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Eroica Fenice

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Van Gogh Immersive a Napoli, che Experience!

Dal 18 novembre al 25 febbraio, la Basilica di San Giovanni Maggiore a Napoli, ospiterà “Van Gogh Immersive Experience“, una mostra multimediale e interrativa, con lo scopo di far letteralmente immergere il visitatore nelle opere dell’artista olandese attraverso il 3D mapping.

Van Gogh Immersive Experience, immergersi nell’arte

Lo scetticismo.
Nota corrente di pensiero filosofico-esistenzialista, occupa da tempo l’animo umano, diciamo dai tempi in cui ci si chiedeva se poi, alla fine, si sarebbe rivelata utile questa scoperta del fuoco.
Scivoloso, liquido, esso è capace di scorrere e insidiarsi in qualsiasi mente, dalla più semplice a quella più articolata.
Perché tutta questa trafila? Perché uno potrebbe pure chiederselo, mentre è in fila per vedere dei quadri proiettati su un telo, cosa sta facendo.

Ad essi, si può rispondere solo in un modo: non è convenzionale ciò che vi accingete a vedere. Non applica e non sottostà a nessuna regola tipica delle mostre, né per scelte stilistiche né espositive.
È colore, semplice e puro colore.
Macchia il corpo, lo attraversa e lo coinvolge all’interno dell’opere e del momento,  pura catarsi artistica in cui, per pochi istanti, lo spettatore non visita le opere, nè le vive, ma le forma, le rappresenta e crea. È, esso stesso, l’opera.

Una risposta contemporanea, etica ed estetica, a chi, incautamente, chiede al visitatore di possedere il famoso “background“, di portarsi da casa la propria cultura come fosse una merenda, per poter interagire con le opere e con l’autore, altrimenti di difficile digestione.
Ciò di cui si necessità qui è solo il tempo.
Quel tempo che ci si ripromette sempre di trascorrere a fare solo quel che si ama, che sia esso finire finalmente quel famoso libro o vedere quel film o visitare quella mostra. Ecco, si armi il visitatore di tutto quello di cui dispone, per stendersi a guardare la Notte Stellata prendere lentamente forma, come si consumasse dinanzi ad esso, accompagnata da una sottile e intensa colonna sonora. O stagliarsi sopra il Campo di grano con corvi, assaporando la stesura pittorica del maestro olandese e la sua arte proprio come se si fosse la sua tela.

Tirando le somme, l’Immersive Experience non può, e non vuole, in alcun modo tentare di sostituire la magia allocata nei musei, il solo rumore delle suole che scricchiolano nel suggestivo silenzio delle sale, il piacere di poter osservare, quasi toccare, le croste di opere che son qui da molto tempo prima di noi e che ci resteranno per tantissimo altro tempo dopo ancora.
Ma è una valida innovazione, una novità, un viaggio, di quelli che ti restano impressi nella mente per quanto fossero leggeri e spenseriati.