Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Napoli Teatro Festival, Battiato in Piazza del Plebiscito

Napoli Teatro Festival, Battiato in Piazza del Plebiscito

Napoli Teatro Festival, Battiato in Piazza del Plebiscito

Il Napoli Teatro Festival giunge alla sua decima edizione. Manifestazione che si è aperta ieri sera con il botto. È stato infatti Franco Battiato ad aprire il Festival con Luce del Sud, un concerto gratuito in Piazza del Plebiscito.

Quest’anno l’organizzazione è stata affidata alla Fondazione Campania dei Festival, organo della Regione Campania al cui vertice siede Luigi Grispello. Ruggero Cappuccio, noto regista teatrale, è invece a capo della direzione artistica. L’artista partenopeo ha introdotto il live, affermando la sua volontà di un festival popolare non nel senso di facile consenso bensì di crescita interiore.

Giacca salmone, occhiali da sole e il solito codino: così Franco Battiato ha accolto la folla di venticinquesima persone ammassate in Piazza del Plebiscito. Una piazza blindata, con barriere, anticarro e transenne, a causa degli attentati che hanno colpito la Gran Bretagna nelle ultime settimane. “La folla di giovani presente questa sera è la migliore risposta possibile che possiamo dare all’estremismo islamico” sottolinea il governatore De Luca in apertura del concerto. Nonostante le parole di solidarietà per le vittime di Londra e Manchester, il presidente della Regione è stato pesantemente fischiato dal pubblico. Fischi che hanno sancito l’inizio del concerto.

Franco Battiato, la voce del padrone

Derogando al proprio spettacolo classico, Battiato si è esibito immerso in una scenografia semplice, arricchita solo dai video di Antonio Biasucci sul megaschermo. Il tutto seduto su una semplice sedia da salotto al centro del palco, accompagnato dalla Symphony Orchestra e dalla Electric Band, con le sue canoniche cuffie. Battiamo ha così raccontato in un crescendo narrativo, attraverso la musica, la sua perenne ricerca spirituale. L’era del cinghiale bianco ha dato inizio al concerto, scaldando immediatamente la notte napoletana. No time no space, Up patriots to arms e Shock in my time riscaldano il pubblico e Battiato padroneggia da subito la piazza con il suo carisma e la sua ironia.

Il cantautore siciliano esegue sia grandi successi che pezzi più nascosti della propria discografia. Canzoni che vengono periodicamente intervallate da contributi letterari di altissimo spessore culturale. D’improvviso spuntano citazioni della Scienza Nuova di Vico, tratte dal Libro secondo: dalla sapienza poetica, che prende vita grazie a Mimmo Borrelli. Successivamente è il turno Fabrizio Gifuni con Auden e l’Addio al Mezzogiorno, altra celeberrima esaltazione delle bellezze del Sud. «I miei sacri nomi meridiani: Pirandello,/ Croce, Vico, Verga, Bellini,/ per benedire questo paese, le sue vendemmie e gli uomini/ che lo chiamano casa loro: sebbene non sempre si possa/ ricordare esattamente perché si è stati felici,/ non ci si dimentica d’esserlo stati».

Battiato tra Vico, Giordano e Auden

Sull’onda di cotanta poesia e bellezza, Battiato ha abbandonato l’approccio cauto e mistico per far ballare la piazza sulle note dei suoi più grandi successi. Cucurucucu paloma, Voglio vederti danzare, La cura e Centro di gravità permanente sono state un medley che ha scaldato i cuori di tutti i presenti. Canzoni dal successo magari più radiofonico, lontane dall’esoterismo di altri lavori. Misticismo e spiritualità che però possono essere presenti anche nei piccoli gesti quotidiani. Il concerto di ieri ne è una prova lampante. Migliaia di persone di ogni età a cantare e ballare versi dei quali magari non se conosceva neanche il significato originario. Parole e musica che hanno trasportato per un paio di ore tutte le anime presenti in quel mondo di pace e amore cantato ne Le nostre anime.

Il concerto va avanti fino alle 23.20, con il primo bis concesso da Battiato con Era de Maggio. Luce del Sud è stato questo. La saggezza e la bellezza meridionale sono rivissute nella musica di Battiato e nella poesia di autori quali Vico, Auden e Giordano Bruno. Napoli Teatro Festival è cominciato così, con un uomo che definire musicista, poeta o artista è persino riduttivo. Battiato è un uomo che costantemente evade le regole del cosmo e del comune vivere. Nessuno come lui, in Italia e non solo, ha saputo coniugare il successo di massa e la ricercatezza, senza mai essere popolare né tantomeno snob.