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Eroica Fenice

Omicidio a Napoli: sangue al Centro Storico

Omicidio a Napoli, l’ennesimo, ai danni di un giovane di ventiquattro anni, Gennaro Fittipaldi, pregiudicato. Un solo sparo in via dei Chiavettieri, adiacente la sede di Porta di Massa dell’Università Federico II di Napoli, viene udito dagli studenti che, come di consueto, erano radunati nel chiostro federiciano fra una lezione e l’altra. Le dinamiche e le ragioni del regolamento di conti non sono chiarissime, ma si sa che due persone su un ciclomotore hanno freddato con un colpo di pistola il giovane napoletano che usciva dal cancello della sua abitazione. Il colpo ha trapassato il casco che indossava, in una rapida e fredda premeditazione.
Le forze dell’ordine sono intervenute isolando la zona, gremita di curiosi e giornalisti. Ambulanze, polizia scientifica e carabinieri cercano di mantenere calma una situazione in cui l’orrore è palpabile, ma ormai troppo familiare. I negozianti e i gestori del garage dell’Ateneo si sono barricati nei propri esercizi, temporaneamente chiusi. Fra il mormorio della gente che si accalca per capire qualche dettaglio sull’accaduto, si straziano le inconfondibili urla delle donne radunate attorno al cancello del delitto, amiche e parenti della vittima. Scende il silenzio nell’ossequioso rispetto che incute la morte e Omicidio a Napoli sembra una sigla ridondante.
Ci dice un giovane studente di economia:

Ero qui dalle 10 circa, ero sceso per fare delle fotocopie e l’incidente era già avvenuto. Mi sono avvicinato e con me numerosi studenti che hanno sentito un unico colpo. La polizia è scesa dalle auto già con le pistole sfoderate, temendo che accadesse un’altra tragedia, e si sono affrettati sul luogo dell’omicidio perché dovevano gestire la situazione.

‘Noi non siamo nessuno, non vogliamo foto, niente giornalisti’ urla in dialetto una donna in lacrime, e non può che avere ragione: l’ennesimo Omicidio a Napoli, nella lotta alla sopravvivenza qui siamo tutti nessuno, dei nessuno esposti alla barbarie dell’illegalità che coltiviamo in seno al diamante insanguinato sul capo di Partenope.

Omicidio a Napoli: sangue al Centro Storico