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Eroica Fenice

Mario Sconcerti alla Federico II: l’insostenibilità del calcio

In occasione dell’inaugurazione del ciclo di incontri “Lo Sport in Accademia”, Venerdì 3 Marzo Mario Sconcerti, attuale giornalista Rai, è stato insignito del sigillo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Un’importante onorificenza per testimoniare la qualità e il calibro del suo decennale lavoro con il quale ha sapientemente coniugato giornalismo, scrittura e passione per il calcio; divenendo un’icona per tanti giovani e aspiranti del mestiere. Per tale motivo, l’università ha deciso di coinvolgerlo in questo progetto mirato alla creazione di un approccio sociale maggiormente concreto, lontano dai consueti ruoli istituzionali. Quale metodo migliore, dunque, se non lo sport del calcio ?

Mario Sconcerti, l’incontro

L’incontro, aperto a tutti, si è svolto nell’aula De Sanctis della sede centrale di Corso Umberto. È stato introdotto dal rettore Gaetano Manfredi, dal direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Lucio De Giovanni e dal Prorettore Arturo De Vivo

Mario Sconcerti, i suoi quadernoni

Tema dell’intervento di Sconcerti è stata l’insostenibilità del calcio moderno alle prese con cifre sempre più esorbitanti e inaccessibili per molti club. Il tutto è iniziato però dai suoi “quadernoni”, dalla sua esigenza di annotare qualsiasi dato e statistica utile del campionato italiano dal 1929 fino ad oggi. Un’ esigenza nata conseguentemente alla natura di questo sport che vive e si nutre di solo presente, divorando il passato e banalizzando il futuro. Per provare a conferire quindi un barlume di scientificità a questo fenomeno o, quanto meno, di individuare delle leggi e degli elementi comuni a ogni campionato.

Mario Sconcerti, le origini e le evoluzioni del calcio

Molto difficile poter affermare con certezza il come, il quando e il dove è nato il calcio. Più corretto dire che il calcio è nato ovunque. Ogni paese può fregiarsi di tale titolo. Convenzionalmente ,però, riconduciamo la sua nascita al 1863 quando fu fondata a Londra la Football Association con relativo regolamento formato da diciassette regole mai mutate. Sconcerti ripercorre in breve le varie evoluzioni tattiche dei sistemi di gioco, passando dal “dribbling game” inglese di otto attaccanti al “passing game” scozzese, costituito da quattro difensori e sei attaccanti. Tra le cause della sua diffusione globale sicuramente l’introduzione, durante la seconda rivoluzione industriale, del sabato libero dei lavoratori che permise a intere masse di operai e contadini di avvicinarsi a questo sport, a quel tempo relegato nelle attività sportive universitarie.

Mario Sconcerti, l’insostenibilità dell’attuale sistema calcistico

Sono altri tre però i grandi cambiamenti del calcio: l’introduzione delle tre sostituzioni, con il passaggio da 22 a 28 giocatori; la liberalizzazione dei trasferimenti dei giocatori stranieri; l’arrivo delle televisioni.
Questi tre fattori avrebbero inciso positivamente solo per i calciatori e i loro stipendi. L’insostenibilità si origina dalla cattiva distribuzione di immensi capitali che rendono il calcio-sue testuali parole-“ uno sport per ricchi, dove solo i ricchi sono destinati a vincere”. Molte società si ritrovano infatti in veri e propri circoli viziosi: per poter guadagnare hanno bisogno di vincere o di mantenere almeno la categoria e, per farlo, hanno bisogno di calciatori forti, ovvero spese elevatissime per gli stipendi. Non sono rare le volte in cui le spese superano di gran lunga il guadagno. Solo negli ultimi dieci anni sono fallite più di cento società e, se non si troverà in poco tempo un giusto equilibrio nella distribuzione delle risorse, il numero è destinato ad aumentare. L’intero sistema calcistico potrebbe inesorabilmente collassare su sé stesso a causa di divari economici troppo ampi. È forse in questo la grandezza di questo sport, apparentemente così semplice, apparentemente solo un gioco. Il calcio dimostra di essere qualcosa che supera queste definizioni. Dimostra di essere un linguaggio globale, un linguaggio di un pallone che rotola lungo tutto il pianeta. Un pallone che unisce ed entusiasma popoli, culture, tradizioni ma che allo stesso tempo produce violenza e divisioni insuperabili. Sintomo ed espressione della più profonda natura umana.

Mario Sconcerti, le domande del pubblico

Sconcerti si presta anche a rispondere gentilmente e in modo esaustivo alle domande del pubblico, su temi calcistici estremamente attuali come l’introduzione della moviola e il carente talento dei giovani calciatori italiani. Afferma di essere scettico riguardo la moviola. Essa non eviterebbe le polemiche in quanto sarebbe uno strumento nelle mani dell’arbitro, l’errore umano non sarebbe quindi scongiurato del tutto. Inoltre, si dimostra molto perspicace e, non poco poetico, nel spiegare le ragioni del declino del calcio italiano, incapace di proporre giovani di grande valore. La causa sarebbe nei cambiamenti degli usi e dei costumi all’interno delle famiglie, sempre più protettive, e nella diffusione delle scuole calcio che avrebbero congiuntamente inaridito la fantasia e la capacità di scegliere dei bambini. Prima il calcio era una scelta individuale ed esclusiva dei bambini che, giocando per strada, affinavano in modo naturale la propria vena creativa. Il calcio italiano è stato privato della sua linfa vitale: la strada.

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