Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Murubutu

Murubutu, l’intervista al professore rapper

In occasione dell’uscita del nuovo album L’uomo che viaggiava nel vento con il suo relativo tour che vedrà il rapper Murubutu approdare a Napoli il 20 Maggio allo Scugnizzo Liberato, noi di Eroica Fenice abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’artista di Reggio Emilia in una breve ma piacevolissima intervista telefonica.

Murubutu, l’intervista

Come nasce Murubutu?

Come artista nasco nei primi anni ’90, nel periodo delle Posse. Era il periodo della Golden Age dell’ Hip Hop italiano. In quegli anni praticavo anche altre discipline tra cui il writing, la break-dance e lo skate.

In questi anni, in cui hai sfornato diversi lavori, è cambiato il tuo approccio al rap?

Sì, prima avevo un approccio decisamente più militante e poi con il passare del tempo è diventato un approccio più culturale e più didattico, fino a dargli una curvatura fortemente narrativa.

Ha influito il fatto di essere un professore?

Sicuramente. Il fatto di dover studiare tanto e di dover cercare sempre il modo migliore per esprimere dei contenuti ha influito anche sul mio rap.

Il tuo genere lo hai definito Letteraturap (unione tra letteratura e rap). Ti piacerebbe che questo genere arrivasse al grande pubblico oppure preferiresti che rimanesse un genere di nicchia? Magari perché l’acquisto di un bacino d’utenza maggiore potrebbe innescare un processo corruttivo di questo genere.

A me piacerebbe sicuramente aumentare il bacino d’utenza però senza cedere su alcuni punti fissi che sono il tipo di produzione, che non è mai sintetica, e poi soprattutto il tipo di testi che sono sempre testi di ricerca e di approfondimento. Quindi non passano attraverso la semplificazione. L’ideale è sempre raggiungere il maggior bacino d’utenza mantenendo il prodotto pressoché intatto.

Ritorniamo al tuo approccio al rap. Hai detto che in questi anni è cambiato ma pensi possa cambiare ulteriormente in futuro?

Certo, già adesso nell’ultimo album e nel prossimo album, sto lavorando su un tipo di produzione molto più melodica. Più contaminata anche dal folk e da strumenti che solitamente non si ritrovano nel rap. Quindi dal punto di vista della produzione, ci sarà sicuramente un’evoluzione mentre dal punto di vista della scrittura sto cercando di valutare anche altri tipi di approcci. Sempre, però, nel bacino dello story-telling.

Concluderei con l’ultima domanda. In vista del tuo concerto a Napoli, cosa devono aspettarsi i fan? Cambierà qualcosa rispetto alla tua ultima apparizione al Blu Club di Fuorigrotta?

Quando verrò il 20 Maggio allo Scugnizzo Liberato porterò il nuovo album. Ci saranno canzoni e proposte nuove, tutte cose più seguite perché l’ultimo album ha avuto una circolazione maggiore. Ci sarà quindi possibilità di cantare tutti insieme. Ci saremmo io, il mio socio U.G.O e Dj T-Robb ai piatti.

Ringraziamo tantissimo Alessio Mariani, in arte Murubutu, per la disponibilità e l’umiltà senza le quali quest’intervista non sarebbe potuta avvenire.

Print Friendly, PDF & Email