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Eroica Fenice

suggestioni all'imbrunire Antonella Cilento

Suggestioni all’imbrunire: Quartetto acustico

Il sole cullato dalle rossastre nubi e dalle armoniose note seducenti di un sassofono va a dormire dietro l’orizzonte e si destano nell’anima e nel cuore chimere inimmaginate eppure latenti: ecco le Suggestioni all’imbrunire.

Suggestioni all’imbrunire è un progetto nato per il Centro di Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus di cui fanno parte spettacoli, allestiti nel teatro del Parco Archeologico di Posillipo, comunemente chiamato Pausilypon, nei quali vi è forte una grande commistione di musica e teatro. Nella serata tenutasi il 6 giugno, inserita in una rassegna di tredici serate che vanno dal 10 maggio al 21 giugno 2015, predominante è il tema musicale con lo spettacolo Quartetto acustico di Giulio Martino al sassofono, Leonardo de Lorenzo alle percussioni, Rocco Zaccagnino alla fisarmonica e all’accordina e Alexander Cerdà al basso tuba, che fanno rispettivamente le veci, questi ultimi strumenti, di pianoforte e contrabbasso e tutti insieme sprigionano tutta la loro potenza in un’acustica jazz. Giulio Martino coi suoi strumenti ed il suo modo di concepire la musica jazz ripropone brani di grandi jazzisti tra cui Thelonious Sphere Monk (1917-1982), Charles Mingus (1922-1979) e Ornette Coleman (1930) le cui note si perdono nell’aria imbrunita.

E le note “leggere” del jazz vanno. Vanno animando l’aria, il mare, il silenzio. Vanno avvolgendo le rovine della villa di epoca romana. Quasi ridanno nuova la vita, quasi richiamano il festevole clima che si viveva tipicamente nelle ville d’ozio come quella imperiale che si trova al Pausilypon. Prima lento il sassofono nasce dal silenzio delle onde mai immobili del mare a cui danno eco i gabbiani, poi la tuba sfuma il suo silenzio accompagnando lo strumento suo fratello, si aggiungono il liscio e vibrante battito dei piatti delle percussioni e, in ultimo, il suono complice della fisarmonica. E vanno gli echi della musica levandosi dal teatro e vanno perdendosi all’aria facendosi strada tra le rovine del Parco Archeologico. Così canta l’appassionato e struggente sassofono in un ritmo che trova il suo spazio all’interno di un’armonia di note della fisarmonica e dallo scandire del tempo delle percussioni e delle note gravi della tuba trova armonia in una serie di scale infinite, di lente ascendenti e rapide discendenti e complesse di armoniose suggestioni.

La musica del Quartetto acustico è la musica jazz. Non va dimenticato che il jazz è una forma musicale che, nonostante la sua matrice malinconicamente popolare, viene canonizzata come ‘genere’ nel corso del Novecento. Per questo motivo l’avvicinamento di una musica tanto recente ad un contesto paesaggistico, per così dire, classico come il Parco archeologico di Posillipo pare richiamare suoni e musiche di un’epoca, quella romana della fine del I secolo avanti Cristo, che ormai non è dato in alcun modo più di conoscere.

Ed è proprio tale accostamento tra il luogo antico e la musica moderna a creare un ponte tra le due epoche, a rompere la barriera del tempo e a far sì che ci si possa lasciar suggestionare da un cielo imbrunito veduto nuovamente a distanza di due millenni.

– Suggestioni all’imbrunire –