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Eroica Fenice

L’Ombroso di Francesco Amoruso: il gallo canterino tra rap e razzismo

Francesco Amoruso da diversi anni è conosciuto nell’ambiente musicale italiano e napoletano. È uno studente di Filologia Moderna a Napoli, ama la musica e la letteratura. Ha vinto diversi premi e ha anche pubblicato un romanzo. Il suo primo album, “Il gallo canterino” è uscito nel 2015 con l’associazione Illimitarte. Più di un anno dopo, precisamente il 2 giugno, è uscito un nuovo singolo di Francesco Amoruso: “L’Ombroso“. Si tratta di un testo molto critico nei confronti del razzismo in tutte le sue forme, partendo dalle teorie di Marco Ezechia Lombroso, conosciuto come Cesare Lombroso.

Francesco Amoruso e i progetti futuri

Abbiamo fatto una chiacchierata con Francesco Amoruso in occasione dell’uscita di questo nuovo brano e ci ha detto che “si tratta di un singolo che si muove in relazione di un potenziale nuovo album. Stiamo, infatti, già lavorando a un nuovo brano con Raffaele Cardone negli studi di Illimitarte. Esiste l’idea di mettere su un nuovo disco, ma per ora andiamo con calma, di brano in brano.”

Continua così Francesco Amoruso per quanto riguarda la scelta della tematica: “Mi incuriosivano la storia di Cesare Lombroso e le sue teorie. Ho voluto parlare di razzismo in un periodo in cui tra terrorismo, roghi tossici e criminalità organizzata è facile gettare fango e parlare per luoghi comuni.”

Cosa è cambiato dal primo album a oggi a livello artistico?
Non so dirti quali siano i cambiamenti, sicuramente sento in me una nuova verve e una maturazione nelle idee, credo anche grazie ai miei studi. È rimasta quella voglia di aggiornarmi, conoscere e sperimentare così come di raccontare storie quotidiane, sociali e d’amore, con sarcasmo e passione come ho fatto nelle canzoni precedenti.

Cesare Lombroso e le teorie sulla criminalità

Lombroso viene considerato uno dei padri della criminologia per il merito di aver tentato un primo approccio allo studio della criminalità. Nonostante questo, le sue teorie oggi sono considerate prive di qualsiasi fondamento.

«…il criminale è un essere atavistico che riproduce sulla propria persona i feroci istinti dell’umanità primitiva e degli animali inferiori». Questa frase sintetizza perfettamente le sue teorie in merito: in particolare viene ricordato per il concetto di “criminale per nascita”, secondo cui il comportamento criminale di una persona è insito nelle sue caratteristiche anatomiche. Il criminale è considerato fisicamente diverso, inferiore all’uomo normale in quanto dotato di atavismi.

È interessante uno studio recente di Dario David, “La vera storia del cranio di Pulcinella”, su un campione di ex detenuti confrontato a persone mai sottoposte a misure restrittive. Facendo riferimento alle teorie di Lombroso, lo studio ha mostrato che i tratti somatici del delinquente hanno percentuali molto diverse a seconda del quartiere di Napoli da cui proviene il campione; il 50% riguarda le persone dei quartieri popolari, il 12% degli altri quartieri. Si può dedurre che queste zone popolari hanno un rischio di insorgenza criminale perché abbandonate e isolate. Ci può, quindi, essere un collegamento tra criminalità e caratteri somatici, ma non secondo un legame diretto di causa-effetto come sosteneva Lombroso.

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