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Eroica Fenice

La categoria Food contiene 55 articoli

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La Chimney Cake arriva a Napoli da Sweet Chimney

Finalmente anche in Italia sbarca il brand Sweet Chimney, che ha portato in auge il dolce tipico ungherese che da sempre fa impazzire l’Europa. Venerdì 20 aprile apre in Campania e precisamente a Frattamaggiore, in Via Roma 141, la prima bakery dedicata interamente al tipico dolce ungherese, preparato con un impasto brioche e aromatizzato alla cannella. Da un’idea dei due cugini Giovanni e Michele Pace, i quali dopo alcuni viaggi a Budapest e Praga, innamorati del Chimney Cake, hanno deciso di aprire il primo punto vendita in Italia. L’impasto viene modellato su un lungo filoncino di circa un centimetro, arrotolato intorno ad un bastone metallico e cosparso di zucchero e cannella. Originariamente viene cotto sui carboni ma in alcune città dell’est lo si cuoce anche in dei forni particolari che fanno roteare il bastone, permettendo al dolce di cuocere perfettamente. A fine cottura lo zucchero si sarà sciolto, dorando il dolce e creando uno strato superficiale croccante e gustoso. In Ungheria si chiama kürtőskalács e a fine cottura si cosparge con diverse granelle: mandorle, nocciole, cioccolato e cocco. In Repubblica Ceca, invece si chiama Trdl o Trdlink e si è solito farcirlo con gelato, creme e frutta, ma lo si può mangiare anche nella sua semplicità. La Chimney Cake arriva a Frattamaggiore Dopo aver acquistato dei rulli per testare il prodotto nei forni di casa, sono iniziati gli esperimenti per Giovanni e Michele. E da qui la decisione di riportare il dolce nel Bel Paese, rendendolo il più particolare e possibile. La ricerca è iniziata proprio dalle ricette originali, con l’arrivo anche di un pasticcere dell’est che prima ha aiutato i due giovani imprenditori a scegliere l’impasto migliore e in seguito ha formato l’attuale pasticciere della bakery. Dopo tantissime prove i due cugini hanno deciso di optare per una ricetta vegana, senza latte e senza uova. La versione classica è quella con zucchero e cannella, ma da Sweet Chimney è possibile trovarne in tantissime varianti, con yogurt frozen e diverse creme, tante delle quali create dal pasticciere. Inoltre ci saranno degli special, che varieranno di mese in mese, a seconda di quelli che possono essere i gusti stagionali. L’appuntamento è per venerdì 20 aprile alle ore 19, con l’inaugurazione del locale e tutti i Chimney al prezzo eccezionale di soli 2 euro.

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“Campania stories”: degustazioni di vino non solo per estimatori

“Campania Stories” è una rassegna di vini prodotti su territorio campano aperta agli operatori di tutta Italia dal 5 al 9 aprile. L’edizione 2018 ha proposto diversi eventi giornalmente per garantire un coinvolgimento totale a chi decide di partecipare a quest’avventura. Così ad incontri più teorici e concettuali con brevi lezioni di degustazione vini, si sono alternati momenti dedicati alla pratica delle conoscenze ottenute. “Miriade & Partners s.r.l.” ha promosso gli eventi con la partecipazione di 90 aziende, Main Sponsor Ais Campania e Media Partner Luciano Pignataro Wine Blog. I vari momenti della rassegna, dei tasting e dei seminari sono stati immortalati e riuniti dall’hashtag #iobevocampano, che ha inglobato anche le foto scattate in occasione delle escursioni nei territori e nelle aziende. Durante la giornata dell’8 aprile è stata organizzata per la stampa e gli estimatori dei vini una degustazione di bianchi e rossi. Nell’area appositamente allestita all’interno di Palazzo Caracciolo a Napoli, sono stati fatti accomodare i presenti e sono stati proposti elenchi di vini con le dovute caratteristiche. Impeccabili sommelier hanno servito la bevanda, mentre i presenti erano intenti ad odorare ed assaporare, a prendere appunti e discorrere sulle qualità ora di un vino ora di un altro. Bianchi tavoli eleganti colorati dalle diverse tonalità di vini rossi e bianchi in grandi calici, il tintinnio dei bicchieri e le voci sommesse degli appassionati hanno riempito le mura del palazzo, che negli anni hanno ospitato personaggi emblematici della città. “Campania Stories”: alcuni vini scelti dalla stampa Per un iniziale avvicinamento ai vini, sono stati scelti dai presenti due bianchi. Per il “Pietracupa” si tratta di “Greco di tufo”, quindi di vitigni greco al 100%, dell’annata 2017. E’ il territorio irpinio a donarci questo buon bianco profondo e minerale. Anche le “Ormere” è un “Greco di tufo”, deve il suo nome agli olmi, che sovrastano il paesaggio irpino. Di vitigni greco al 100% e dell’annata 2017,  è un buon vino fermo. Per la selezione dei rossi la scelta è ricaduta su diversi esemplari. Il “Collefasani”, di vitigni primitivo 95% e aglianico 5%, è un rosso del 2015 “Falerno del Massico Primitivo Lapilli”.  Di vitigni primitivo 100%, all’assaggio è morbido e persistente, mentre alla vista si mostra con un intenso rosso rubino. “Contrada salandra” è un rosso a base piedirosso dell’annata 2014. “Campi Flegrei Piedirosso”, vitigni 100% piedirosso, presenta al gusto una certa pienezza ma con un buon equilibrio, grazie alla sapidità del terreno lavico. “Bosco de’ Medici” è “Vesuvio Lacyma Christi Rosso Lavarubra” del 2016. Di vitigni piedirosso 85% e aglianico 15%, ha un gusto rotondo e persistente ed un profumo e un colore che richiamano la frutta rossa matura. “Aia delle Monache” è un rosso a base Casavecchia, “TDV Casavecchia Il gallo di fretta canta all’alba lontana”, di vitigni casavecchia 100%. Rosso porpora, al naso si avvertono frutti rossi freschi, è una bevanda decisa ed appagante, contraddistinta da un retrogusto agrumato. “Alois” è un rosso a base pallagrello nero, “TDV Pallagrello Nero Cunto Murella” del 2014, di vitigni pallagrello nero 100%. Ha profumi floreali e speziati di viola, […]

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La pizza verace napoletana e i nuovi PerCorsi Veraci

All’insegna della pizza verace napoletana è presentata in data 4 aprile 2017 la nuova offerta formativa per pizzaioli professionisti. Il prossimo 17 aprile avrà inizio PerCorsi Veraci, masterclass ideata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. Tra i docenti, gli chef stellati Michelin Paolo Gramaglia, Lino Scarallo, Gianluca D’Agostino e Alfonso Crisci (chef docente del Gambero Rosso). La pizza verace napoletana nell’identità culturale della Campania Dal dicembre 2017 la pizza verace napoletana, e con essa l’arte pizzaiola è entrata a far parte del patrimonio immateriale dell’Unesco. Si tratta di un traguardo importante che ha fissato nel tempo non tanto il prodotto culinario, quanto la storia e tradizione, in una parola l’identità di uno degli elementi identificativi della cultura napoletana: la pizza verace. Questo è uno degli aspetti su cui si è soffermata la conferenza stampa volta a presentare i nuovi PerCorsi Veraci, dedicati ai pizzaioli di professione al fine di caratterizzarne la maggiore coscienza nei confronti di quell’opera d’arte culinaria che è la pizza. L’Associazione Verace Pizza Napoletana ha così promosso tale offerta formativa (che avrà inizio il prossimo 17 aprile a Napoli presso la sede dell’associazione in Via Capodimonte 19) tenendo ben presente il contesto turistico economico e culturale attuale: differenziandosi dalla concezione della pizza verace come semplice marchio pubblicitario, Antonio Pace (Presidente Associazione Verace Pizza Napoletana) ha espresso la volontà di trasmettere la coscienza della pizza da parte dei pizzaioli. Il comprendere come la pizza sia fatta, capirne i gesti di preparazione, i tempi e le esigenze del prodotto per insaporirsi, comporta il comprendere a fondo i prodotti utilizzati. Preparare una pizza non vuol dire saper svolgere meccanicamente i gesti, ma conoscerne i singoli ingredienti. Di qui si snoda il progetto Scegli Napoli, rivolto a ristoranti e pizzerie che, al fine di salvaguardare la tipizzazione dei prodotti regionali, si impegnano ad acquistare esclusivamente prodotti campani per la preparazione della pizza. La pizza napoletana non è tale semplicemente perché fatta a Napoli; ma perché, grazie i suoi ingredienti, è estensione della terra lieta della Campania Felix. In questo modo una semplice pizza diviene veramente pizza verace. Questo discorso che si inserisce nel solco di un ritorno cosciente e coscienzioso al settore primario, è funzionale inoltre allo sviluppo del settore turistico. Le festività pasquali hanno visto Napoli come terza città, dopo solo Roma e Venezia, come città più visitata d’Italia, e tra le bellezze artistiche e architettoniche anche il turismo gastronomico trova giustamente il suo spazio. Sviluppo territoriale e culturale, dunque, si identificano come obbiettivi dell’attività dell’Associazione Verace Pizza Napoletana. La Casa de Rinaldi e la pizza verace napoletana Alla conferenza stampa per la presentazione di PerCorsi Veraci è seguito l’attesissimo buffet che, grazie alla cucina del ristorante-pizzeria-hamburgeria Casa de Rinaldi (via Sementini, Rione Alto, Napoli), ha coronato il senso del progetto Scegli Napoli. Tra prodotti caseari e salumi, rustici e quiches, sia di salumi che ortaggi, i prodotti della Casa de Rinaldi hanno accompagnato gli astanti verso la protagonista dell’incontro, la pizza verace napoletana. La pizza, di alta qualità, presentava una fattura con […]

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Nasce Olì360: leggerezza ed eccellenza a tutte le ore alle porte del Cilento

All’ingresso del Parco Nazionale del Cilento, a pochi chilometri da Paestum, apre Olì360, locale che è ristorante e pizzeria insieme, all’insegna dell’unione delle più variegate esperienze gastronomiche. Nato dal sodalizio di giovani professionisti, ciascuno specializzato in un settore differente, questo innovativo luogo di ritrovo in provincia di Salerno si avvale dell’alta qualità delle materie prime che offre il territorio nel quale è ubicato: carciofi di Paestum, pane di Giungano, fagioli di Novi Velia, pomodori essiccati di Battipaglia e, naturalmente, la celebre mozzarella di bufala dop. Il nome stesso, Olì360, vuole essere appunto un omaggio al territorio, di cui l’olio è sicuramente un tratto distintivo in ambito alimentare, seppur corredato di accento per esprimere l’intento gourmet del brand. Il logo è un simpatico riferimento al giro d’olio compiuto dal pizzaiolo prima di infornare e 360 racconta la trasversalità dell’offerta, trattandosi di un locale multifunzione che punta ad essere opinion leader nel settore gastronomico campano, presentandosi come un’eccellenza nell’arte della pizza e della cucina, ma anche come bar. Il 360 indica anche l’estensione dell’offerta, cercando di portare il concetto di Smart Delivery anche in Campania, con un’App progettata da Based: dal sito è possibile consultare il menù ed ordinare il cibo direttamente a casa in contenitori che garantiscono il mantenimento della qualità. Lo store manager Riccardo Taliano, l’Executive Chef Sabatino Sicignano, il maestro pizzaiolo Vincenzo Ceruso, il bar manager Ferdinando Scala e l’intenditrice per eccellenza di pizza fritta Ines Russo, si sono lanciati in questo progetto con l’intento di creare un locale che possa diventare un punto di riferimento valido ad ogni ora del giorno, dove poter gustare – a pranzo, a cena, per un brunch, per un aperitivo o per un dopocena – piatti leggeri e di alta qualità, come una pizza, una zuppa di stagione, un’insalata fresca. La scelta di impiegare, per l’impasto delle pizze, farine non raffinate (di tipo 1 e 2) è solo uno dei tanti dettagli che fanno di Olì360 una food experience da provare per chi abbia la curiosità di qualcosa di originale e gustoso a tavola. Un giorno alla settimana la pizzeria presenterà, inoltre, un impasto speciale con l’abbinamento di un topping gastronomico ad hoc. Non solo pizza tradizionale cotta in forno a legna, ma anche la pizza fritta firmata “Olì360”, nelle versioni più disparate, dal salato al dolce. E sempre all’insegna della creatività, certamente da assaggiare le pizze originali del Maestro Pizzaiolo Vincenzo Ceruso. I due forni sono posizionati al centro della sala, a vista a 360 gradi, appunto. Olì360, pizza, olio e non solo I vini proposti sono tutti delle vere eccellenze campane o italiane, tra cui degni di nota sono sicuramente i molti vini biodinamici, come il Don Chisciotte o il Trebbiano toscano dal sapore quasi liquoroso e molto intenso, che possono accompagnare egregiamente anche piatti a base di carne pur essendo dei bianchi. Per quanto riguarda la birra, Olì360 propone KBirr alla spina, artigianale, non filtrata e non pastorizzata, interamente prodotta in Campania. Anche la struttura del locale ha uno stile […]

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Le Zeppoliadi della Pasticceria Seccia, una golosa maratona fotografica

Dopo il grande successo dell’evento “Chiacchierando ai Quartieri” all’insegna di chiacchiere e sanguinaccio, la Pasticceria Seccia torna con una nuova e golosa iniziativa, le “Zeppoliadi: maratona fotografica ai Quartieri Spagnoli”. Punto di partenza della maratona è stato lo storico locale della pasticceria in via Concordia 66, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, i veri protagonisti di questo evento che ha avuto luogo il 17 marzo, snodandosi per i quartieri Avvocata e Montecalvario, alla ricerca di instantanee, murales e scorci da immortalare. Una giornata rivolta agli appassionati di street photography, alla scoperta di quella miniera antropologica e sociologica che sono i Quartieri Spagnoli, alla cui rivitalizzazione puntano le iniziative della Pasticceria Seccia, combinando arte dolciaria e figurativa. I premi da assegnare a fotoamatori e fotografi amatoriali, infatti, sono stati proprio i fiori all’occhiello dell’arte pasticcera di Casa Seccia, gli Aperisciù, per l’occasione d’oro, d’argento e di bronzo, come ogni vera e propria competizione olimpica. La maratona, con inizio alle ore 10, si è svolta alla ricerca della street art nascosta negli angoli dei famosi quartieri napoletani, con uno spazio dedicato anche al ricordo del grande Pino Daniele, in occasione del suo onomastico e compleanno del 19 marzo. E non sono di certo mancate altre prelibatezze per rinfocillare i maratoneti impegnati nella loro “caccia alle foto”, ma anche foodblogger, cronisti e passanti invitati all’evento: le zeppoline di San Giuseppe, dolce del momento, con una degustazione aperta al pubblico e alla stampa dalle ore 17 presso il locale di via Concordia 66 della Pasticceria Seccia. Zeppole e pastiera semifredda: le novità della Pasticceria Seccia La zeppola di San Giuseppe, tradizionale dolce della festa del papà, è stato presentato dalla famiglia Seccia nelle sue due classiche varianti, fritta e al forno, ma anche in vesti più innovative e golose: al gusto di fragola, pistacchio, kinder ed altri invitanti gusti tutti da provare. Ma le novità di Casa Seccia non finiscono qui. Con la Pasqua alle porte, fa il suo ingresso nella storica pasticceria la pastiera semifredda glassata, un dolce dall’aspetto elegante e sofisticato, che racchiude in sé la tipica tradizione napoletana della pastiera, in una versione innovativa ed in grado di soddisfare anche i palati più fini. Le foto realizzate durante la giornata di sabato 17 marzo saranno pubblicate per un mese negli album della pagina Facebook della Pasticceria Seccia a partire dal 19 marzo, e riceveranno così il loro voto social, mentre, allo stesso tempo, una giuria di qualità si riunirà per assegnare loro un voto tecnico, al quale seguirà un piccolo vernissage fotografico.

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Pasticceri&Pasticcerie, il Gambero Rosso Napoli non sbaglia un colpo!

Grande successo per la seconda edizione della manifestazione più golosa di Città della gusto Napoli – Gambero Rosso. Ieri sera, giovedì 8 marzo, un tripudio di colori, sapori ma soprattutto dolcezza ha avvolto l’androne e il salone del prestigioso Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli. Fin dalle premesse l’evento Pasticceri&Pasticcerie 2018 si prospettava come uno di quegli eventi da non perdere, data la qualità delle pasticcerie e delle aziende vinicole annunciate, e così è stato. I migliori maestri pasticceri d’Italia, premiati dal Gambero Rosso, e presenti nella omonima guida, hanno dato spettacolo mostrando il meglio del loro repertorio dolciario. Praline, cheesecake, sachertorte, ma anche tutti i dolci più buoni della tradizione italiana, con un occhio alle novità pasquali, sono stati oggetto di degustazione e di estasi per i presenti. Pasticceri&Pasticcerie: dolci, vino e fantasia A completare l’atmosfera onirica ci hanno pensate le proposte liquoristiche, oltre a vini e bollicine d’eccellenza, come il “Bel Plasí” della Cascina Fonda Produttore Moscato d’Asti Piemonte e il “Sangue di Guida Oltrepò Paves” della Calatroni vini Lombardia. Tra tutte le proposte non possiamo non annoverare Gerardo Di Dato, dell’omonima pasticceria, che ha proposto una degustazione di zeppole fritte e al forno, Gian Luca Forino della pasticceria “La portineria” con la sua deliziosa cheesecake al lampone, e i “Capricci” di Raffaele Capparelli. Dopo questa magnifica kermesse Città del gusto Napoli non sembra volersi fermare. La prossima settimana, nello specifico mercoledì 14 marzo, infatti, presso il famoso Hotel Royal Continental, si terrà “Anteprime Fiere Vino“, un evento nel quale saranno  presentati i trend vinicoli delle prossime fiere internazionali del vino del Gambero Rosso, con ben 180 le etichette in degustazione. Non resta quindi che preparare i calici e aspettare qualche giorno per poter brindare insieme ad un altro splendido evento targato Gambero Rosso. NAPOLI Location: ROOF HOTEL ROYAL CONTINENTAL |Indirizzo: via Partenope 38/44 – Napoli Data: 14 marzo 2018| Ore: 19:00 – 23:00 Per info: 081 3119800/13 e 3381691727

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“Il San Cristoforo” con il nuovo ristorante “Line” offre un’esperienza unica

Alle pendici del Vesuvio, in un angolo bucolico della città di Ercolano – provincia di Napoli – sorge il Luxury Resort “Il San Cristoforo”. Circondato da circa 150 varietà di piante e rivoli d’acqua, si staglia nel verde lussureggiante il chiaro ed elegante complesso turistico appartenente alla famiglia Zeno, comprendente ampie sale per gli eventi, splendide camere per gli ospiti ed una lussuosa Spa. Il primo marzo i cancelli della struttura sono stati aperti ai giornalisti per presentare il nuovo ristorante a la carte “Line”, che ha scelto il giorno della festa della donna per l’apertura ufficiale. L’ambiente è intimo, con una capacità di 30 posti, circondato da un suggestivo agrumeto che d’estate ne può accogliere altri 30. Le distese di verde, che incorniciano il complesso, sono tagliate da piccoli sentieri che portano all’ingresso della struttura e al ristorantino, tinto all’interno di un rosso fiammante. Si respira tutta la natura e l’essenza del Vesuvio, dal rassicurante verde del parco, al rosso-lava degli interni. Il menù degustazione del “Line” de “Il San Cristoforo” La serata è trascorsa in un clima piacevole e sereno grazie alla superba organizzazione di Angela Merolla. Il menù degustazione presentato alla stampa ha avuto come filo conduttore i prodotti classici nostrani rivisitati dall’Executive chef Antonio Tecchia, dallo chef del “Line” Eduardo Giglio e dalla pasticcera Gelsomina Manna. Una cura particolare è stata riservata alla presentazione del piatto, sapientemente studiata in un preciso gioco di equilibri nei sapori, nei colori e nella disposizione dei singoli prodotti. Un ricco aperitivo ha dato il via alla degustazione con chips di riso dal sapore dei friarielli napoletani e dello zafferano, piccolissimi panini buns e molto altro. Uno degli antipasti che ha riscosso più successo è stato un piatto dalla disposizione quasi piramidale, l’uovo di quaglia ne è il protagonista, il suo sapore invade il palato e precede gli ingredienti sottostanti, in ordine tonno scottato, acciughe, maionese di acciughe, pomodorino confit e soncino disposti su una fresella. La cena vera e propria ha inizio con un piatto quasi architettonico, composto da triglia in camicia di guanciale, schiacciata di fave e le sue cimette, croccante spinacino e chutney di pomodoro. Le pietanze descritte sono state abbinate ad un Oltrenero Brut – Tenuta il Bosco, Oltrepò Pavese Docg, Pinot Noir vinificato in bianco, annata 2016 – e ad un Oltrenero Cruasè – Tenuta il Bosco, Oltrepò Pavese Docg, Pinot Noir, annata 2016 -. La degustazione è proseguita con un risotto al cacio, pepe, ostriche e lime ed un piatto di pasta mista – “Pastificio dei campi” – con piselli e pancetta affumicata, schiuma di provolone del monaco, fermentato limone dell’orto del ristorante e battuto di mazzancolle. A queste portate è stato abbinato l’Opimio Cru – Tenuta Ca’ Bolani, Friuli DOC Aquileia, Pinot Bianco, annata 2015. A seguire un altro piatto a base di pesce con un middine del mar nostro laccato al teriaky su pop-corn e insalatina di puntarelle abbinato ad un Sauvignon – Tenuta Ca’ Bolani, Friuli DOC Aquileia, annata 2016 -. In […]

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La veracità della pizzeria di Salvatore Vesi a San Biagio dei Librai

Una volta da Vesi, sei come a casa. Un ambiente piccolo e accogliente, i tavolini in legno e profumo di vissuto, quell’odore dell’impasto modellato da dita esperte, mani decise ma delicate. Entri alla pizzeria Vesi, e incontri lo sguardo di Salvatore, terzo fratello dopo Giuseppe e Ferdinando a calcare le orme antichissime di una famiglia che figura tra le più illustri nella preparazione di questa pietanza divina, tutta napoletana. Nel 1921 ad inaugurare la tradizione che si concreta negli intenti degli eredi, nonno “don Ciccio”, dalla verve creativa che contraddistingue oggi il nostro Salvatore, cuore pulsante della sede della pizzeria Vesi a San Biagio dei Librai. Gli altri fratelli, orgogliosi delle loro origini, si distinguono per creatività e ricette nelle due sedi di Piazzetta Miraglia e Via Bellini. La pizzeria di Salvatore Vesi rinnova La nuova straordinaria apertura dopo la ristrutturazione di questo tempio del sapore è all’insegna della valorizzazione del retro. Il variopinto menù di ben quarantadue tipologie di pizza differenti persiste nell’intramontabile tradizione del sano gusto di ingredienti genuini, qualità indiscutibilmente garantita dal marchio STG. Il pluripremiato team di casa Vesi mantiene le ricette classiche di nonno Ciccio, non dimenticando però l’inclinazione familiare alle nuove creazioni. Tra queste, l’opera presentata al Napoli Pizza Village 2017: ‘O Cappiello ‘e Totò, dedicata proprio al principe della risata dallo chef Salvatore Vesi nel cinquantesimo anniversario dalla sua scomparsa. Specialità della casa nel cuore di San Gregorio Armeno, arteria di Napoli, è questa una pizza dalla peculiare forma di cappello garantita dalla sua lavorazione con doppio impasto. L’impasto alla base è farcito nella parte centrale di un cuore di pomodorini gialli, rucola selvatica e provolone del monaco D.O.P. Il prezioso ripieno è conservato da un ulteriore strato di impasto, questa volta accerchiato da pomodorini del Piennolo e parmigiano, corona di bontà. Non appesantitasi la zona ripiena una volta alla bocca del forno crescerà vertiginosamente, favorendo il noto Cappiello. In uscita ad attenderla l’atavica benedizione del pesto, e poi finalmente pronta per essere degustata. Totò stesso ne andrebbe fiero! Specialità della casa, il Cappello di Totò è però solo una delle grandi protagoniste della cucina di Salvatore Vesi. Se non vi è ancora venuta l’acquolina in bocca,il provolone del monaco torna alla riscossa nella ricetta della pizza a lui dedicata e il cui sapore è valorizzato dalla presenza delle noci di Sorrento. E ancora, la pizza Tricolore, tavolozza di squisitezza, trionfo del pomodoro e delle sue sfumature. «Emana/una luce propria/maestà benigna» ci insegna Pablo Neruda nella sua Ode. Nella sua veracità, il provolone del monaco continua a stupire anche sulla classica, tanto amata, pizza Margherita. Salvatore Vesi afferma: «io faccio un quadro, loro la cornice». Presenta così il suo team vincente, quei componenti che sono più di semplici collaboratori, compagni di un viaggio di sapori in quest’atmosfera di casa. Oggi festeggiano la tradizione con l’allegria di sempre, nella speranza di inondare ancora le strade di Napoli con il calore del loro forno esperto e dei loro irresistibili sapori.

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Caffè Kamo, il caffè perfetto per ogni occasione

Il Caffè Kamo ha presentato al Grand Hotel Santa Lucia di Napoli la nuova linea delle cialde monodose. In occasione dell’evento sono state spiegate ai presenti le caratteristiche delle differenti varietà pensate per soddisfare sia i bisogni dei cosiddetti coffee lovers, sempre alla ricerche di nuove esperienze di gusto, sia di chi quotidianamente sfrutta la pausa caffè per ricaricare le energie. Specialmente a Napoli, dove nasce il Caffè Kamo, il caffè non è una semplice bevanda come un’altra, non serve solo a dare la “carica” necessaria, il caffè è un modo di concepire la vita: è augurare a se stessi e agli altri una buona giornata, è riscaldare il cuore insieme ad un sorriso, è dissolvere qualche angustia nell’aroma che emana, è festeggiare in compagnia, è rallentare il respiro durante una giornata troppo frenetica. Tutto questo l’azienda Projeko lo sa molto bene, quindi ha sviluppato diverse linee del Caffè Kamo a seconda di diversi palati, esigenze, orari e momenti della giornata. Le cialde monodose del caffè Kamo sono ispirate a tre vulcani La linea delle cialde monodose comprende quattro prodotti, i nomi dei quali sono ispirati a tre vulcani, eccetto il decaffeinato chiamato semplicemente “Deca”: “Tolima” dall’omonimo vulcano colombiano, è caratterizzato dall’aroma fine con sentori di nocciola tostata; “Tambora” dal vulcano indonesiano, ha un sapore equilibrato e segnato da delicate note di cacao; “Fuego” dal vulcano guatemalteco, ha un carattere deciso e un corpo consistente. La gamma dei prodotti Kamo si può suddividere in due grandi famiglie, la linea Al bar, formata dai prodotti “Ho.Re.Ca. Italia – con sei miscele – e “Ho.Re.Ca. Estero” per il mercato estero, e la linea A casa, costituita da cinque miscele di caffè in grani. Tutte le varietà vengono selezionate nei paesi d’origine e, successivamente, vengono tostate, miscelate e confezionate negli stabilimenti italiani dell’azienda. L’attenzione al dettaglio dei fratelli Rubino, fondatori della Projeko, si nota anche nel modo in cui il prodotto viene presentato al cliente. Infatti il design del packaging, una griglia a rombi che si scompone e ricompone sulle superfici, riprende le punte dei vulcani e i colori del caffè. Kamo: il caffè e la storia dei fratelli Rubino Michele e Marizia Rubino, sono due giovani che hanno ereditato la passione per il caffè ascoltando in casa il padre, Francesco Rubino, parlare della sua attività. Nel 1953 Francesco aveva avviato una piccola torrefazione a Napoli che poi, per la crescente domanda, aveva abbandonato per trasferirsi in una sede più grande. Un amore tramandato di generazione in generazione e giunto alla fondazione dell’azienda Projeko, che si occupa di realizzare il Caffè Kamo e di distribuirlo nel migliore dei modi; infatti il marchio Kamo viene diffuso tramite diversi canali, grazie ad hotel, ristoranti e caffetterie, ma anche con la vendita al dettaglio in negozi specializzati e con l’uso di internet e dei social. L’attenzione e la curiosità degli amanti del caffè sono soddisfatte da costanti aggiornamenti sulle novità, rubriche, foto sui canali ufficiali e da eventi organizzati per consentire la degustazione gratuita dei prodotti. Ma per chi il caffè lo ama di […]

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A Figlia d”o Marenaro, riapre il locale in Via Foria

È tornata A Figlia d”o Marenaro, dopo la momentanea chiusura di un mese e mezzo per lavori di ristrutturazione e ha deciso di farlo in grande stile. Presentandosi al quartiere, alla stampa e ai suoi amati clienti con la simpatia, la spontaneità e l’amore che da sempre è peculiarità di questo locale del centro napoletano. A Figlia d”o Marenaro, quando è necessario esagerare Oro è la parola fondamentale di questo ritorno. Poiché d’oro sono i rivestimenti delle pareti, oro è la cucina della Signora Assunta, ma d’oro sono anche la passione e la vitalità che la Signora Assunta e il suo affiatato staff mettono in ogni cosa, dalla composizione dei piatti alla capacità di creare sempre un’atmosfera genuina e famigliare. Ciò che aspetta il cliente, immergendosi all’interno del locale, è un blu mare, il quale abbraccia lo stesso come fosse circondato dalle placide onde di acque tranquille e serene. Può constatare, osservare quasi con mano, ciò che mangerà, vista l’esposizione, in alcuni casi esclusivamente ludica, delle pietanze, con una vasta distesa di alimenti ittici. Ma è ampio e ben ornato anche lo spazio dedicato alla pizza, un classico intramontabile e immancabile in un posto come A Figlia d”o Marenaro dove, come già detto, la tradizione dei sapori e della cultura culinaria napoletana non è solo è di casa, ma la fa da padrone. Grande novità di questa ristrutturazione (stile, design e arredamento sono a cura di Costagroup) è il secondo ambiente, una sala dove ci vengono mostrate, attraverso varie foto e atmosfera, la storia di Assunta, dai suoi inizi a pulire cozze su una cassa di legno di Birra Peroni, fino al successo attuale e ai giorni nostri. Ma per continuare a far sì che i vecchi gusti trionfino, bisogna anche saper guardare avanti, alla tecnologia moderna e alle sue continue innovazioni. Per questo, con la collaborazione di alcuni esperti del proprio settore come NEXTOR Cooking Solutions, che ha progettato e prodotto l’intera cucina, di cui notiamo con attenzione alcuni particolare come i suoi materiali acciaio INOX AISI 316lL una scelta che contraddistingue gli ambienti navali e che è stato voluto al Ristorante in via Foria per realizzare una realtà altamente performativa. O il forno Josper a Carbone Vegetale, che dona alle materie prime il giusto sapore senza però rischiare di cadere in eventuali contaminazione. È, dunque, questa filosofia quella che caratterizza A Figlia d”o Marenaro e il suo staff, un continuo e incessante lavoro per migliorarsi, per seguire l’evoluzione dei tempi e della cucina, di rispettare l’ambiente e, soprattutto, il cliente e il suo piacere. O, come direbbero, sempre con Pulizia, Qualità e Tanto Cuore. E su richiesta della stessa Signora Assunta e del suo team tutto, se dovete parlare male di A Figlia d”o Marenaro, mi raccomando, esagerate!

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