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Eroica Fenice

altro ottocento

L’altro Ottocento e il quadro ritrovato

Nell’ambito della Mostra L’altro ottocento, curata dalla professoressa Isabella Valente, presso il Convento di San Domenico Maggiore, si è tenuta martedì 16 febbraio  la cerimonia per la riconsegna alla città di Napoli di un importante dipinto dell’ottocento, recuperato dal Nucleo di tutela del Patrimonio artistico dei carabinieri.

L’evento, fortemente voluto dal sindaco Luigi de Magistris, ha visto la partecipazione di alte personalità della scena culturale nazionale. Erano presenti, tra gli altri: il vicesindaco Elena Coccia, l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, il Capitano dell’arma dei Carabinieri Carmine Gesualdo, la professoressa Isabella Valente docente di Arte Contemporanea presso l’Università Federico II di Napoli.

Il patrimonio artistico della città si è così arricchito di un nuovo e prestigioso tassello che era nella lunga lista delle opere d’arte “volatilizzate” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri.
Il quadro esposto è un olio su tela delle dimensioni di 90×105 cm, databile al 1866, di Vincenzo Dattoli, intitolato I giuochi di ragazze ai leoni di villa borghese a Roma.
L’opera risale al secondo periodo artistico dell’autore, nel quale Dattoli, allontanandosi dall’accademismo ottocentesco e avvicinandosi a un nuovo secolo, l’ altro ottocento, si avvicina ai temi sociali, oscillando tra soggetti storico letterari in crisi di patriottismo e soggetti di genere con richiami sociali. È il periodo in cui l’artista si accosta e si converte al colorismo Morelliano, risentendo appieno la lezione del celebre Morelli, suo maestro presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, e con lo stesso annoverato tra gli “innovatori” della Scuola Napoletana assieme a Vertunni, Altamura e Celentano in occasione dell’esposizione Nazionale di Firenze del 1861.

Vincenzo Dattoli

Vincenzo Dattoli rientra nell’indice degli innumerevoli autori meridionali dell’ottocento che hanno segnato la Storia del’Arte Contemporanea e che hanno rinnovato le tecniche, giocando con le proprie impronte di colori nuovi e spontanei , sperimentando, creando raffigurazioni sorprendenti e coniugando tutto ciò che hanno appreso durante le lunghe permanenze nelle Capitali dell’Arte più importanti del tempo.

Dunque, Dattoli viaggiò molto e imparò molto, lottò con tenacia e fermezza affinché potesse perseguire il suo sogno di pittore e amatore d’arte; nonostante il netto rifiuto da parte dei genitori, sebbene la sua giovane età, inseguì il suo talento, raggiungendo di sicuro il suo obiettivo, tanto è vero che oggi riesce a deliziarci con i suoi lavori che sono manifesto di capacità formale ma che, al contempo, sono esempio della possibilità di arrivare in vetta anche se si parte dai bassifondi della piramide gerarchica.

L’altro Ottocento di Dattoli

Il dipinto I giuochi di ragazze ai leoni di villa borghese a Roma di Dattoli è un lavoro tipicamente ottocentesco, con riferimenti ad una società che pare lontana da noi, ma, in fondo, nasconde un vivido spirito di innovazione, che è comune a tutti i giovani con sete di cultura che da sempre “sognano di cambiare il mondo”.

Questo, come le altre opere presenti nella mostra, è un quadro con il “tempo sospeso” che ti permette di vivere con gli occhi il passato, di vedere il presente e di sperare nel futuro.

Molti esperti e curiosi erano presenti alla cerimonia e nessuno di loro ha potuto resistere a quel piacevole flusso temporale che saturava le menti e mostrava quanto moderno può essere un lavoro di oltre un secolo fa, quando riporta ad oggi sentimenti atemporali e imperituri come la forza di volontà, il desiderio d’innovazione, la necessità dell’arte.

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