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Eroica Fenice

Aldolà Chivalà & Bisca per gli spazi liberati

Aldolà Chivalà & Bisca per gli spazi liberati

Qualche giorno fa, venerdì 18 marzo, all’ex Asilo Filangieri, i Bisca, con gli Aldolà Chivalà, hanno animato una meravigliosa serata, nata per sostenere lo Scugnizzo Liberato, ex carcere minorile, occupato recentemente con l’obbiettivo di restituire lo spazio alla città.

Il nuovo progetto di Aldo, eclettico musicista napoletano, fonde l’esperienza degli ultimi anni con il sound storico e inconfondibile dei Bisca. Il pubblico viene trascinato in un live intenso, scandito dall’alternarsi della voce di Aldo con quella di Sergio Maglietta, sassofonista e inimitabile voce dei Bisca; ogni esibizione è in grado di generare un crescendo di emozioni, per la fusione tra il cantato e la costruzione verbale della Poetry Slam.

Mauro Romano, all’elettronica, ha creato il giusto collante tra l’esuberante performance di Aldolà e il repertorio dei Bisca, regalandoci una continuità nuova ed eccezionale, un gioco perfetto di rielaborazione e feedback, in cui la chitarra meravigliosa di Elio “100gr” Manzo si esprime al massimo del suo potenziale, facendo vibrare nei suoi assoli le corde dell’anima.

Aldolà Chivalà, con ironia e sarcasmo, si esibisce come se raccontasse la sua vita al suo migliore amico

Si rivolge allo spettatore come al suo migliore amico, come se fosse seduto ad un bar, magari davanti ad una birra, confessando spudoratamente anche quello che non vorresti sentire, facendolo con una risata che mette tutto in discussione: il suo intento è demolire il concetto di pubblico, rendendo protagoniste le persone che vanno ad ascoltarlo, interagendo con loro, facendo domande, e invitando tutti a spegnere i telefonini e a divertirsi.

In un suo famoso pezzo dichiara che non vuole più uscire di casa, che non sopporta le persone, le file da fare per le bollette, lo stress della vita moderna. Speriamo che invece continui a mettere il naso fuori di casa, sempre più spesso, soprattutto per animare serate di qualità e dagli scopi nobili, come quella dell’altra sera. Aldo è uno che di politica non ama parlare, preferisce riderci sopra; non ha un fisico da macho e se ne vanta; non è di certo un uomo raffinato, ma ha la capacità di portare l’attenzione su di lui, di saper dire le cose alla sua maniera, strappando un sorriso spesso amaro. Il suo è un tipo di sarcasmo che coinvolge e sostiene, mediante battute e allusioni che non nascondono il quadro frustrante di una realtà schizofrenica e discontinua.

Verso metà concerto, Aldolà Chivalà si è chiesto se il pubblico avesse colto la gravità dei messaggi che lui e i Bisca lanciavano dal palco

Chissà se, oltre a ballare, qualcuno si metterà a riflettere sul messaggio una volta tornato a casa. Mi chiederei, per esempio, se si ricorderanno dell’intervento di un ragazzo del movimento “notriv”, che ha fatto un appello prima di cominciare, invitando tutti a partecipare al referendum contro le trivelle.

La serata finisce tra le rimostranze di chi aveva ancora voglia di ballare e di divertirsi, mentre gli artisti abbandonano a malincuore il palco dopo l’ennesimo reprise. La musica si spegne, le luci tornano ad infastidire gli occhi, e io ripenso alle parole di Aldolà Chivalàe alle trivelle, agli spazi liberati e alla poca voglia che ho di uscire. Appena tornato a casa, prima di dormire, ho letto questo articolo su “L’Internazionale”, che mi è servito per fare un po’ di chiarezza sul referendum. Chi non è stato all’Asilo ha mancato un’occasione, forse anche per riflettere, ed è per questo che consiglio vivamente di mettere in agenda la prossima data.

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