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Eroica Fenice

Maestro dove andiamo? A Castel dell'Ovo presentata la personale di Vittorio Contrada

Maestro dove andiamo? A Castel dell’Ovo presentata la personale di Vittorio Contrada

Nelle sale espositive del Castel dell’Ovo si svolgerà fino al 25 Giugno la mostra di Vittorio Contrada, dal titolo “Andare Oltre”, a cura di Daniela Ricci. Il titolo è un manifesto del percorso creativo dell’artista. La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e con il Patrocinio Morale dell’ Assessorato all’Istruzione e alle Politiche Sociali della Regione Campania.

Vittorio è figlio del suo secolo, il ‘900. Nato a Tripoli, classe 1937, ha conservato nei suoi lavori i colori della terra africana. In ogni singola opera, infatti, il fruitore è avvolto da colori caldi come il verde, il blu e il giallo. Cromatismi accesi per raccontare su tela il lato emotivo della realtà. Cento opere per “un viaggio esistenziale” nell’attualità; cento domande, per l’osservatore, sul malessere dell’uomo contemporaneo, sulla sua dignità e sui valori messi in discussione dai tempi moderni in “una società che brucia all’istante ciò che crea.” Storie di uomini ma soprattutto di donne.

La curatrice e critica d’arte Daniela Ricci, che ringraziamo, ci ha concesso una breve intervista.

Una sua riflessione sulla mostra.

Il progetto espositivo, partendo dagli anni ’70 ad oggi, indaga l’universo femminile. Attraverso colori materici i corpi evocano l’ambiguità della donna nei suoi silenzi. La ricerca di Vittorio, con tutte le implicazioni filosofiche, è concentrata sulla forza e la bellezza femminile portatrice di emozioni, sentimenti e maternità.

Vittorio Contrada: espressionista contemporaneo

Linee curve di colore per un linguaggio che trova radice nell’Espressionismo dei primi anni del ‘900. Vittorio, autodidatta e appassionato di pittura, risente l’ influenza di Gauguin e Van Gogh per poi ritagliarsi un proprio stile, riconoscibile con un colpo d’occhio. Le opere in mostra intendono far riflettere sulla condizione dell’ uomo contemporaneo costretto sempre più all’isolamento. Chiari richiami al primitivismo intendono far riflettere sulla vera dimensione dell’ essere umano e della società. Un invito, quello di Vittorio, ad “andare oltre”