sensibilità, poiché la Vita nasconde sempre insidie e le fragilità vengono evidenziate solo quando si devono affrontare grandi prove e soprattutto quando non si è in pace con se stessi. Le compagne del viaggio che è l’esistenza di questo tipo di persona sono spesso le lacrime che affollano tutto il Romanzo. Non importa quanto si riesca a resistere, alla fine fuoriescono copiose e, così, Veronica può essere consolata dalle parole della madre, che chiosano perfettamente la Vita e nello specifico anche questa narrazione. Il pianto disperato della Protagonista viene così fermato: «Devi stare tranquilla, Indipendentemente dalla tua volontà le cose andranno al posto a cui sono destinate. Non c’è motivo di avere paura, Non c’è motivo per cui dannarsi cercando di precedere come sarà e quel che sarà. Devi stare serena e confidare nel fatto che tutto andrà a posto. Presto
La paura può così essere controllata solo lasciando fluire le sensazioni senza negarle, permettendo alle emozioni di attraversare l’anima senza ostacolarle: questo l’insegnamento di Annalisa Avitabile.

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