Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La categoria Food contiene 17 articoli

Food

Divin Castagne: non solo vino e castagne

Inizierà a breve la quattro giorni dedicata al vino e alla castagna, il Divin Castagne, un evento che è diventato ormai parte delle tradizioni della città di Sant’Antonio Abate che lo ospita. Il 20 ottobre darà il via alla settima edizione, in occasione della quale, tante sono le novità previste. Sabato 14 ottobre è stato organizzato un programma educational per la stampa, in modo da presentare meglio le innovazioni di questa edizione. L’accoglienza si è svolta a suon di cornetti presso la sede RAS – Restoring Ancient Stabiae – a Castellammare di Stabia. La sede, che accoglierà gli chef e gli ospiti in occasione della manifestazione, è stata designata per l’ideale che insegue. La Fondazione RAS si occupa della cura e promozione dell’area archeologica ed ha inaugurato il Vesuvian Istitute, un Campus internazionale che si propone di accogliere non solo gli studiosi interessati all’area vesuviana, ma anche convegni, come nel caso di questo evento. La quattro giorni in questa edizione fa dell’alimentazione di qualità uno dei punti cardini. Sarà organizzato un percorso per far scoprire il gusto delle scelte alimentari sane e per valorizzare quanto il territorio ha da offrire. Le tappe del percorso educativo saranno a cura dei volontari della Condotta Slow Food Monti Lattari in collaborazione con il team del Gruppo Educazione Slow Food Campania e Basilicata. I rappresentanti dello Slow Food hanno dato prova ai presenti della propria bravura in cucina e parlato dei programmi per la manifestazione. Ci sarà anche la presentazione del libro “C’era una volta il Focolare” di Anna D’Amora, per scoprire in un linguaggio dialettale misto all’italiano, ricette e storie di personaggi illustri. La tappa successiva è stata pensata per mostrare le origini de erbe presenti in un piatto gourmet. Solitamente gli chef danno un tocca originale e personale con l’aggiunta di piccole chicche ricercate, ad esempio di erbe poco conosciute ma da un sapore e un odore che fanno la differenza nella cucina di un piatto stellato. In occasione del tour, è stata visitata l’azienda agricola Montoro, proprio specializzata nella coltivazione delle erbe spontanee e che si sta espandendo anche sul mercato del pomodoro. Vasi campi variopinti da fiori profumati e commestibili, pronti per impreziosire i piatti di tanti chef. Per questa edizione di Divin Castagne, è aumentato il numero degli chef che ne prenderanno parte per un totale di 44, da quelli più riconosciuti a quelli locali. Tra i nomi risaltano soprattutto il toscano Luca Natalini, la modenese Majda Nabaoui e la campana Fabiana Scarica, che cucineranno un piatto basato sulla castagna. Legati al mondo della cucina non solo ci saranno show cooking, ma anche wine tasting organizzati presso la Corte del gusto e del vino, laboratori per i bambini ed altre attività innovative organizzate da esperti nel settore. Ma la cucina non è solo fatta di odori e sapori, ma anche di colori, ed in questo si giustappone a un quadro. La cucina è una forma artistica e quindi perché non coinvolgere l’arte durante la manifestazione Divin Castagne? Questa la linea di […]

... continua la lettura
Food

Incontro culinario a La Stanza del Gusto, tra tradizione ed innovazione

Organizzata dalla Gargiulo srl, azienda leader nel settore Aspirazioni, mercoledì 11 ottobre ha avuto luogo un’esclusiva cena-evento presso il magnifico ristorante La Stanza del Gusto di Mario Avallone, a via Costantinopoli nel cuore della movida napoletana. Un incontro tra due tradizioni culinarie solidissime e in un certo modo simili, quella partenopea e quella pugliese, che ha visto nello speciale menù creato appositamente per la serata l’unione di due “sapori”, quelli degli chef Avallone e Gianvito Matarrese, vincitore del programma 4 Ristoranti di Alessandro Borghese con il suo ristorante Evo ad Alberobello. Più che un incontro, un “abbraccio”: e i commensali lo intuiscono già dal nome della prima portata, Abbracciami meglio, una mozzarella di bufala con alice e pomodorini secchi. Accanto alla tradizione presente in ogni piatto, grazie all’ingrediente principale che affonda le sue radici nel Sud Italia e nel Mediterraneo, gli chef hanno sperimentato il “gusto” dell’innovazione. Sorprendente al palato la maionese al caffè e pomodori che ha accompagnato le tipiche bombette alberobellesi. Il cuore della cucina pugliese è stata raccontata anche attraverso la cialledda, una ricetta antichissima con base di pane, rivisitata con una stracciatella e la sgagliozza, seguita nel piatto da un assaggio di friarielli, un must della cucina napoletana, e dal secondo equilibrato di zucchina tonda leggermente cotta – che lo chef Avallone ci assicura provenire dalle terre di Taormina –  servita con un carpaccio di ricciola. A La Stanza del Gusto piatti del territorio rivisitati dai due chef Semplicità quindi, profonda appartenenza al territorio, con un tocco di novità che ha dato ad ogni piatto il giusto equilibrio tra tradizione e rivisitazione, e i primi piatti ne sono stati testimonianza: i Fagioli carbonari (un tuorlo d’uovo cotto con una base di crema di fagioli e pomodorini) e le Orecchiette XXL dello che Matarrese, con un pesto di pistacchio delicato e una grattata di cacio-ricotta che ne ha rafforzato il sapore. A concludere la cena a quattro mani, un dessert al bicchiere con una delicata mousse alla menta e crumble al caffè per dare croccantezza, e un assaggio gustosissimo di gelato al cioccolato fondente. Una serata vissuta nella splendida cornice del ristorante La stanza del Gusto, dove nell’essenza del locale si respira ogni giorno il connubio tra passato e presente, tra arte culinaria e radicata esperienza nel mondo della cucina gourmet. Ogni portata è stata pazientemente introdotta dallo chef Avallone e dalla spontaneità e simpatia dello chef Matarrese. Inoltre ad accompagnare i piatti passo passo, la qualità dei vini biologici  dell’azienda marchigiana CIÙ CIÙ e i prodotti del Panificio D’Auria.

... continua la lettura
Food

Afragola: Bere&bè, un’oasi dove bere e mangiare bene

Ha aperto i battenti il 2 ottobre Bere&bè, un prezioso locale incastonato nella città di Afragola, in provincia di Napoli. Durante una serata organizzata per la stampa, i giovani proprietari under 30 – Augusto Santoro e Ferdinando Salzano – hanno fatto sfoggio dei propri vini e di prelibatezze varie, spiegando in maniera certosina la provenienza dei vari prodotti, che ne garantiscono l’ottima qualità. Come una piccola oasi, il locale sorge per offrire un punto di ritrovo, un posto sicuro dove andare per dimenticarsi dei propri affanni. Piccolo e dotato di un grazioso patio all’esterno, consente sia di sedersi nel clima caldo interno tra i tavoli di legno, sia all’esterno rinfrescati dalla brezza serale. Il design è semplice ma capace di rendere il posto confortevole. La luce filtra attraverso i vetri delle bottiglie e il rosso e il bianco dei vini; si crea un clima confortante e accogliente, romantico se accompagnati dalla propria altra metà della mela, ilare e gioioso se in compagnia di amici. Un vero e proprio rifugio, che si presta bene a tutte le situazioni, e dove chi entra deve lasciare i pensieri fuori l’ingresso. Per bere bene: vini e cibi di ottima qualità L’eccezionalità di Bere&bè sta nella possibilità di bere vini di qualità, di farsi guidare dai proprietari nella scelta dei vini, nella loro degustazione e negli abbinamenti più adeguati con il cibo. Un posto per bere bene o per imparare a farlo, attingendo da più di un migliaio di bottiglie, con oltre 230 etichette! Si può trovare il proprio vino preferito oppure scoprire i propri gusti enogastronomici a suon di degustazioni, infatti la varietà è ampia. Il locale ne mette a disposizione diverse qualità e provenienze, attraversando l’Italia – dal Trentino Adige alla Sicilia, per le colline di Franciacorta fino in Toscana e in Campania – per poi spingersi oltre i confini nazionali e conquistare i vigneti francesi – da Reims a Epernay – con le Maison du Champagne. Ma la qualità coinvolge anche la gastronomia, per meglio esaltare il sapore intenso del vino, il locale offre una vasta gamma di stuzzicheria, facendone sempre della qualità il segno distintivo. L’offerta spazia dai salumi e formaggi nostrani alla “zingara”, un sandwich ottenuto con due fette di pane casareccio tostate e farcite, e di cui qui è presente sia la classica versione ischitana che una rivisitazione dei proprietari in chiave gourmet. Ma non finisce qui. Perché ce ne è per tutti i gusti. Si vuol far sentire a proprio agio tutti i clienti che solcano l’ingresso. Quindi per gli amanti dei sapori forti è messo a disposizione un angolo “distilleria”, per assaporare ottimi Whisky, Rum, Grappe, Gin e Vodka. Mentre per i più giovani in cerca di un leggere aperitivo pomeridiano, la scelta è tra diverse varietà di birre artigianali e i classici Spritz. Menù degustazione per la stampa In occasione della presentazione del locale alla stampa, i due giovani proprietari hanno fatto fare ai presenti un tour tra le prelibatezze alimentari e enogastronomiche offerte dal locale. Della […]

... continua la lettura
Food

SfogliateLab, presentate le nuove sfogliatelle autunnali

Con un richiamo irresistibile per golosi e non, SfogliateLab di Vincenzo Ferrieri, sito nella centralissima piazza Garibaldi, offre con maestosità le proprie leccornie agli occhi e al palato. Il locale luminoso e accuratamente pensato per sbalordire i sensi di chiunque, dai viaggiatori ai napoletani stessi, si è arricchito con nuove proposte squisitamente autunnali. Nell’ampio ventaglio di gusti accattivanti che si propongono agli occhi dei visitatori, le due nuove sfogliatelle, presentate il 4 3ottobre alla stampa, risulteranno davvero imperdibili: una di queste ha un cuore di castagne, avvolgente e autunnale, che stuzzica papille e curiosità ad ogni morso; l’altra, dal sapore rustico e universalmente amato, ha un ripieno sorprendente di risotto ai funghi. SfogliateLab, sfogliatelle e non solo! L’inventore dei nuovi gustosi accordi è, infatti, Vincenzo Ferrieri, che ha da tempo reso obbligatoria la propria presenza nella lista dei migliori pasticceri di Napoli, catturando a pochi passi dalla stazione l’attenzione di turisti e partenopei. “Tutelando i dolci napoletani – spiega Vincenzo – , tuteliamo i diritti e la storia delle potenzialità gastronomiche e, più in generale, artigianali del popolo napoletano”. Ciò non è un freno per la sua fantasia, che tra tradizione e innovazione ha dato vita alla Sfogliacampanella, ovvero la sfogliatella con il cuore di babà immerso in un goloso ripieno di ricotta (declinato in 13 gusti: classico, caffè, croccantino, panettone, pistacchio, arancia, cioccolato bianco, bacio, limone, pesca, frutti di bosco, cocco e fragola) e che da più di un anno è entrata a far parte a pieno titolo del panorama dei dolci più amati della città. Insieme alle sue nuove creazioni che solleticano palato, cuore e ricordi, ha offerto nella frizzante e generosa serata di presentazione anche numerose delizie dolci e salate, tra cui sfogliatelle rustiche ripiene con salsiccia di Norcia e funghi, con cioccolato al latte in pezzi e cioccolato bianco, ricotta, gelato e ogni possibile prelibatezza che si possa trovare in quest’angolo di dolcezze. Nella cornice ideale a questo tripudio di sapori c’è la disponibilità del personale, la cui cordialità e i cui sorrisi renderanno una felice esperienza ogni visita da SfogliateLab, perché è garantito il ritorno in un luogo dove la tradizione è un tesoro e la gentilezza un valore, il gusto una garanzia e le materie prime una priorità.

... continua la lettura
Food

Bell e Kavr apre a via Duomo, nel cuore di Napoli

La nota rosticceria e friggitoria napoletana Bell e Kavr, perla della tradizione street food partenopea, fa il bis, e non soltanto per la bontà dei suoi prodotti. Il 2 ottobre alle ore 12 si è tenuta l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Bell e Kavr nel cuore di Napoli, in via Duomo 248, punto strategico ad angolo con via San Biagio dei Librai. La prima sede, in via Portamedina, nella Pignasecca, si è già distinta per lo straordinario connubio di qualità, tradizione ed innovazione, vero e proprio santuario dello street food e tappa obbligata per i tantissimi frequentatori abituali di Montesanto. Bell e Kavr tra tradizione ed innovazione Il nuovo punto vendita, situato ad angolo tra San Biagio dei Librai e via Duomo, presenta due invitanti vetrine: quella che affaccia su via Duomo offre gli straordinari prodotti di rosticceria e frittura a cui siamo già abituati. Troviamo infatti la classica pizza a portafoglio, arancini, crocchè di patate e frittatine di pasta dalla doratura perfetta, sia nella versione classica, sia con pasta e patate o besciamella, carne trita e piselli, sia in altre varianti rivisitate con tocco gourmet – come le fantasiose miniporzioni di frittatine di pasta decorate con pomodorini e scaglie di parmigiano, o con zucchine alla scapece -, riscoperta dei sapori tradizionali della cucina napoletana in un’intrigante versione street food che mescola tradizione ed innovazione in ricette gradevoli alla vista, oltre che al palato e all’olfatto, continuamente sollecitati dal profumo di prodotti che, per l’appunto, si presentano come il nome del locale promette: Bell e kavr. La vetrina che affaccia invece su San Biagio dei Librai presenta una novità, l’Officina della Tradizione, un angolo in cui verranno preparate le colazioni con prodotti freschi, salumi e formaggi tipici affettati al momento, tutto di altissima qualità, come l’Auricchio nero e il prosciutto crudo di Norcia, ma anche mozzarella di bufala e legumi di vario tipo. Ad attendere i clienti, oltre alla consueta qualità, un ambiente giovane e accogliente e personale cortese e sorridente, che renderà il pasto un’esperienza piacevole sotto ogni punto di vista. Non resta che augurare in bocca al lupo alla grande famiglia di Bell e Kavr per questa nuova avventura e far presto visita al nuovo punto vendita.

... continua la lettura
Food

Pizzerie d’Italia 2018: la guida del Gambero Rosso

Si è tenuta ieri a Palazzo Caracciolo la presentazione della guida Pizzerie d’Italia 2018 del Gambero Rosso, la raccolta completa e dettagliata di tutte le migliori pizzerie italiane giunta alla sua quinta edizione. All’evento hanno preso parte rinomati pizzaioli provenienti da tutte le regioni, i quali sono stati premiati per il talento, la fantasia e l’impegno utilizzati per la promozione del nome e della tradizione della pizza. Grazie al loro contributo il mestiere del pizzaiolo, un tempo considerato di serie B, ha guadagnato un prestigio tale che oggi molti giovani scelgono di dedicarsi con passione a questa professione. Molti sono stati infatti i pizzaioli under 30 ad essere premiati da Gambero Rosso con i Tre Spicchi. Pizzerie d’Italia, premi e riconoscimenti Il primo premio speciale è stato conferito alla pizzeria Gusto Madre di Alba (CN) per la Migliore carta dei vini e delle birre, mentre il premio I Maestri dell’impasto è stato assegnato a Romualdo Rizzuti – Le Follie di Romualdo (FI) e a Gianfranco Iervolino – Morsi e Rimorsi (CE). Ad essere premiati nella categoria Pizzaioli emergenti sono stati il ventiseienne Stafano Vola della pizzeria Bontà per tutti (CN) e Roberta Esposito de La Contrada (CE). L’ultimo premio speciale conferito è stato quello per la Migliore pizzeria Gluten free, consegnato alla pizzeria Mezzometro Pizza a Senigallia (AN). Tra le pizzerie che si sono aggiudicate il premio per le Pizze dell’anno spiccano la Pizzeria Salvo da Tre Generazioni (NA) per la pizza napoletana Puparuolo ‘Mbuttunato (crema di peperone giallo, fiordilatte, bufala affumicata, provolone stagionato, peperoni marinati, prezzemolo, capperi croccanti, olive nere, pane croccante), Pepe in Grani (CE) per la pizza dolce Crisommola (albicocca del Vesuvio, ricotta di bufala profumata al limone, nocciole tritate e menta) e I Tigli (VR) per la pizza a degustazione Galletto (base croccante alla romana con spinaci selvatici al lime, emulsione di pomodoro leggermente piccante e la carne sfilacciata a mano del galletto arrostito nel forno a legna). Altri premi d’eccellenza sono stati le Tre Rotelle per le migliori pizzerie a taglio e i Tre Spicchi per le migliori pizzerie al piatto. In quest’ultimo ambito non potevano mancare i big della pizza napoletana come 50 Kalò, La Notizia, Sorbillo, Starita e Oliva – Da Concettina ai Tre Santi. Molti sono stati i discorsi di ringraziamento, tra cui quelli di Ciro Oliva, che dedica il premio alla gente del Rione Sanità, e Antonio Starita, che sottolinea le origini umili della pizza, partita da qualche bancarella di Napoli per poi diventare un prodotto gourmet di alto livello. Nel corso del tempo la pizza si è dunque trasformata da alimento semplice, fatto con ingredienti essenziali, ad un prodotto sempre più elaborato, senza tuttavia dimenticare il proprio passato. Perché non esiste innovazione senza tradizione.

... continua la lettura
Food

Mr. Panuozzo Pub, quando Gragnano incontra Napoli

Il panuozzo è una delle eccellenze campane ed in particolar modo napoletane che rendono la ristorazione partenopea celebre a livello nazionale e internazionale. Ed è proprio in virtù della sua “napoletanità” che, come qualsiasi altra pietanza partenopea, anche il famigerato panuozzo prevede scuole di pensiero distanti tra loro. La storia del panuozzo in una tradizione di famiglia Ma, si sa, il panuozzo tradizionale affonda le sue radici in quel di Gragnano, territorio del napoletano conosciuto come patria di alcuni tra i più celeberrimi pastifici napoletani e, per l’appunto, per la per la produzione del pane e quindi del panuozzo di Gragnano. Mr. Panuozzo Pub nasce tre anni e mezzo fa, nel quartiere di Fuorigrotta, per importare nella città di Napoli quella tradizione gragnanese fatta di tradizione e cultura, unitamente a un’impronta pub che gli conferisce un carattere trasversale, tra la cucina tradizionale e quella moderna in chiave street food, con cibo da asporto per gli amanti del take away. Mr. Panuozzo Pub decide però, qualche mese fa, di aprire anche la nuova sala ristorante, poco distante dalla sede storica take away, con la nuova sede a Via Filippo Illuminato 42, traversa di Via Diocleziano. E’ qui che Don Salvatore, insieme alla sua famglia, scommettono su questo nuovo progetto, interamente basandolo su una tenuta familiare. Nella cena riservata alla stampa, si respira un’aria di casa con Don Salvatore intento a preparare i panuozzi, il figlio Daniele che interagisce con gli invitati, e la simpaticissima nonna di Daniele che ci accoglie con un sorriso a trentadue denti e ci sfida a trovare qualcuno che faccia polpette più gustose delle sue. Cultura e tradizione sono le basi per un panuozzo al passo coi tempi Ed in effetti la scommessa è vinta, con un panuozzo che viene servito in parmigiana di melanzane sia bianca che rossa, insieme a polpette e provola di Agerola che rendono il panino nella sua semplicità essenzialmente sublime. La prova panuozzo è superata con successo, mostrando conoscenza nell’arte della panificazione e inventiva nella vasta selezione di panuozzi, panuozzini e panini vari. Da segnalare anche una considerevole selezione di birre che varia dalle tradizionali bavaresi alle più ricercate birre di anima napoletana, giusto per restare in tema con l’anima familiare del locale. Pare doveroso infine sottolineare come, nel corso della presentazione del locale alla stampa, il figlio Daniele abbia cominciato a esporre di un progetto virtuoso che vedrà il locale impegnarsi in una raccolta fondi per finanziare l’acquisto di macchinari e attrezzature sanitarie con molta probabilità per la struttura ospedaliera Santobono Pausilypon, iniziativa che senz’altro continueremo a seguire con la nostra testata. Non resta che augurare al mitico Don Salvatore ed alla sua famiglia il meglio per questa nuova esperienza, e di rendere questo nuovo locale un must taste nell’ambito gastronomico napoletano.

... continua la lettura
Food

Salotto Fame, per gustare panini gourmet di qualità

Risalta come un piccolo gioiello nella città di San Vitaliano, l’hamburgeria-braceria “Salotto Fame“, che propone prodotti di qualità ottenuti con ingredienti naturali abbinati a birre e vini italiani. Inaugurato il 30 agosto, ha proposto ieri una serata dedicata alla stampa, durante la quale lo chef ha dato prova di sé sorprendendo i presenti. Un progetto nato dall’amore dei due proprietari, coniugi, Lucia Esposito e Felice Ragosta, che condividono la passione per la ristorazione e il desiderio di offrire ai propri clienti un’esperienza unica in un ambiente rilassante e familiare. Salotto Fame, il “salotto” dove la qualità è di casa Un locale piccolo – con 65 coperti fissi – ma arioso, un design che gioca tra l’industriale e il minimal, fresco e moderno accoglie i propri “ospiti” come un vero e proprio salotto. L’intenzione è quella di far sentire il cliente a casa e di offrirgli un posto dove potersi sentire rassicurato dalla qualità dei prodotti offerti, e coccolato dalle tante piccole attenzioni che il personale garantisce. La cura nel dettaglio risalta anche dal simpatico menù che, trovandosi in un salotto, non poteva che essere un giornale: nasce così il “menews”, il giornale del salotto dove è possibile trovare le diverse pietanze proposte. Fiore all’occhiello del “Salotto Fame” è la qualità delle materie prime e la lavorazione artigianale. Non a caso Felice Ragosta vanta un curriculum di tutto prestigio, avendo lavorato in diversi ristoranti francesi e alla corte degli, ormai noti, chef stellati Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo. Così nel suo ristorante riversa l’esperienza acquisita e propone molti panini gourmet osando anche inusuali associazioni di ingredienti. Il pane, preparato giornalmente, è l’americano pane bun, in una sua versione salata, con semi di sesamo e papavero ma, in nome dell’attenzione rivolta al cliente e alle diverse intolleranze alimentari, per i clienti celiaci è garantita anche la preparazione artigianale gluten-free. Uno sguardo di riguardo viene rivolto alle salse, preparate nel rispetto degli altri sapori a cui vengono associate e con sapiente maestria, così come anche i tanti topping per la guarnizione – frutti di bosco, caramello al burro salato, crema alla nocciola, crema  al pistacchio, crema al torroncino, etc. – Degno di nota nell’attenzione alla freschezza del prodotto, è che i panini variano nel corso dell’anno per adattarsi di volta in volta ai prodotti di stagione. Il menù degustativo proposto alla stampa In occasione della serata organizzata dalla stampa, sono stati offerti due panini gourmet, il rassicurante “Vesuvio” contraddistinto da prodotti campani e l’atipico “Cherry”, un’esperienza gustativa fuori dal normale quanto paradisiaca. Il “Vesuvio” è stato realizzato con i prodotti campani. Una composta di melanzane a funghetto con pacchetelle di pomodoro del piennolo DOP del Vesuvio – che adesso è possibile trovare anche in versione gialla -, fior di latte di Agerola e prosciutto cotto artigianale alle erbe di Bernardi. L’hamburger usato è quello di Fassona piemontese da 200gr, prediletto per tutti i panini per le proprietà di questa carne molto magra che, nonostante necessiti di tempi di cottura più lunghi, si mantiene molto tenera e con meno calorie. Lo […]

... continua la lettura
Food

E’ Guagliune presentano il menù di Agosto

Grande cena e degustazione nella serata di martedì 18 nel Ristorante-Pizzeria E’ Guagliune di Pomigliano D’Arco dove il proprietario Mario Filosa ha imbandito un ricco banchetto per la stampa, presentando i nuovi piatti del menù di Agosto. Noi di Eroica, da veri buongustai, eravamo lì. Pronti per il nostro gustoso racconto? E’ Guagliune, l’inizio Ore 20:00, iniziano ad arrivare i primi invitati e i camerieri sistemano gli ultimi preparativi sulla terrazza decorata di tutto punto. Al centro, un tavolo con tutti i prodotti che saranno serviti durante la cena. Eccellenze campane selezionate personalmente dall’occhio sapiente e critico di Mario Filosa: vini, formaggi e pasta fresca. Qualche invitato curioso, colpito dall’abbondanza e dalla qualità di tale assortimento, non perde occasione per scattare foto, magari anche insieme a un bel Provolone del Monaco. Arrivati gli ultimi invitati e sedutisi tutti ai tavoli, iniziano le danze. E’ Guagliune, gli antipasti La cena viene inaugurata con le immancabili zeppoline d’alghe e con un assaggio di un’interessantissima variante di un tipico piatto della tradizione campana: la pizza di scarole. Una pizza di scarole con tarallo sbriciolato, peperoncino forte e alici salate nata dall’esperienza del maestro pizzaiolo Nicola Trinchese. Una vera delizia. Con le piccantissime bruschette con lardo di colonnato e ‘nduja vengono serviti anche i primi due vini, due bianchi: una frizzante falanghina irpina delle Selve di S. Angelo e un Fiano d’Avellino. Ottime per accompagnare anche la seconda portata di antipasti: bruschette con pomodorino giallo vesuviano e Marinara al ruoto con pomodorino, aglio, olio, olive nere, acciughe e scaglie di parmigiano. Soffice e morbida proprio come vuole l’antica tradizione casareccia. E’ Guagliune, i primi piatti Dopo l’abbondante e succulento antipasto si passa ai tanto attesi primi piatti del giovane cuoco Vincenzo Mingacci: un mezzo pacchero con pomodorino datterino giallo, noci e vongole e tubettoni con fagioli e gamberi. Accompagnati non dal vino bianco ma da un ottimo aglianico rosso. E’ Guagliune, il gran finale Archiviati anche i due pregiatissimi primi, è tempo per una graditissima sorpresa per gli ospiti: il Gran Finale. Mario Filosa si prende la scena, mostra e offre, a uno a uno, i formaggi e i salumi da lui selezionati durante le sue visite in giro per la Campania che gli sono valse il titolo di “Talent Scout dei formaggi”. Ce ne sono di tutti i tipi, dal pecorino ai provoloni passando per le caciotte, e di tutte le provenienze, da Bagnoli Irpino ad Agerola. E’ Guagliune, considerazioni Una cena davvero ottima che ha saputo unire tante portate senza peccare in qualità, proponendo nuovi piatti e accostamenti culinari attraverso il riutilizzo di prodotti D.O.P campani. Prodotti testimoni di tradizioni secolari che non vanno abbandonate. Mario Filosa e tutto lo staff de E’ Guagliune si sono resi protagonisti di un lavoro eccellente realizzando un menù da leccarsi i baffi. Sarà disponibile da agosto, se non sarete impegnati con le vacanze o con impegni lavorativi fateci un pensiero!

... continua la lettura
Food

Giappo Academy, la prima scuola di cucina giapponese professionale

Una location d’eccezione, con luci soffuse e vista panoramica sul lungomare partenopeo, ha fatto da cornice all’elegante cena organizzata per inaugurare la Giappo Academy, la prima scuola di cucina giapponese professionale, nata dalla Partnership tra Città del gusto Napoli Gambero Rosso e Giappo Italia, franchising che vanta 12 sedi in Italia. Il progetto, ideato dal fondatore di Giappo Italia Enrico Schettino, mira a diffondere la cultura della cucina giapponese, sempre più richiesta nell’ambito della ristorazione, oltre a formare giovani chef che saranno poi inseriti nel mondo del lavoro, grazie alla collaborazione con Gambero Rosso Academy, che promuove un alto numero di tirocini per gli allievi. Oltre al corso professionale, che avrà inizio a settembre e sarà indirizzato ai diplomati nel settore alberghiero, ai professionisti e agli aspiranti chef, è previsto anche un corso amatoriale rivolto agli appassionati che vogliono approfondire le loro conoscenze sull’affascinante mondo della cucina nipponica. Nel programma sono comprese lezioni teoriche e pratiche che tratteranno gli aspetti culturali, sensoriali e tecnici, per una durata complessiva di 60 ore (compreso l’esame finale) suddivise in due settimane di teoria e attività in aula, con dotazione di strumenti e dispense per per ogni partecipante e con il rilascio di un attestato di frequenza. Hiro, maestro chef della Giappo Academy con un debole per la cucina partenopea I docenti della Giappo Academy sono selezionati tra i migliori professionisti giapponesi, tra cui lo Chef Hirohiko Shoda, detto Hiro, che nel suo curriculum vanta un’esperienza di 7 anni presso “Le Calandre” a Padova (ristorante 3 stelle Michelin) e la partecipazione a programmi televisivi in onda su Gambero Rosso Channel e Rai Uno (La prova del cuoco). Il suo obiettivo è quello di offrire ai giovani del Sud Italia l’opportunità di specializzarsi nel settore, trovando sbocchi lavorativi sia a livello nazionale che internazionale. Gli ingredienti fondamentali per avere successo in cucina sono impegno, passione e condivisione, perché, sottolinea il maestro chef, la soddisfazione più grande consiste nel gustare in compagnia dei piatti cucinati col cuore. Ed è col cuore che Hiro confessa il suo debole per la cucina partenopea, in particolare per la mozzarella, preludio per un connubio tra la tradizione culinaria giapponese e quella napoletana che potrebbe sfociare in originali ed insolite creazioni, come dei rolls a base di salsicce e friarielli! Una cena raffinata con pesce fresco di qualità Tra le pietanze preparate per l’inaugurazione, alla quale hanno preso parte anche il Sindaco Luigi De Magistris e l’Assessore ai giovani e alle politiche giovanili Alessandra Clemente, erano compresi rolls a base di salmone, philadelphia, gambero e avocado, hosomaki con alga nori e salmone, nigiri di salmone, tonno e gambero, mousse scomposta di seppia e zucchine alla scapece con spaghetti fritti di riso soffiato, tartare di bovino e gambero con stracciata di bufala, crema di pomodoro e miso con songino, mandorle e olio di senape. Le portate di pesce fresco preparate al momento dagli chef giapponesi, disposte nei piatti in modo originale e creativo, sono state accompagnate da un ottimo vino spumante Farfalla Zero Dosage dell’Azienda Ballabio […]

... continua la lettura