Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Compagnia dell’Aquila bianca presenta Alla corte del Re

La Compagnia dell’Aquila bianca presenta “Alla corte del Re”

Appuntamento al Bosco di Capodimonte sabato 22 e domenica 23 aprile per la seconda edizione dell’evento “Alla corte del Re”, una manifestazione promossa dalla Compagnia dell’Aquila Bianca, che dedicherà due giornate intere al ‘700 e all’800 napoletano, per una rievocazione storica ad ingresso gratuito, con la partecipazione del pubblico presente che vorrà entrare a far parte di questa magica parentesi di vita borbonica.

Abbiamo raggiunto Roberto Cinquegrana, Istruttore Fitetrec Ante, Responsabile del Dipartimento di Arte Equestre Rinascimentale della Federazione stessa e Presidente della Real Cavallerizza di Napoli, per capire più da vicino cosa ci riserverà “Alla corte del Re”.

Raccontare l’Arte militare storica ai Cavalieri del domani.

Sig. Cinquegrana, cos’è la Compagnia dell’Aquila bianca?

La Compagnia è un’associazione sportiva equestre che ha come obiettivo quello di ricostruire spaccati storici di vita militare e di promuovere la Scherma e l’Equitazione Medievale e Rinascimentale, vere e proprie arti Marziali Occidentali. Il nostro intento è un po’ quello di “spiegare l’arte militare storica ai giovani”.

Come e perché nasce?

La Compagnia nasce nel 2008 da una mia idea, presto condivisa, di incoraggiare la diffusione di queste Arti marziali. Questo è stato possibile grazie alle mie esperienze in Belgio, Francia ed Olanda, dove ho avuto modo di partecipare a tornei e giostre internazionali, ma anche allo studio di Trattati Medievali e Rinascimentali per dare un apporto anche filologico alle competenze acquisite.

L’evento “Alla corte del Re”, che si svolgerà questo fine settimana, come sarà organizzato e quante persone coinvolgerà?

Le giornate avranno come protagonisti indiscussi la storia ed i cavalli e tutte le attività che ruotano attorno ad essi. Con il bosco di Capodimonte e l’opulenza del palazzo a fare da cornice, vedremo riproduzioni di danze in costume, di teatro dell’epoca, di scherma storica.

Nella giornata di sabato alle 15.30 ci sarà l’antica “Giostra Farnesiana” nella quale i Cavalieri in Armatura si scontreranno con lancia in resta per il Campionato Federale della Fitetrec Ante e domenica avrà luogo il Gran Galà.

Saranno coinvolti più o meno un centinaio di figuranti, salvo poi le persone nel pubblico che vorranno aggiungersi.

 Cosa vi proponete con questa manifestazione?

Innanzitutto, l’evento si colloca all’interno del nostro processo di sensibilizzazione verso un retaggio prestigioso di cui abbiamo perduto l’eccellenza e che intendiamo valorizzare nuovamente. Da qui l’idea di organizzare questa manifestazione a Napoli che, già in epoca aragonese, ospitava le manifestazioni Equestri più famose e, come evidenziava De la Guérinière nella prima metà del ‘700, “era il centro dell’equitazione mondiale”, sede in cui affluivano i maggiori esponenti di tutte le Corti europee per apprendere al meglio questa disciplina. Creare un Gruppo storico a Napoli ci permetterebbe, pertanto, di creare più eventi e attività di promozione in loco e di avvicinare in maniera più incisiva le persone alle nostre iniziative.

Quali sono i progetti futuri della Compagnia dell’Aquila Bianca?

Noi operiamo in tutto il territorio nazionale ed internazionale partecipando a tornei e giochi con i nostri cavalieri. Nello specifico, in futuro stiamo organizzando la Giostra cinquecentesca dei Sedili di Diomede Carafa, che si dovrebbe svolgere in Piazza del Plebiscito nel mese di ottobre, con il patrocinio del Sindaco di Napoli ed in collaborazione col Museo Archeologico Partenopeo, il MANN.

Testa alta, sguardo oltre ogni confine…e mano sulla spada. Sempre!!!

Per quanto riguarda la Scherma Medievale, la Compagnia dell’Aquila Bianca si basa sullo studio del “Flos Duellatorum”, opera del Maestro Fiore de Liberi del 1410 circa, e dell “Arte Cavalleresca del Combattimento” del Maestro Filippo Vada, non essendoci un vero e proprio corso di studi ma piuttosto un impegno costante nel misurarsi con gli altri attraverso una serie di Stages.

Per quel che concerne l’Equitazione, invece, ricordiamo che la Compagnia è stata la prima a portare in Italia il JOUSTING (giostra in armatura ad impatto pieno), in una Giostra Nazionale organizzata a Firenze, che ha coinvolto i migliori Cavalieri Italiani, poi associatisi nella federazione ITALIAN JOUSTING TEAM, che ha come scopo quello di rendere l’Arte equestre medievale un vero e proprio sport riconosciuto e dotato di tutti i Regolamenti di Sicurezza necessari.

All’interno delle varie articolazioni della Compagnia, a quale settore, signor Cinquegrana, è particolarmente legato?

Sicuramente al settore equestre. Aldilà dei miei trascorsi in Toscana, ho fortemente voluto la creazione della Real Cavallerizza di Napoli, nata per dare nuovamente vita alla prestigiosa Accademia Equestre della città. La sede di questa particolare sezione della Compagnia è stata identificata presso la Scuola Napoletana di Equitazione in cui si ufficializzerà la Disciplina definita “Maneggi”, presso cui verranno organizzati eventi e incontri vari al fine di promuovere adeguatamente la cultura cavalleresca napoletana.

Un’ultima domanda, essendo lei un cultore dell’Arte militare storica, qual è il suo rapporto con l’attualità?

Sono convinto che, per avere una nostra identità e rispettarla come si conviene, dobbiamo conoscere la nostra eredità storica e culturale. Mi sono avvicinato a queste discipline perché, essendo esse vere Arti marziali Occidentali, io e i miei Cavalieri cerchiamo di raccogliere i valori cavallereschi del tempo, che ci hanno reso oggi chi siamo, per poterli tramandare ai giovani ed essere noi stessi degni eredi del nostro passato. Le nostre manifestazioni non sono solo intrattenimento. Quando mettiamo l’armatura, noi SIAMO cavalieri, ne sentiamo la responsabilità e l’onore, ne osserviamo il codice, ne coltiviamo i valori del rispetto per il nemico e per il cavallo, che diventa il nostro compagno, in un binomio perfetto di disciplina marziale e di spiritualità, che non è un’istanza religiosa ma piuttosto un esercizio di controllo su di sé, sulla propria rabbia, sulle proprie emozioni, che detta il comportamento del perfetto Cavaliere.

Print Friendly, PDF & Email