Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Pizzeria Giglio

Pizzeria Giglio ad Acerra, capolavori genuini e tradizionali

In questa fase storica in cui si guarda di nuovo alla pizza come a un vero must, scambiarsi consigli sui luoghi in cui gustarla è diventato quasi uno status sociale. Dopo aver curiosato in rete, ho deciso di fare di persona una capatina alla Pizzeria Giglio ad Acerra, famosa per le sue pizze d’autore, per poter sfatare o confermare il mito che la sua fosse una delle pizze più buone della provincia di Napoli. Sono andata armata di carta, penna e voglia di sperimentare.

Al mio ingresso in pizzeria noto subito un forno davanti a cui Gaetano Giglio, il proprietario della Pizzeria Giglio, sta lavorando con dedizione. Lui e sua moglie Claudia mi accolgono affabili e si dimostrano subito alla mano. Formano una famiglia affiatata, che sa relazionarsi al cliente con educazione ma anche tanta discrezione. Più tardi Gaetano mi dice che questo fa parte del loro modus operandi, che non amano girare tra i tavoli e disturbare chi decide di mangiare la loro pizza per convenevoli formali. Lo scopo che si prefissano è quello di offrire al cliente un ambiente rilassante, raccolto, in cui questi sa di poter sempre rivolgersi al personale per essere coccolato ma che esso resterà nel riserbo per permettergli di godersi appieno la serata. Coerente a questa impostazione è la scelta di non trasmettere le partite di calcio nell’unica saletta della pizzeria, per non interferire con la quiete e la genuinità della serata che la pizzeria mira a regalare.

Genuinità, la parola più efficace per descrivere le oculate scelte lavorative e l’atmosfera della pizzeria di Gaetano Giglio. Sua moglie mi fa accomodare e ho l’occasione di esaminare la sala. Le dimensioni sono modeste ma adeguate a trasmettere un clima di agio e familiarità. Non punta alla quantità di clienti, ma alla qualità del servizio da offrire, del cibo da servire, della soddisfazione di ognuno. L’arredamento è sobrio e le tavole sono apparecchiate con semplicità ma in modo accurato. La sensazione dominante è quella di mangiare una pizza a casa propria, con la propria famiglia, nel comfort della quotidianità. Lascio carta bianca a Giglio, che cucina personalmente tutte le pizze. Ai tavoli sono seduti parecchi clienti malgrado sia un giorno infrasettimanale, ma la prima pizza mi viene servita rapidamente.

Si tratta della Margherita 2.0, con mozzarella di bufala campana e pomodoro San Marzano DOP schiacciato a mano. Sapori amalgamati con sapienza, una cottura perfetta e prodotti freschissimi: il risultato coccola la lingua e non appesantisce per via di un impasto estremamente leggero. Una pizza semplice, che fa guardare con nostalgia a un passato frugale, che fa ricordare la terra natale. Dopo chiedo a Gaetano con quale criterio sceglie i prodotti delle sue pizze d’autore. Non sponsorizza nessun marchio di prodotto, predilige quello più “costante” e che al morso gli lascia un’emozione. Sceglie il prodotto agricolo per le sue tempistiche: solo verdura di stagione. Gli chiederò anche di alcune pizze originalissime presenti sulla sua Pagina Facebook. Lui ammette di non amare il menù cartaceo poiché, se stesse al passo con le sue idee sempre nuove dovrebbe essere aggiornato continuamente. Ama la consultazione diretta tra clienti e ristoratore e mi rivela che a volte ha creato delle nuove pizze partendo proprio dai loro suggerimenti o richieste. Ancora una volta trapela la volontà di stabilire con loro un contatto empatico ma rispettoso.

La seconda pizza che mi viene servita non teme il confronto con la prima: una deliziosa Monachella, con ricotta di bufala, pancetta tesa paesana artigianale, fior di latte, granella di noci e provolone del monaco DOP. Un assortimento di sapori diversi ma bilanciati con impeccabilità, la stessa incriticabile cottura, una ricetta sfiziosa e sorprendente. Due pizze diversissime ma con molteplici fattori in comune: un impasto squisito, ingredienti di qualità, fantasia nella scelta dei prodotti.

Quattro chiacchiere con Gaetano, il dio della Pizzeria Giglio ad Acerra

A pancia piena ho finalmente potuto scambiare quattro chiacchiere con il dio di questa cucina tradizionale e genuina. Gaetano Giglio mi dice subito di credere in una pizzeria tradizionale che faccia una pizza altrettanto fedele alla tradizione ma anche innovativa. È felice di avere un’attività in provincia: proprio ad Acerra, la cosiddetta Culla della pizza, ha completato il suo percorso di crescita grazie agli ottimi prodotti della natura acerrana e al calore della gente del posto. Mi racconta la sua storia con cordialità: ha frequentato l’Istituto alberghiero a Roma ma ha radici napoletane. È un grande lavoratore, che ha sudato per imparare il mestiere sul campo, menziona con affetto e stima il suo maestro Adolfo Marletta che lo ha fatto maturare professionalmente nella storica ex pizzeria del Vomero La Spaghettata. Si dichiara soddisfatto dei risultati conseguiti, anche se crede in un costante miglioramento. Con grande senso pratico asserisce che spesso i gusti dei consumatori sono influenzati dalla comunicazione di massa, che crea stereotipi da perseguire. Non teme la globalizzazione che porta a Napoli cibo multiculturale, dice che fa parte dell’evoluzione e dell’ interculturalismo, e che lui continuerà a offrire la sua pizza genuina, tradizionale, realizzata con devozione.

Un’esperienza positiva a livello umano e gastronomico quella conclusasi presso la pizzeria di Gaetano. Posso affermare con convinzione che non c’è alcun mito da sfatare: i capolavori sfornati dalla Pizzeria Giglio ad Acerra sono davvero tra le pizze più buone della provincia di Napoli.