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Eroica Fenice

Giornata mondiale del gioco: una piazza di colori

Giornata mondiale del gioco: una piazza di colori

Sia lodato ogni genitore di Napoli che la mattina del 28 maggio ha guardato i propri figli e ha detto «Sapete che facciamo oggi? Andiamo alla giornata mondiale del gioco». E così dalle dieci alle due l’intera piazza del Plebiscito si è riempita di bambini, ma anche adulti, che si divertivano nelle nove aree tematiche che erano state allestite. Il progetto si chiama “Una città per giocare” e questa è solo una delle tante iniziative in programma.

Al di là dei vari giochi in legno, come ad esempio un rudimentale hokey da tavolo o un complicatissimo percorso a ostacoli da far seguire ad una biglia, alla Giornata mondiale del gioco era presente, in ogni area, un addetto che illustrava le varie attività e si assicurava fossero svolte in tutta sicurezza. Nell’area dedicata a “Gioco e Arte” era possibile creare i propri braccialetti personalizzati, decorare disegni e partecipare al mega collage, il tutto con materiali di riciclaggio come pezzetti di cavi elettrici, ma anche legumi, pasta e cereali. Nell’area denominata “Gioco e Corpo” vi era la presenza di un percorso a ostacoli, oltre che di vari giocattoli, anch’essi in legno, come trampoli o skateboard, ed aveva il merito di essere l’unica zona della piazza dove i bambini potessero realmente mettersi in moto, e sfruttare non solo la mente, ma anche – appunto – il corpo, dedicandosi a giochi che i loro genitori credevano solo un lontano ricordo della loro infanzia. In aree come “Gioco e Scienza” e “Gioco e Sana Alimentazione” c’erano momenti di apprendimento: nella prima infatti era possibile osservare dal vivo una tarantola e un millepiedi gigante (quest’ultimo poteva anche essere toccato), mentre uno degli addetti allo stand spiegava il ciclo di vita dello scarabeo rinoceronte e rispondeva alle domande più svariate, mentre i più piccoli giocavano  con le bolle di sapone. Nella seconda area, invece, due uomini interrogavano a proposito della stagionalità degli ortaggi e poi offrivano pane e marmellata, o succhi di frutta.

Giornata mondiale del gioco, un modo per far vivere ai propri figli una giornata lontana dalla tecnologia

Erano inoltre presenti alcune associazioni no profit, come “L’isola che c’è”, intenta a vendere braccialetti per sostenere il proprio progetto di aiuto ai bambini diversamente abili. Le altre aree (oltre a quella denominata “Gioco e Musica”, dove i bambini erano alle prese con i più svariati strumenti musicali), erano principalmente adibite al disegno e alla creatività, popolate da persone con diverse età e modi di pensare.

E se sicuramente due pensieri solidali vanno alla bambina che, mentre colorava il suo delfino, si sentiva dire dalla mamma che bisognava assolutamente farlo blu o grigio, perché i delfini sono fatti così, e all’uomo che invece aveva a che fare con una cocciutissima bambina che per la sua farfalla non accettava suggerimenti, non si può che essere grati a tutti questi genitori, che anche solo per un giorno, anche se domani i loro figli saranno di nuovo in preda all’assuefazione da televisione e videogiochi, hanno cercato di fargli vivere una giornata diversa.

E – sorpresa sorpresa – i bambini erano felicissimi.