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Eroica Fenice

SesèMamà

Sesèmamà: quattro donne e un nuovo album

Si dice che 3 sia il numero perfetto, eppure non ne sarei così sicura. Da quando ho ascoltato le SesèMamà credo proprio che la combinazione perfetta ruoti intorno al numero 4. Infatti le SesèMamà sono un quartetto, tutte donne per l’esattezza, poliedriche ed eclettiche, colorate come il loro primo omonimo disco, presentato al Pan di Napoli lo scorso 8 marzo. Senza retorica, la bellezza di questo progetto è proprio il connubio di personalità differenti, con trascorsi musicali diversi; a completare la tavolozza di colori vi è la composizione artistica: un pianoforte, suonato da Elisabetta Serio, tre voci, quelle di Brunella Selo, Annalisa Madonna e Fabiana Martone che arricchiscono l’atmosfera musicale suonando anche percussioni, vocal trumpet e body percussion. Sono all’attivo dal 2016, nel 2017 è uscito il loro primo singolo, con video annesso, dal titolo Senza Paura, una rielaborazione del brano di Toquinho, De Moraes, con testo italiano di Bardotti. Reduci da Musicultura, ad oggi hanno tra le mani il loro primo lavoro insieme, prodotto da Bruno Savino per SoundFly con Piero de Asmundis. Dieci tracce, inedite e non, numerose collaborazioni: Maria Pia De Vito, Robertinho Bastos percussionista, che ha partecipato a due brani del disco (Lôro e O trafego), e ancora Antonello Paliotti, Dario Franco, Arcangelo Michele Caso e Michele Signore.

La parola d’ordine è colore: tonalità diverse ma complementari, un incastro armonioso che è possibile notare già dalla copertina dell’album. L’artwork di Nicola De Simone ha rappresentato le quattro donne incorniciate da uno scenario costituito dai quattro elementi, terra, fuoco, aria ed acqua, in una creazione dal forte impatto visivo. Ascoltarle vi farà compiere un viaggio attraverso suoni e colori di tante terre, in primis la nostra, attraverso i due brani Siente siè, scritto da Luigi Esposito e Fabiana Martone, e Jesce, composizione originale di Ernesto Nobili e Annalisa Madonna. Epilogo del disco è Epitaffio, rielaborazione dell’epitaffio di Sicilo, documento musicale dell’Antica Grecia, ritrovato in Anatolia, che racchiude in dodici righe un’immensa celebrazione alla vita.

SesèMamà, l’intervista

Sui social avete presentato la copertina del disco e alcuni scatti del booklet, in cui emerge la presenza dei quattro elementi fondamentali: fuoco, terra, aria e acqua. In più avete inserito come ringraziamento Totò, il principe della risata. Come mai queste due scelte?

La scelta dei 4 elementi risalta le peculiarità delle nostre presonalità (nonché dei percorsi artistici) così diverse e al contempo complementari. Inoltre, per un’incredibile coincidenza, i segni zodiacali rispecchiano i quattro elementi. Riteniamo che sottolineare le differenze sia un punto di forza e ci dia la possibilità di accettare i limiti l’una dell’altra e di andare avanti con più determinazione. Totò è presente nella nostra terra  ancora oggi a distanza di oltre 50 anni. Molto spesso durante le prove viene citato con una delle sue gag. Nel video di Senza Paura è stato aggiunto un cameo che termina con la frase (pronunciata da Elisabetta) “non si è mai saputo”, tratta dal film Totò Diabolicus.

Sesèmamà, il vostro primo disco, lo vedete più come un traguardo o come un nuovo inizio?

Per noi è un inizio ogni giorno. Nella musica, come nella vita, non si dovrebbe percepire l’essere arrivati, ma considerare i piccoli traguardi come stimolo per andare avanti. La cosa importante è divertirsi e lavorare con serenità ed impegno.

Les Entrailles è il brano incipit del disco. Un linguaggio pastiche tra napoletano e francese. Da dove nasce l’idea e cosa racconta?

E’ un brano scritto da noi, a 8 mani, in una lingua inventata che ci piace definire Francoletano (o Napolese), un pastiche appunto, tra un francese maccheronico ed il napoletano. Il termine Les Entrailles in francese vuol dire interiora, viscere. Al tempo dei banchetti che si tenevano a Palazzo Reale, si usava cucinare le interiora come piatto prelibato, poi i resti, gli avanzi, venivano offerti alle donne del popolo, attraverso il grido “Les Entrailles”. A quel richiamo accorrevano tante donne, giovani e vecchie, povere, scarmigliate e ben presto il termine les entrailles è divenuto e’ zantraglie, con cui ancora oggi, a Napoli, si usa definire l’immagine delle donne del popolo. Le zantraglie, in questo caso, siamo noi quattro, Sesèmamà, al tempo del Regno di Napoli. Quattro donne che attuano la loro rivoluzione attraverso un sortilegio che le rimpicciolisce al punto da potersi nascondere nella vasca da bagno del re e  sovvertire le sorti della monarchia. Il tutto dopo aver fatto affogare il re, grazie alla micidiale arma del solletico sotto i piedi.

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