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Eroica Fenice

eye contact

Eye Contact Experiment: il linguaggio dell’anima

Dopo il successo di Milano, Monza, Lecco, Como, Bergamo, Sondrio, approda a Napoli, domenica 20 dicembre dalle ore 10 alle ore 14 l’ Eye Contact Experiment. Le organizzatrici dell’evento, Maria Rosaria Siviero, Eva Guarnaccia, Diana Duccillo e Simona Esposito hanno deciso di portare nella città partenopea l’evento, che sarà ospitato nell’area pedonale di via Luca Giordano nel quartiere Vomero, una zona ricca di vita e di gente. Una zona che, a ben vedere, in una città frenetica e cosmopolita quale è Napoli, diventa quasi l’emblema del mondo moderno: un mondo che corre veloce. Un mondo in cui i rapporti interpersonali diventano sempre più labili e difficili da coltivare perché non abbiamo tempo da dedicare agli altri. E così, a poco a poco, accade di perdere la capacità di entrare in connessione con gli altri e, cosa ancora peggiore, persino con sé stessi: ci si trincera dietro un velo di grigia indifferenza che diviene lentamente il nostro vestito abituale.

Eye Contact Experiment: un’esperienza che insegna a “vedere”.

Che gli occhi siano lo specchio dell’anima è detto e ridetto, diventando nel nostro secolo un’affermazione quasi scontata. Se solo riuscissimo davvero ad analizzare gli occhi della persona che abbiamo di fronte, capirne le emozioni, le sue paure, o magari le sue gioie. Eppure basta un semplice “specchiarsi d’occhi” (eye contact) per stabilire quella sorta di empatia, con la sola comunicazione delle nostre anime. Sentirci parti dello stesso organismo tralasciando per pochi minuti le cose effimere che ci circondano, un’introspezione dell’altro che valga anche come autoanalisi di noi stessi. Quattro occhi che si scrutano, che si mettono a nudo con un solo elemento: il silenzio.
Il segreto forse sta nel verbo, in una società costretta a “guardare” senza “vedere” realmente. Celiamo noi stessi dietro una maschera, timorosi di mettere a nudo le nostre debolezze, come se fosse tutto dettato da una sorta di regola di buona educazione: “Non cercare di sollevarmi la maschera, potresti indebolirmi”.
Ecco, forse è proprio questo il nodo centrale. Ci nascondiamo agli altri perché abbiamo paura di renderci vulnerabili, paura di mostrare la parte di noi che riteniamo peggiore, quella che ci spinge a commuoverci per qualsiasi cosa, a sorridere guardando un bimbo che gioca, a gioire per una nevicata improvvisa.
In altre parole, abbiamo paura di lasciar vedere agli altri le nostre emozioni più intime. Oggi più che mai l’essere umano è diventato un “animale asociale”, vivendo in un costante isolamento emozionale e trascorrendo la propria esistenza a costruire rapporti quasi fasulli, certamente non profondi, negando a chi gli sta intorno e a sé stessi la scoperta del proprio io più vero e profondo.

Eppure, è possibile uscire da questo isolamento esistenziale autoimposto ma che, spesso, non è percepito come reale. Come? Con l’Eye Contact Experiment, un esperimento sociale e umano nato in Australia e diffusosi in brevissimo tempo in tutto il mondo.

La bellezza che vedi in me è un riflesso della Tua.

Basta una piazza, la tua presenza e la voglia di metterti in gioco, senza regole, senza limiti. Senza filtri.
L’Eye Contact Experiment si basa su un principio estremamente semplice eppure estremamente complesso per certi versi: bisogna diventare lo specchio di chi ci siede di fronte, permettergli di entrarci dentro con lo sguardo e portare in superficie desideri, emozioni e sentimenti che si credevano perduti.

L’Eye Contact Experiment è semplicemente il trovare sé stessi negli occhi di un altro. Scoprire la propria essenza e mettere a nudo la propria anima affinché possa parlare di noi senza usare altro linguaggio che non sia quello del corpo.
Come spiegato nella pagina facebook dell’evento ” Eye Contact Experiment: Napoli “, partecipare è semplice: porta un materassino, un telo, un paio di cuscini, un paio di piccole sedie per accogliere chi vorrà incontrare i tuoi occhi; apri la tua mente e il tuo cuore e avrai la possibilità di ritrovare te stesso, semplicemente sedendoti di fronte allo sguardo di qualcuno e facendoti attraversare da esso in un’esperienza catartica e unica.
Noi ci saremo!

Marianna De Falco

Roberta Amato

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