Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Mostra contro il nucleare a Castel Sant’Elmo

Senzatomica: mostra contro il nucleare a Castel Sant’Elmo

Avevamo già parlato nelle pagine virtuali di Eroica Fenice della mostra multimediale Senzatomica, promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che fino al 17 aprile sarà possibile visitare a Castel Sant’Elmo. L’iniziativa è parte integrante del percorso di sensibilizzazione sul tema del disarmo nucleare e della pace, intrapreso dall’Istituto.

Ieri mattina c’è stata la presentazione alla stampa che ha avuto la possibilità di fare un giro in anteprima. Ad ognuno dei presenti è stata regalata una piccola gru di carta, ed è stata raccontata la storia di Sadako Sasaki. Il 6 agosto 1945, appena bambina, sopravvive miracolosamente al bombardamento di Hiroshima e scopre, dieci anni dopo, di avere la leucemia contratta in seguito alle radiazioni a cui era stata esposta. Sadako voleva diventare una ginnasta ma il suo corpo si indeboliva giorno per giorno. Una leggenda giapponese racconta che chiunque riuscisse a confezionare mille origami avrebbe visto realizzati i propri sogni: la bambina iniziò a creare piccole gru con qualsiasi pezzo di carta le venisse sotto mano. Un anno dopo la sua malattia si è aggravata, ha lasciato la terra accompagnata dalle sue gru. Sadako è diventata un simbolo di speranza. Guardando la gru colorata non si può fare a meno di provare empatia per quella bambina, una vita spezzata dalla follia insensata dell’uomo di cui l’atomica è l’esempio più brutale.

Dalla fine del conflitto mondiale, la corsa al nucleare è stato l’imperativo che ha dominato tra le parole d’ordine di troppe nazioni.

Il meccanismo del timore per un attacco nucleare ha generato un effetto domino di paura e diffidenza in cui la politica della deterrenza ha trovato terreno fertile. Una volontaria dell’Istituto guida i presenti attraverso un percorso di suoni, immagini e video della mostra, permettendo di assaporare meglio le sensazioni che ogni ambiente vuole rappresentare. Non si può non rimanere turbati leggendo un pannello all’entrata, che afferma senza mezzi termini dell’esistenza di un orologio che ogni anno viene aggiornato. Dai tempi della guerra fredda ci ricorda quanto siamo distanti dal disastro nucleare, quell’orologio oggi segna meno tre minuti alla mezzanotte, dove la mezzanotte simboleggia la fine del pianeta.

La mostra è strutturata in quattro sezioni che corrispondono ad altrettanti momenti di consapevolezza sulle soluzioni che si sono intraprese o si si posso mettere in atto per non ripetere l’orrore di Hiroshima e Nagasaki, e per trasmettere la consapevolezza che un mondo libero dal nucleare significa un mondo libero dalla paura. Si parte dall’esigenza di rovesciare il concetto di sicurezza arrivando alla necessità di rivolgere l’attenzione sui bisogni primari di tutti gli individui del pianeta, proseguendo con un excursus sulle armi nucleari, le testimonianze video dei sopravvissuti, i dati sulla potenza delle esplosioni e la necessità di spezzare il regime di paura imposto dalla costante minaccia delle sedicimila testate ancora sparse per il mondo. La conferenza stampa è stata introdotta dal violoncello di Marina Giugliano e dalle parole del Presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda, recitate da Rosaria De Cicco. Sono intervenuti il presidente dell’istituto buddista italiano Tamotsu Nakajima, la vicedirettore di Castel Sant’ Elmo Fernanda Capobianco, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, Don Gaetano Castello, delegato della Curia, e l’Imam Massimo Abdallah Cozzolino.

La mostra è aperta tutti i giorni tranne il martedì e sarà sostenuta da altre iniziative collaterali, tutte le info le trovate sul sito. L’ingresso è gratuito; il consiglio è di andarci!