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Eroica Fenice

21 marzo

21 marzo 2016: XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno

Il 21 marzo 2016, come ormai accade all’alba di ogni primavera, si svolgerà la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Un enorme ponte di memoria collegherà Messina ad altre 900 città italiane, elette luoghi dell’impegno, per urlare uno ad uno i loro nomi e turbare, quanto più possibile, il mostruoso silenzio degli innocenti. Poiché i morti, si sa, parlano solo per mezzo dei vivi.

I vivi, i carnefici, parlano e fanno molto rumore. A Napoli, per esempio, ci sono scoppi e fuochi d’artificio ogni giorno. Che sia, o no, Capodanno. Che sia, o no, primavera. Che sia o no -e il più delle volte non lo è- un’occasione da festeggiare. Sono loro? Sì, spesso sono loro, che suggellano con i fuochi d’artificio ogni triste conquista. Le mafie festeggiano e noi rischiamo di farci così tanto l’abitudine da goderci lo spettacolo senza fiatare.
“L’abitudine è la più infame delle malattie, perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte”: diceva l’Oriana, convinta che non ci fosse nessuna medicina in grado di sconfiggerla. Ma non aveva calcolato l’invincibile stupore dei bambini, che alla forza dell’abitudine non si piega mai.
Qualche giorno fa, in piazza Calenda, una bimba, avrà avuto cinque o sei anni, chiedeva alla madre, una donna bionda e distratta: cosa sono quelle pistole giganti che hanno in mano i soldatini, mamma? Non sono riuscita a sentire distintamente la risposta della donna distratta, che, dei militari col mitra puntato, non se n’era neppure accorta. Molto probabilmente le avrà spiegato che questa è “la pronta risposta dello Stato” alla crescente criminalità del capoluogo partenopeo, per “controllare il territorio, rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Ma ciò che mi ha colpito è che la donna, di colpo, ha alzato lo sguardo e si è fermata. E fermandosi, ha ricordato.

Il 21 Marzo fermiamoci e ricordiamo

Lasciamo che i bambini ci stringano la mano e ci spieghino che vedere la propria città militarizzata non è la normalità. Sentire spari ogni giorno non è la normalità. Annusare sangue per strada non è la normalità. Uniamoci e chiamiamo col loro nome le vittime, che non rappresentano solo le sconfitte dello Stato, non sono entità astratte, ma padri, madri, figli, amici in carne e ossa.

Compiuti i 100 passi di preparazione, con incontri, dibattiti, cene sociali nelle principali città campane, la rete di Libera, gli Enti Locali, le scuole e tutti i cittadini si raccoglieranno lunedì 21 marzo intorno ai familiari, per nutrire la memoria condivisa e accrescere l’impegno per una giustizia sincera.
Dal 1996, da quando Libera è nata da un’idea di don Luigi Ciotti, si sceglie ogni anno la città in cui leggere quasi un migliaio di nomi e cognomi delle vittime delle mafie. Quest’anno toccherà a Messina, ma l’urlo della Sicilia si estenderà lungo lo stivale, unendosi in una sola grande voce. Perché le mafie hanno patrie e linguaggi diversi, vestiti e colori diversi, ma sono braccia dello stesso mostro, matrigne degli stessi dolori. A Napoli, come si evince dal manifesto realizzato dall’Accademia di Belle Arti, il corteo si ritroverà in piazza Plebiscito alle 9:00.

Il 21 marzo risvegliati, ricordati, urla. Il 21 marzo sentiti Libera.

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