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Eroica Fenice

Zzambù: gusto, qualità e parlesia

Zzambù: gusto, qualità e parlesia sul lungomare di Napoli

Pizza o hamburger? Ristorantino o pub? Questi sono i dilemmi che attanagliano ogni goloso quando c’è da organizzare una serata mangereccia, specialmente nel fine settimana. Una risposta cerca di darla Zzambù, nuovo tempio del gusto ubicato a Napoli sul lungomare Partenope al civico 9.
Da Zzambù, nome quanto mai parlante: infatti non c’è bisogno di scegliere. C’è sia un assortimento di deliziose pizze, firmate Di Matteo, che una vasta di scelta di panini gourmet. Tutto questo in un locale affascinante, sospeso tra il moderno e il classico, intessuto di arte ma anche di tradizione.
Il naming trae appunto ispirazione da quello che nasce come un linguaggio sottodialettale, usato dai musicisti partenopei fin dal ‘700: la Parlesia (da ricordare i testi di Pino Daniele nei quali ha inglobato termini di questa vera e propria lingua).
L’ispirazione si intuisce anche da un progetto che anima uno dei piatti in menù: i fagioli alla Bungtbangt, omaggio al musicista e cantautore napoletano Maurizio Capone, fondatore del gruppo omonimo della pietanza, pioniere della “musica eco-sostenibile” e da sempre impegnato in laboratori (spesso svolti nelle carceri) attraverso i quali insegna ai partecipanti a costruire strumenti musicali con materiale riciclato. Difatti la ricetta di questi fagioli alla messicana è ottenuta da “ciò che resta” delle verdure di stagione e parte del ricavato delle vendita di questo piatto sarà devoluto ad un nuovo progetto di Maurizio.

Zzambù tra Di Matteo e Penny Black

Eccellenza riconosciuta e attribuita alla cucina napoletana sia in Italia che all’estero, la pizza è stata inglobata in questo progetto nella persona di Salvatore Di Matteo, noto pizzaiolo e friggitore napoletano, ultimo erede di una dinastia storica di pizzaioli, nata nel 1897 nella cinta urbana partenopea.
Salvatore sceglie di affiancare Zzambù col suo nuovo format, incentrato sul racconto della tradizione della pizza napoletana, grazie ad un percorso fatto di evoluzione, attraverso la ricerca di prodotti di eccellenza legati al concetto di territorialità, che lo hanno gradatamente condotto ad un concept di pizza “gourmet”.
Eccone qualche assaggio: la Marinara rustica con pomodoro del Piennolo, aglio dell’Ufita, origano di montagna e olio evo; la pizza fritta Essenzia con provolone del monaco, pomodoro del Piennolo, provola di latte vaccino e basilico; la pizza  Mon Amour con fior di latte, mousse di ricotta, radicchio rosso, zucchine grigliate e olio evo; la pizza Tonnarella con fior di latte, pomodorino Corbarino, crema di cipolle caramellate, tonnetto alletterato, olive taggiasche, formaggio pecorino e olio evo.

Il progetto Zzambù è nato anche da un’idea di quattro professionisti napoletani che vantano esperienze e competenze in un altro apprezzato campo gastronomico: la Burgeria. Lo dimostrano le ricette dei panini in menù, ispirate a quelle che furono del Penny Blackeccone alcune: o Prufessorë (il posteggiatore) con hamburger di maialino nero Casertano, funghi porcini, caciocavallo irpino e salsa all’aglianico e noci; il panino Parlèsia con pulled pork, cheddar, insalata coleslow, salsa barbecue e cipolle croccanti nel filoncino all’olio; il Bacone (o’malament) con hamburger di scottona, melenzane a funghetto bianche, pomodorini gialli, scaglie di parmigiano e mousse di pesto al basilico.

L’anteprima stampa: il menù

Durante la presentazione ufficiale alla stampa abbiamo avuto il privilegio di assaggiare una degustazione di questi piatti ma non solo. La cena, con in sottofondo le canzoni di Pino Daniele, ha avuto inizio con le mitiche fritture di Di Matteo, per proseguire con:

I Panini:

Pistacchioso (Hamburger di maialino nero casertano, Provola di Agerola, Mortadella IGP di Modena, Pistacchio di Bronte e Formaggio pecorino)

o BBuffo (Hamburger di scottona, scarola saltata in padella, granella di pinoli tostati, patè di olive nere, cipolla rossa di Tropea caramellata)

Le pizze:

Faccia gialla (Mozzarella di bufala, Pomodorini gialli a Pacchetella, Foraggio Pecorino, Olio evo, Grattugiata di buccia di limone di Sorrento)

Margherita (Fior di latte, Pomodoro San Marzano, Formaggio Pecorino, Basilico, Olio evo)

Pistacchiosa (Provola di latte vaccino, Mortadella IGP di Modena, Pistacchio di Bronte, Formaggio Pecorino, Olio evo)

Il nostro giudizio non può che essere positivo. Siamo rimasti particolarmente soddisfatti soprattutto per la qualità delle materie prime utilizzate, la presentazione mai banale e per l’estrema cortesia e professionalità di tutto lo staff. Un buon punto di partenza per un locale che rischia di aver file e file di golosi da sfamare, e non solo nel fine settimana.