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Eroica Fenice

Mario Monicelli e Rap-100 anni di cinema

L’ultimo ricordo che Mario Monicelli concesse al suo appassionato  pubblico è stata la notizia del suo suicidio, nel novembre del 2010. Stremato dalle sofferenze e dalla sfibrante malattia, si suicida gettandosi dal balcone della sua stanza d’ospedale a Roma, nel quale era ricoverato. Il suicidio che pose fine anche alla vita del padre e che lo accompagnò sempre. In occasione del centenario della nascita, dal 3 luglio al primo agosto è in mostra al PAN Palazzo delle arti di Napoli l’evento Mario Monicelli e Rap-100 anni di cinema, tra fotografia, arte e cinema, organizzata dall’associazione Hde e curata da Francesca di Transo, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune.

Si celebreranno i suoi sessant’anni di carriera, si renderà onore ai suoi capolavori cinematografici, si loderà ancora una volta la sua lucida capacità di analizzare con piglio e verosimiglianza la società italiana del Novecento, in un lavorio che -si può dire- non ebbe mai conclusione.  Si pensi, ad esempio, ad una delle sue ultime opere “Le rose del deserto” del 2006, nella quale c’è l’occhio stanco e anti-patriottico di alcuni soldati italiani in Libia, durante la Campagna del Nord Africa della seconda guerra mondiale. Così il disincanto, la pseudo-comicità, l’amarezza del suo essere regista, insieme alla psicologia realista insita in ogni contesto che andava a dirigere, saranno protagoniste della mostra attraverso una serie di scatti compiuti dal regista stesso sui set più importanti delle sue pellicole, soprattutto tra gli anni ’60-’70, rivisitati da Chiara Rapaccini (in arte Rap), la sua ultima compagna di vita. Illustratrice e scrittrice, tuttora autrice e compositrice del blog “Amori sfigati” su L’Espresso, conobbe Monicelli a soli 19 anni, separati da una distanza anagrafica di quaranta. E questo evento darà anche la possibilità all’artista di raccontare il loro amore, solitario e anarchico, anticonformista di fronte al Bel Paese che andava trasformandosi.

Scegliere Napoli come luogo inaugurale non è casuale. Egli ha amato questa città e in alcuni dei suoi film l’ha resa protagonista, non dimenticando quanto la sua bellezza contraddittoria potesse fornire linfa alla vecchia commedia italiana, lui che ne era uno dei capostipiti. Così le foto in mostra, arricchite da riflessioni e dallo stile della Rapaccini, saranno la documentazione del lavoro di Monicelli, affiancato dalla presenza di Vittorio Gassman, Totò, Virna Lisi, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Anna Magnani, Giancarlo Giannini, Monica Vitti, Marcello Mastroianni e altri. Ad uno sguardo personale, quindi, ma più da vicino, da una prospettiva interna, saremo noi, spettatori e testimoni contemporanei dei suoi capolavori, simboli di una personalità instancabile del grande cinema italiano, quello passato.

Inoltre, alcuni tra questi film verranno proiettati al cinema Metropolitan dal 3 al 10 luglio grazie ad una rassegna cinematografica gratuita.

Qui il programma:

Venerdì 3 ore 21.30 – La grande guerra (Italia,135′, 1959)
Sabato 4 ore 20.30 – Speriamo che sia femmina (Italia, 120′, 1986)
Domenica 5 ore 20.30 – Vicino al Colosseo… c’è Monti (Italia, 22′, 2008);

Lunedì 6 ore 20.30 – I soliti ignoti (Italia, 102′, 1958)
Martedì 7 ore 20.30 – Risate di gioia (Italia, 106′, 1960)
Mercoledì 8 ore 20.30 – I compagni (Italia, 128′, 1963)
Giovedì 9 ore 20.30 – L’armata Brancaleone (Italia, 120′, 1966)

– Mario Monicelli e Rap – 100 anni di cinema –

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