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Eroica Fenice

Aristocrats e la brutalità dell’ironia

Gli Aristocrats nascono nel 2011, quasi per caso: la provvidenziale assenza di Brian Howe portò all’incontro di Bryan Beller, basso, e Marco Minnemann, batteria, con Guthrie Govan, chitarra. Pochi mesi dopo, i tre diedero alla luce l’omonimo album di debutto: Tres Caballeros è il terzo frutto di un’insana unione.

Aristocrats è sinonimo di ironia: giocosa, irriverente ed infine brutale.

Con apparente innocenza fanciullesca il trio, album dopo album, sfida a viso aperto l’empio culto del genio, senza ormai più freni. Tres Caballeros è, in tutto e per tutto, un album degli Aristocrats: nove tracce, ognuno dei membri struttura tre brani che poi gli altri completano. Armonizzare il tutto non è affatto facile, trattandosi di musicisti eccezionali ma con influenze diverse: Minnemann è nato come batterista metal, militando nei Necrophagist prima e nei Kreator poi; Beller, freelancer del basso, esordì suonando insieme al figlio di Frank Zappa, Dweezil Zappa, ed infine Guthrie Govan, sbocciato con l’album solista “Erotic Cakes”, dalle forti influenze fusion e jazz.

Il risultato è di quanto più imprevisto ci possa essere: una musica tecnicamente inavvicinabile, una tempesta di sensazioni, un gioco senza fine. Se la carica ironica era sfumata nell’album di esordio, si è andata via via definendo e con Tres Caballeros ha toccato l’acme: senza pietà è l’ arroganza di questi musicisti statici e ciechi. “Qualsiasi cosa tu sappia fare, noi la facciamo meglio, più veloce e divertendoci come matti” sembra vogliano urlare ad ogni brano. Superato l’iniziale impatto distruttivo, la musica degli Aristocrats dimostra di avere molto da offrire: in primis un sorriso, carico di gioia, genuina ammirazione ed empatia, poi entusiasmo, ed infine sconforto.

Sconforto poiché un abisso si staglia dinanzi: tutti i meccanismi di autodifesa, erti a protezione dei piccoli traguardi conquistati dopo anni di sforzi, crollano e incontrano ciò che non possono comprendere, un’oggettività che non possono valicare tramite meschini stratagemmi riduttivi. Infine, cade la maschera: la passione affronta l’autocompiacimento. Cosa partorirà questa mente gravida d’ironia? Dedizione o rinuncia? Agli Aristocrats questo non importa, il dilemma loro l’hanno risolto. Ultima dimostrazione è Tres Caballeros. Senza mai perdere lo spirito gioioso, le tracce alternano momenti più pacati a fasi intense ed incalzanti, titoli che suscitano un sorriso ed un’ irrefrenabile voglia di seguire, in qualsiasi modo, il ritmo dei brani. Tutto questo è The Aristocrats, tutto questo è Tres Caballeros, il viaggio di tre don Chisciotte lungo il confine meridionale degli States.