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Eroica Fenice

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“Clamarama”, il nuovo album dei The Bidons

Clamarama” è il terzo album dei The Bidons. La band, originaria di Salerno, è tornata in studio per sperimentare un autentico excursus musicale che parte dai primi Clash e approda al punk degli anni ’90 dei NOFX, dando vita ad un’opera entusiasmante, ricca, piena di energia.

Aggressivi e energici, i The Bidons fanno ballare

Un susseguirsi di dodici tracce che ti accompagnano ad alti volumi nei viaggi in macchina, nelle deliranti serate estive con la brezza e suoi brividi, oppure da ascoltare semplicemente in camera mentre i tuoi genitori protestano perché quello che ascolti è “rumore”. Altro che rumore: un attento ascoltatore riuscirà a percepire la bellezza di questi brani che inseriscono i “The Bidons” in un contesto tutto internazionale.

Intervista ai The Bidons

“Clamarama” è il vostro terzo album ma, precisamente, qual è il significato dietro a quest’insolito nome? Cosa significa e come mai l’avete scelto?

Ezio (bassista) – La parola ha un suono che ci piace molto ma soprattutto chiarisce il concept che è alla base dell’album. Dopo essere “tornati alle origini” con l’album “Back to the roost”, abbiamo in un certo senso ripreso il discorso, pensando all’origine di ogni cosa e, di conseguenza, alle donne. “Clamarama” è un gioco di parole che racchiude l’essenza della donna nella sua accezione più sensuale. C’è un po’ di Courbet dietro. Lo si percepisce anche nell’artwork dell’album che, oltre ad avere una donna come protagonista, è stato curato interamente da donne (Roberta Voto per la fotografia, Katia Itri per l’art concept).

Quali sono le caratteristiche di questo nuovo lavoro e cosa lo differenzia dai lavori precedenti?

Gianmario (chitarrista) – è un disco che rielabora, con un approccio personale ed in senso ampio, gli stilemi di certo rock’n’roll d’annata, più precisamente ’60s e ’70s. C’è la solita impronta garage, cercando di dare varietà ed eterogeneità nella composizione e negli arrangiamenti, introducendo anche nuove soluzioni come il ‘theremin’, il piano e il sassofono. Per la produzione abbiamo cercato suoni caldi e analogici, senza rinunciare alla “botta” e alla potenza delle produzioni moderne.

Cosa dovrebbero sapere di voi e della vostra musica dei potenziali fan?

Albino (cantante) – I nostri potenziali fan devono sapere che tra noi e loro non ci sono barriere e sono parte integrante dello spettacolo. Basta lasciare timori e preoccupazioni fuori dalla porta del locale dove suoniamo e darsi alla pazza gioia.

Cosa significa oggi, in Italia, essere una “garage punk band”?

Albino (cantante) – Suonare “garage punk” in Italia significa quello che significa: suonare ovunque e comunque, non è una questione di numeri e di folle. è fregarsene, perché toccando le giuste corde (e mi piace pensare che riusciamo a farlo bene) chiunque ci sia potrà lasciare anche più vibrazioni positive di una folla oceanica. E ciò è impagabile.

A bruciapelo, i cinque nomi della musica che vi hanno influenzato, sia come individui, sia come band

Albino (cantante) – Sonics, 13th Floor Elevators e tutto il bagaglio di bands “Nuggetsiane”, Cramps, la sacra triade Lou Reed/David Bowie/Iggy Pop e mi fermo solo alla decima parte dell’elenco dei numi tutelari dei Bidons, altrimenti arriva l’anno nuovo e mi sorprende ancora qui ad elencare. Mario (batterista) – Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd, Beatles, Carmelo Zappulla, Gianny Celeste e il piccolo Anthony. Gianmario (chitarrista) – Brian Wilson, Paul McCartney, Kurt Cobain… Ezio (bassista) – Mah, è difficile, un po’ dipende dai periodi. Nella mia personale playlist non mancano i Beatles, The Jam, Mando Diao, Oasis, Bowie e tutte le multiformità di Jack White (lo so ne ho detti sei di nomi). Come band, vai e acquista tutti i cofanetti Nuggets e ci trovi le matrici dei Bidons. Poi ci sono anche Dirtbombs, Sonics, Jon Spencer ed ogni tanto mi piace pensare a Richard Hell o ai Dead Boys.

Cosa vi distingue dagli altri?

Mario (batterista) – Ci distinguiamo dagli altri perché siamo viscerali, perché rispetto agli altri sappiamo valorizzare le nostre diversità. Perché siamo incazzati, diversamente di quando hai 18, quando spesso è moda o rabbia adolescenziale. A 30 anni hai tutte le ragioni per essere incazzato, lo sei per davvero, si percepisce e la rabbia la porti in sala prove. Per questo noi siamo quello che suoniamo, senza troppe ‘pippe’.

Link:

Pagina FB: https://www.facebook.com/wearethebidons/

Sito ufficiale: https://thebidons.bandcamp.com/

“Backdoor Man”: https://www.youtube.com/watch?v=bX8mUU1fjk4

Naomi Mangiapia

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