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Eroica Fenice

Andy Warhol

Andy Warhol: il Vate sbarca in Italia con Pop Society

Pop Society, dalla celeberrima Pop Art di Andy Warhol, è la mostra che si terrà negli Appartamenti del Doge di Palazzo Ducale, a Genova, dal 21 Ottobre al 26 Febbraio, con l’esposizione di oltre 170 famosissime opere dell’artista.

È la Coca Cola che (non) fa la differenza, secondo Andy Warhol

Pop Art deriva da Popular Art: essa riproduce esattamente ciò che la massa segue. I prodotti di consumo sono la più alta forma di democrazia attuale: perché non dipingerli? Oggetti delle sue opere sono i più comuni, dalla Coca Cola ai barattoli di Campbell, perché caratterizzano la quotidianità di ogni singolo individuo, senza alcuna distinzione.

«Una Coca Cola è sempre una Coca Cola e non c’è quantità di denaro che possa farti comprare una Coca Cola più buona di quella che l’ultimo dei poveracci si sta bevendo sul marciapiede sotto casa tua. Tutte le Coca Cola sono sempre uguali e tutte le Coca Cola sono buone. Lo sa Liz Taylor, lo sa il Presidente degli Stati Uniti, lo sa il barbone e lo sai anche tu».

Warhol ripete in una serie di sequenze il soggetto preso in considerazione, come se lo moltiplicasse svariate volte. Ed è esemplare anche come egli possedesse ben 25 gatti siamesi, identici, tutti con lo stesso nome, eccetto uno: erano un quadro che prendeva vita.

Ma non c’è solo questo. Warhol è molto altro ancora. La mostra è infatti divisa in sei sezioni: “il disegno”, “le icone”, “le Polaroid”, “i ritratti”, “Andy Warhol e l’Italia”, e infine “il cinema”.

Le Polaroid impegano l’artista per oltre vent’anni, durante i quali fotografa i personaggi più famosi dell’epoca, dando inizio ad un fenomeno che esplode da lì a poco e che tuttora esiste. I modelli sono marionette in balia di un deus ex machina che le trucca, che dice loro come comportarsi, che manipola le loro espressioni. Eppure l’effetto che ne vien fuori è sempre straordinario.

C’è anche il cinema, con pellicole che prendono le sembianze di quadri. Il tempo si dilata, si perde la concezione di trama. Tutto ciò che esiste è un’immagine che evolve nell’arco di varie ore, proprio come se la si stesse guardando dal vivo mentre la si dipinge.

La sperimentazione cinematografica di Warhol è uno dei contributi fondamentali resi all’arte nella seconda metà del ventesimo secolo. (…) Egli punta l’attenzione sulle proprietà essenziali e intrinseche del mezzo” scrive Biesenbach, critico del New York Times. È un’esperienza nuova a tutti gli effetti, è una geniale sperimentazione artistica: è il cinema di Warhol.

Quello che circonda la sua persona è un mito a tutti gli effetti: da figlio di due immigrati slovacchi, nato a Pittsburgh, in Pennsylvania, a Vate della Pop Art nella grande mela. Egli ha costruito un impero partendo dal nulla, neanche dalle ceneri dello scorso.

Avevo tanti impegni, ma ho deciso di restare in casa a tingermi le sopracciglia

Il suo percorso ricorda un po’ quello di Gatsby in The Great Gatsby: entrambi partono da zero per ottenere infinito. Simili sono anche le feste che organizzano presso le loro ville/ luoghi di lavoro: famosi sono quelli di Warhol presso la Factory, dove “c’era un party continuo, i fine settimana non finivano mai e tutto era in trasformazione”.

Andy Warhol perfetto Narciso

Giacca underground, parrucca, jeans tipici dell’epoca, curatore estremo della sua immagine, come se fosse lui il modello delle sue opere (e in effetti lo è in molti casi): Warhol simboleggia il perfetto Narciso misterioso che non lascia sfuggire alcun segreto sulla propria persona. Laddove per segreto, ovviamente, si intende qualsiasi cosa lo riguardi in senso un po’ più intimo, e non solo in stretto ambito lavorativo. Nessuno ha mai conosciuto realmente chi fosse Andy Warhol, probabilmente neanche i suoi stessi amanti o i suoi stessi familiari, e nessuno mai avrà modo di capire quella figura così sublime come probabilmente era. Possediamo solo un’idealizzazione della sua persona alla base dei racconti di chi ha avuto l’onore di incontrare tale genio.

Se raccogliessero tutte le frasi che ho detto capirebbero che sono un idiota e la smetterebbero di farmi domande”, diceva. Eppure è infinita la varietà di insegnamenti che si possono trarre dal percorso straordinario di questo artista: il mistero che invade la sua anima non è altro che pura attrazione, perché diventa una sorta di stile di vita. E si darebbe di tutto anche solo per ammirare da lontano una forma della sua arte: perché non farlo, quando si ha la possibilità?

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