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Eroica Fenice

Uccide moglie e figlio, poi si suicida

Uccide sua moglie e suo figlio di appena otto anni con la pistola d’ordinanza: si consuma così l’ennesima tragedia familiare tra le strade del centro storico di Napoli, precisamente in vico Bagnara, strada a due passi da piazza Dante. Un carabiniere quarantacinquenne, prima di togliersi la vita, uccide sua moglie e suo figlio di appena otto anni con la pistola d’ordinanza. Francesco, il padre omicida-suicida, era un maresciallo in servizio al Comando Legione, di stanza alla caserma San Potito. In base alle prime indagini da parte della scentifica sui corpi, il dramma sarebbe avvenuto nella notte del 5 maggio, forse tra le 2 e le prime ore dell’alba, nell’abitazione della famiglia al quarto piano del Cavone.
Secondo questi riscontri la prima ad essere stata sparata è stata proprio la moglie Consuelo Molese, poi la triste sorte è toccata al figlioletto e, successivamente, il carabiniere ha puntato l’arma contro se stesso e infine ha esploso il suo ultimo colpo verso la tempia. Il corpo di quest’ultimo è stato trovato nel letto del figlio.

A scoprire lo straziante scenario è stata la sorella di Consuelo che preoccupata per la mancata risposta alle ripetute chiamate, ha deciso di controllare direttamente, avendo le chiavi dell’appartamento.

Tutti, come se fosse un clichè in queste circostanze, sottolineano quanto il signor Francesco fosse una persona normale e tranquilla. Aveva conseguito con successo due lauree, una in giurisprudenza e  l’altra in scienze dell’amministrazione. Una persona equilibrata, molto onesta ma soprattutto dedita alla famiglia, sottolineano le persone che vengono intervistate dopo l’accaduto. Divenuto militare si era trasferito con famiglia al seguito a Firenze dove ha operato fino a due anni fa, poi è rientrato nella sua Napoli.

Ma nel 2011 il giovane militare cade in depressione, non esiste un reale motivo da quanto emerge nei vari racconti, ma chiede aiuto ad amici e medici che prontamente riescono ad aiutarlo.

Tutto sembra essersi risolto, ma negli ultimi tempi Francesco viveva una vita familiare abbastanza delicata, assisteva  un parente malato al quale dedicava molte ore del suo tempo libero. Potrebbe essere questo il motivo per cui nasce il raptus, ma resta ancora un caso con molti aspetti oscuri sul quale la Procura della Repubblica sta  indagando. Intanto è prevista  la nomina del medico legale che eseguirà  l’esame autoptico sui corpi delle tre vittime dell’omicidio-suicidio.

Dati gli ultimi avvenimenti, il caso del pilota pluriomicida-suicida, non possiamo non chiederci quando sia sottovalutata la depressione in personaggi con un certo grado di responsabilità. Magari il carabiniere avrebbe commesso lo stesso il brutale omicidio, ma vien da chiedersi  se quest’ultimo  non avesse avuto la sua Beretta a portata di mano  magari per il piccolo e la sua mamma poteva esserci almeno un tentativo di fuga. Stessa sorte per i passeggeri dell’aereo caduto negli ultimi tempi. Prestare più attenzione a problematiche psicologiche potrebbe essere una piccola soluzione per evitare certi eventi strazianti.

-Uccide moglie e figlio, poi si suicida-

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