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Eroica Fenice

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No gender ed omosessualità: facciamo chiarezza

Ad Ospedaletto d’Alpinolo, Avellino, il primo bagno pubblico no gender: non solo due generi, ma anche un terzo, per favorire coloro che non riescono ad identificarsi né nell’uno né nell’altro.

Un fenomeno che sottolinea un avanzamento sociale notevole, già presente in altri paesi del mondo, ma rappresentante una vera e propria rivoluzione nel caso di un Paese come l’Italia.

Orientamento sessuale ed identità di genere: nessuna equivalenza

Con una tematica così delicata da trattare, è molto facile far confusione. Dubbi che, purtroppo, specialmente se appartengono a divulgatori della cultura, possono trasmettere messaggi errati.

Molti giornali hanno diffuso la notizia con l’indicazione che ci sarà un bagno per gli uomini, uno per le donne e l’altro per gli omosessuali. Dovrebbe esserne a conoscenza chi, completamente all’oscuro del reale significato del “no gender”, lo accosta alla dimensione ben più conosciuta dell’omosessualità. Errore! L’identità di genere e l’orientamento sessuale sono due aspetti diversi che riguardano la stessa persona: da tener ben presente, diversi. Non c’è uguaglianza fra i due: non possono essere interscambiati.

Soprattutto nel momento in cui si presuppone che il bagno pubblico “no gender” sia per gli omosessuali: per quale motivo un membro di tale community dovrebbe avere un bagno diverso da quello del sesso in cui egli stesso si identifica?

E allora, chi usufruisce di questo terzo bagno?

“No Gender” è per coloro i cui genitali contrastano con la loro interiorità e che, al fine di poter essere davvero ciò che desiderano essere, andranno incontro, ammesso non l’abbiano già fatto e ammesso vogliano farlo, ad operazioni chirurgiche. Transessualità è il termine giusto: identificarsi in un genere che non corrisponde a quello biologico.

Il lui, il lei e il loro: no gender, no problem

Ma la questione è molto più articolata. Ci sono tanti individui che preferiscono non appartenere ad alcun genere, rifiutando ogni connotato li rileghi ad un unico di essi, oppure accettandoli entrambi. Cosa stiamo dicendo? Esattamente questo: gender fluid significa “fluidità di genere”, ossia avere quella possibilità in più di sentirsi uomini, vestendosi con giacca, cravatta e magari anche papillon e bretelle, oppure donne, con rossetto, vestito e tacchi. Il tutto in una stessa persona. C’è il lui, c’è il lei, ma c’è anche il loro, pronome generalmente preferito dai gender fluid, apprezzato anche dai transessuali.

Ed è proprio per questo motivo che il terzo bagno pubblico è stato introdotto: a sostegno di tutte quelle minoranze alle quali spesso tocca sopportare situazioni difficili, dettate dalla disinformazione o, peggio ancora, dal pregiudizio.

Omosessualità: as easy as that

L’omosessualità, di suo conto, non presuppone una transessualità. No, solo perché ad un ragazzo gay piacciono i jeans stretti non significa che egli si senta meno uomo di Mr Macho Man.  E no, una ragazza lesbica con un look mascolino molto probabilmente non vuole diventare uomo. Soliti cliché: non mancano mai. Essere omosessuali significa amare una persona dello stesso sesso: nient’altro, it’s as easy as that.

E la transessualità?

La transessualità, si noti bene questo, non presuppone necessariamente alcuna omosessualità. Si utilizza il termine ftm (female to male) per indicare una donna biologica che, invece, vorrebbe essere uomo. Questa donna, biologica – ribadiamo, probabilmente arriverà ad acquisire tutti i connotati maschili attraverso la chirurgia e l’incremento di testosterone, tanto che sarà difficile (impossibile, in alcuni casi) discernere il suo sesso biologico. Quel che c’è da chiarire è che l’orientamento sessuale di questa persona può essere qualsiasi. Nel caso in cui amasse le donne, sarebbe eterosessuale. E non c’è da stupirsi, perché stiamo parlando in un individuo solo biologicamente donna, ma interiormente uomo. Nel caso in cui amasse gli uomini, sarebbe omosessuale. Oppure bisessuale, nel caso in cui amasse entrambi i sessi. E ancora, pansessuale, se non avesse alcun limite nella sfera emotiva, accettando partner transessuali. Lo stesso può esser detto di un uomo mft (male to female).

Come dimostrato, l’orientamento sessuale e l’identità di genere non sono affatto la stessa faccia di una medaglia e, pertanto, non è ammissibile confonderli.

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