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Eroica Fenice

Napoli, un brindisi per Giancarlo Siani in via Chiatamone

Napoli, un brindisi per Giancarlo Siani in via Chiatamone

Il 19 settembre non è mai stata una data qualunque.
Nel giorno di San Gennaro, appena dopo la controra, in una Napoli più rilassata del solito, senza troppi clacson e la frenesia dei motorini che imperversano da una sponda all’altra dei marciapiedi, si è svolta fuori la sede de “Il Mattino”, in via Chiatamone, la sesta edizione di “Buon compleanno, Giancà”, manifestazione organizzata dall’Associazione “Studenti contro la Camorra”.
A poche ore dall’ultimo agguato di camorra, nell’ennesima scia di sangue che, silente, continua a sconvolgere la città, c’è una Napoli che non dimentica, che mette il naso fuori dalla Galleria Vittoria e che riesce, animata dal coraggio del giornalista partenopeo, ad affacciarsi sul lungomare di via Partenope con gli occhi di chi vuole continuare a sfidare il titolo di Anna Maria Ortese dicendo che il mare “bagna” Napoli.

Paolo Siani: “Un miracolo che Giancarlo continui a vivere nei nostri cuori”

Nato sotto la stella di San Gennaro, sotto l’ala protettiva dell’unico Santo che il popolo riusciva a gestirlo davvero, Giancarlo Siani non possedeva la “licenza speciale”, ma voleva denunciarla con l’arma più potente – al tempo stesso indifesa – che aveva a sua disposizione: quella parola che gli costò la vita in quel tragico 23 Settembre dell’85. Una denuncia e quel desiderio di giornalismo così come dovrebbe essere, che non teme la vigliaccheria di ritorsioni fatte da ronde di uomini che ti seguono inferociti per sfogarti addosso la loro vendetta. Giancarlo Siani era il connubio perfetto che metteva la parola al posto delle pistole e la denuncia al posto dell’omertà. La sua figura continua ad essere accompagnata dall’orgoglio di generazioni intere, che pur non avendo vissuto gli anni di quella camorra, per certi versi così diversa da quella odierna, continuano a trovarsela davanti agli occhi tutti i giorni, a spasso sui sellini di un T-Max che non si capisce più se alimentato dalla benzina o da tutta la cocaina che si porta dietro. Un punto di riferimento per gli studenti, per i ragazzi che continuano a non piegarsi a tutte quelle meschine strategie di quartiere che non hanno nulla a che vedere con Palazzo San Giacomo.
Un brindisi, quello per Giancarlo, al quale erano presenti il fratello Paolo, il referente della fondazione Pol.i.s., Geppino Fiorenza, che ha sottolineato quanto gli studenti siano anticorpi per la legalità, e l’artista Greta Bartolini, che, dal 20 al 24 Settembre, terrà una mostra al Museo Pan intitolata “14 per non dimenticare”, suddivisa in 14 scatti che racconteranno i luoghi in cui sono state uccise vittime della camorra.

Fosse stato tra noi, Giancarlo oggi avrebbe pensato che non serve una cresta per camminare a testa alta. Ma siamo tutti sicuri che lo starà urlando lì, in quel pezzetto di Paradiso destinato a chi se n’è fregato del male, girando le spalle all’omertà. Gli uomini passano, le idee restano. Auguri Giancà.

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