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Eroica Fenice

antico teatro neapolis

La rinascita dell’Antico Teatro Neapolis

1995: il Centro Storico di Napoli fu dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per le sue importanti ricchezze artistiche ed architettoniche e fu inserito nella lista dei beni da tutelare.

Sono già passati 20 anni e ne siamo tutti molto orgogliosi, ma la realtà è che in tanto tempo non siamo riusciti a sfruttare turisticamente, economicamente e culturalmente questa grande opportunità, al contrario di quanto è stato fatto altrove. Abbiamo preferito tappezzare l’area di pizzetterie, negozi di souvenir, friggitorie e catene di “chips olandesi” che negli ultimi tempi hanno invaso quasi ogni angolo della bella città partenopea.

Peccato, a quanto pare non siamo un popolo d’imprenditori perché avremmo potuto fare molto di più per un patrimonio dell’umanità di tanto valore! E pensare che il Centro Storico di Napoli comprende ben 27 secoli di storia ed è il più grande d’Europa, con una superficie di 1700 ettari, puntellata di monumenti straordinari, molti dei quali sono nascosti anche ai napoletani.

È il caso dell’Antico Teatro Neapolis – detto anche Teatro Romano dell’Anticaglia – custodito all’interno di un cortile appartenente ad un edificio residenziale che sorge nel cuore della metropoli, presso il decumano superiore. Il sito archeologico è ubicato precisamente nella zona compresa tra via Anticaglia, via San Paolo e vico Giganti: invisibile dalla strada e difficilmente accessibile all’interno dei condomini.

Il Teatro – che risale al I secolo a.C. – rappresentava un polo importante dell’attività civica, assieme all’Odeon che sorgeva proprio accanto ad esso. Dopo la caduta dell’Impero Romano però, ogni manifestazione teatrale e musicale fu interrotta e l’edificio cadde nell’oblio fino ad oggi. Neanche la sua nuova apertura – avvenuta nel 2009 – e la stipulazione di una convenzione a garanzia della continuità di accesso al monumento, hanno restituito fama al luogo, sebbene siano tuttora previste visite guidate organizzate dal Comune di Napoli e dalla Soprintendenza Archeologica Speciale di Napoli e Pompei.

La triste storia di uno dei più importanti ed al contempo sconosciuti siti archeologici potrebbe comunque ricevere un meritato lieto fine: lo scorso 23 luglio, infatti, è stato avviato il nuovo progetto, a cura dell’architetto Alice Palmieri e dell’ingegnere Marta Cosenza, volto a ripristinare l’originaria funzione ricreativa  e la grandezza dell’Antico Teatro Neapolis, rendendo nuovamente possibile la rappresentazione di spettacoli teatrali e musicali e manifestazioni formative, restituendo un frammento di storia importantissimo alla comunità ed inserendolo in un piano complessivo non solo urbanistico, ma di crescita culturale della città.

Le progettiste hanno immaginato un sistema di strutture temporanee in legno che vanno a ridefinire le sedute ed i palchetti, al fine di aumentare il numero di spettatori da poter accogliere per rievocare la memoria dell’aspetto originale del teatro, il quale, poeticamente, identifica una radicata tradizione artistica della città partenopea: dal teatro greco Napoli ha infatti ereditato e custodito l’arte della rappresentazione scenica, appropriandosene proprio come hanno fatto “Totonno ‘o pazzo” (appellativo attribuito ad Antonio Petito), Pasquale Altavilla, Achille Torelli, Eduardo Scarpetta, i fratelli De Filippo, Raffaele Viviani, Nino Taranto, Totò, i fratelli Giuffrè e tanti altri grandi maestri.

– La rinascita dell’Antico Teatro Neapolis –