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Eroica Fenice

La luce vince l'ombra

La luce vince l’ombra, l’arte della legalità

La luce vince l’ombra è il titolo della mostra inaugurata lo scorso 21 giugno a Casal di Principe e che espone alcune delle opere più significative della Galleria degli Uffizi di Firenze. L’intento di La luce vince l’ombra è dare nuova linfa ad un territorio, quale quello di Casal di Principe, vessato e incancrenito dall’alto tasso di criminalità organizzata, dal basso tasso di occupazione e dall’apparentemente scarsa volontà dei cittadini di dire no a certi compromessi. Eppure, un nugolo di forze, uno zoccolo duro fatto di giovani e meno giovani con l’idea di bonificare una città che, tutto sommato, considerano come casa, ha deciso di urlarlo il proprio no. No alla camorra, no allo sfruttamento illegale, no al ricatto del “se stai zitto, ti faccio lavorare”. E così con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura l’Associazione R-rinascita ha potuto mettere in piedi una mostra che, più che uno spiraglio di luce, lancia un fascio abbagliante.

C’è una confessione da fare, innanzitutto.

Chi scrive vive in quella stessa realtà, declinata in chiave ancora minore.

Non posso negare che entrando nel cortile di Casa Don Peppe Diana, bene confiscato alla camorra, nel vedere l’affluenza di visitatori il mio sorriso si è allargato a dismisura. Non posso negare che un senso di soddisfazione e commozione mi ha pervaso. Non posso negare che l’unico pensiero, in quell’istante, è stato “stiamo vincendo noi”.

Sì, perché La luce vince l’ombra vuole lanciare proprio questo messaggio, un messaggio di vittoria, di rivincita sugli abusi troppo a lungo sopportati, sulle ingiustizie troppo a lungo taciute, sulla volontà di riabilitarsi ad una vita civile troppo a lungo dimenticata. Il ringraziamento più sentito non può che andare ai volontari che hanno investito in questo progetto forze e tempo, alle guide così capaci e tenaci, sempre cortesi e disponibili al dialogo e all’approfondimento; agli sponsor che hanno donato ogni singolo centimetro di cavi elettrici, di pittura, di pavimento, affinché il mondo capisca che un corpo sano si costruisce così, con la collaborazione senza scopo di lucro.

Colpisce, come una fitta al cuore, l’installazione sotterranea che raffigura l’Adorazione dei pastori di Gherardo delle Notti andata completamente distrutta durante l’attentato del 1993 alla Galleria degli Uffizi di Firenze e riportata in vita grazie ad una proiezione video che riesce a rendere l’immagine integrale del dipinto originale. Fate presto ancora grida Andy Warhol con le tre stampe sul terremoto del 1980. La sensazione è che finalmente quell’idea di urgenza sia stata compresa e accolta, tanto da rimboccarsi le maniche per ricostruire partendo dalle macerie.

Sono sicura che se oggi Don Peppe Diana fosse vivo, camminerebbe per le strade della città con la testa ancora più alta, con negli occhi l’orgoglio di un padre che vede i propri figli mettere a frutto quanto egli stesso, con fatica e in altri tempi, ha seminato, con nel cuore la commozione che solo chi nella terra dei fuochi ci è nato può provare di fronte a questo immenso tentativo di spegnere, una volta per tutte, l’incendio della camorra.

E allora sì, che la luce vinca sull’ombra e che l’ombra non torni mai più a farci paura.

La luce vince l’ombra è visitabile fino al 21 ottobre 2015, per maggiori informazioni visitare il sito web dell’Associazione R-rinascita.

 – La luce vince l’ombra, l’arte della legalità –