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Eroica Fenice

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I Negramaro e la loro rivoluzione

Era il lontano 2005 quando, appena uscito il loro terzo album “Mentre tutto scorre”, si presentarono a Sanremo (il loro unico Sanremo): ultimi in classifica. Da lì le sorti dei Negramaro cambiarono ben presto verso un’enorme popolarità, l’omonimo singolo divenne un successo ascoltato ovunque. Un percorso scandito da tante rivincite, la prima band italiana ad esibirsi su un palco della portata di San Siro, all’attivo già un greatest hits, “Una storia semplice”, e tutto senza dimenticare le loro radici salentine. A cinque anni da “Casa 69”, il 25 settembre pubblicano la loro ultima fatica La rivoluzione sta arrivando”, risultato di un viaggio musicale e geografico, prodotto dai forti stimoli avuti durante la lavorazione, tra Madrid e Nashville. Dodici tracce più una ghost track, anticipate dal primo singolo Sei tu la mia città, brano che possiede, in favore di una familiarità confortante, sonorità rock dei primi Negramaro, e dove si scorge ancora l’inconfondibile poetica di Giuliano. Segue il secondo singolo Attenta, che oltre ad essere un inno all’amore e al bacio come atto iniziatico, non rinuncia come tematica ad uniformarsi all’attualità, che spinge Giuliano in fase analitica a riflettere sulla violenza sulle donne e per un equilibrio sociale necessario per identificare il paese con il resto del mondo.

La rivoluzione dei Negramaro tra musica e coscienza sociale

Proprio l’antropocentrismo è alla base dell’ambizioso progetto già dal titolo, nell’ipotesi di considerare se l’Italia può in effetti essere rivoluzionaria, anche nelle piccole cose di tutti i giorni. Il binomio vita–morte si interseca con i loro più vicini contrari, bellezza, negatività, amore, fine; da tali universali concetti sono costituite le canzoni, da Lo sai da qui, dedicata da Giuliano al padre morto qualche anno fa, procedendo per L’amore qui non passa, dedica straordinaria alla forza che lega i Negramaro, amici di vita e di musica da ben quindici anni. Dualità riscontrata anche nella copertina de La rivoluzione sta arrivando: un jolly roger che si staglia su uno sfondo blu, logo “significativo all’interno di questo viaggio illustrato, poiché ciascuno vede comparire simboli diversi. È un’iconografia che fonda la sua bellezza proprio sul fatto di essere soggetta a una molteplicità di interpretazioni”.

Il ritorno dei Negramaro

Un sound diretto ed orecchiabile come sempre, nel loro pop e rock senza forzature, riconoscibilissimi, con una punta di elettronica altrettanto attribuibile ad alcuni vecchi brani della band. Così anche nei testi, nei quali Giuliano Sangiorgi non si tradisce né tradisce il suo personale modo di trasporre la vita e l’amore in parole, neppure qui l’ironia o la dolcezza manca, le rime semplici o ossimoriche le ritroviamo (ad esempio in Ma quale miracolo). Il brano L’ultimo bacio ricorda nell’utilizzo del piano la malinconia e il romanticismo ad esempio di “Solo per te”, ne Il posto dei santi o Se io ti tengo qui, non c’è stata necessità di “snaturare” l’essenza del gruppo, come in tutto l’album, effetti in cui alcuni cantanti e musicisti potrebbero incappare per volontà di cambiare direzione, cosa che di solito comporta anche una rinuncia di se stessi. I Negramaro non abbandonano il ritmo che contraddistingue la loro musica in Danza un secondo, Onde è una ballad che ci ricorda le più leggere melodie: eppure, c’è un’evoluzione musicale. Anche se non si tratta a tutto tondo di una rivoluzione, i Negramaro ritornano, senza dimenticare il punto di partenza.

La rivoluzione sta arrivando con un tour che partirà a novembre, con due date campane, il 5 dicembre a Eboli e l’8 al Palamaggiò di Caserta.

Ilaria Casertano