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Eroica Fenice

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L’Eden ritrovato: Carla Castaldo al Palazzo Venezia

Il 23 marzo è stata presentata L’Eden ritrovato, la mostra dell’artista Carla Castaldo nella magica cornice del Palazzo Venezia, in Via Benedetto Croce. La mostra è stata presieduta dalla filosofa Esther Basile e dalla scrittrice e poetessa Lucia Stefanelli Cervelli.

L’artista, che ha esposto le sue opere nel più grandi città europee ed anche oltre oceano, ci trascina con i suoi mix di colori eccentrici ma sempre eleganti in un mondo che va al dì là delle etnie e delle normali concezioni di arte.

La Castaldo evidenzia nei suoi lavori quella che lei chiama necessità di sperimentare sui colori sì, ma soprattutto sui materiali che si pongono come tela sotto il suo magistrale pennello.

«La mia necessità nasce da una particolare esigenza di scoprire il nuovo» da qui il suo interessamento per la ceramica che l’ha portata a sperimentare nuove forme di arte facendola arrivare alle più alte vette della sua carriera artistica. Numerosi, infatti, sono i premi ricevuti dalla Castaldo: Premio alla Carriera, Menzione speciale della critica ed il Premio Internazionale Paolo Levi.

L’Eden ritrovato si fermerà all’interno delle suggestive mura di Palazzo Venezia fino al 28 marzo, unisce un corpus di opere che evidenziano la pragmaticità dell’artista: dipinti su piastre di porcellana, bassorilievi in terracotta, gioielli in lamina d’ottone, dipinti su lamine di legno in foglia d’oro.

Particolare è la tecnica che Carla Castaldo utilizza per l’elaborazione delle sue opere: la tecnica del terzo fuoco, tecnica risalente al periodo settecentesco, ottocentesco poco conosciuta ma molto particolare nella sua fattispecie. I dipinti in piastra di porcella vengono, dopo numerose lavorazioni a partire dalla diluizione dei colori, infornati in un apposito forno per ben tre volte.

Quello che ritroviamo all’interno de L’ Eden ritrovato è un viaggio tra la filosofia e l’arte

Lucia Stefanelli, poetessa, ha descritto la mostra della Castaldo come un insieme di opere che parlano all’animo e al contempo all’occhio, nel loro continuum narrativo che non viene mai interrotto nonostante la varietà dei materiali utilizzati dall’artista. «Un figurativo senza l’obbligo di figure» continua ancora la poetessa. Dall’abile mano dell’artista è la materia che chiede di essere plasmata e vivacizzata da colori che esprimono tutta la vitalità coi loro luminosi cromatismi.

«Un senso di serenità viene all’occhio dell’osservatore», diretto, come invece fa notare la filosofa Esther Basile, che continua a descrivere l’arte della Castaldo come una “realtà penetrata nell’amore”.

L’Eden ritrovato è amore evidente per la vita, per la materia che circonda l’uomo, per i colori che armonizzano il filo che lega l’essere all’arte. Un’arte che sente la necessità di parlare e di comunicare tutta la natura e la vitalità dei colori e della materia.

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