“End and beginning: meeting Wislawa Szymborska”, il docu-film sulla poetessa Premio Nobel

Wislawa Szymborska

«Qui giace come virgola antiquata

l’autrice di qualche poesia»

Inizia così il film “End and beginning: meeting Wislawa Szymborska” diretto dal regista olandese John Albert Jansen (in polacco, con sottotitoli in italiano) e proiettato ieri sera a Villa Pignatelli nell’ambito del Napoli Teatro Festival. La location suggestiva, con luci soffuse tra il verde del giardino, ha fatto da cornice a questo documentario che nel 2011 ha inaugurato il prestigioso Poetry International Film Festival di Rotterdam e che ha avuto il merito di contribuire alla scoperta di una delle poetesse più celebrate dei nostri tempi, insignita nel 1996 del Premio Nobel per la Letteratura.

Wislawa Szymborska e le sue due grandi passioni: la poesia e la politica

Nel film di Jansen la Szymborska legge alcune delle sue poesie, incentrate principalmente sui temi che hanno tristemente caratterizzato la storia del Novecento, come la guerra e l’Olocausto«Ci sono poesie che si vorrebbe non fossero attuali», sostiene la poetessa, riferendosi ai versi che parlano di odio, di violenza e di lotte politiche, ma risulta inevitabile che anche i suoi testi apparentemente apolitici nascano da un confronto con l’attualità e con la storia. Membro del Partito Operaio Polacco, Wislawa ha partecipato alla vita politica e culturale del suo paese con grande passione e dedizione, entrando in conflitto con il governo per la sua opposizione al legame polacco-sovietico. È stata direttrice della sezione poesia di un prestigioso settimanale letterario di Cracovia, lo “Zycie Literackie”, e fondatrice dell’Associazione degli scrittori polacchi.

Nonostante il legame imprescindibile con gli eventi del suo tempo, la Szymborska non rinuncia al suo sguardo ironico e curioso sul mondo, conservando un animo sensibile e sognatore:

«Un amore felice. È normale?

È serio? È utile?

Che se ne fa il mondo di due esseri

che non vedono il mondo? […]

Chi non conosce l’amore felice

dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.

Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire».

Nel filmato, la poetessa appare come una donna molto riservata («Non mi piace parlare di me»), dotata di una profonda intelligenza e di un grande senso dell’umorismo. Non rinunciava mai al piacere della sigaretta, neanche durante la cena ufficiale per la consegna del Nobel a Stoccolma, nella Sala dei concerti, dove le fu concesso in via eccezionale di far volteggiare alcuni anelli di fumo in compagnia del re.

End and beginning, fine e inizio, è dunque il ritratto intimo e umano che ripercorre frammenti esistenziali di una donna che, con forza e sensibilità, ha dipinto il contesto storico e sociale del suo tempo, tenendo sempre fede ai suoi principi e ai suoi ideali:

«Non c’è nulla di più animale

della coscienza pulita

sul terzo pianeta del Sole»   

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Autore dell'articolo

Giulia Verruti

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